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Ischia, disagi e mortificazioni per gli invalidi che viaggiano in via mare

GENNARO SAVIO: ORA BASTA, SI ABBATTANO LE BARRIERE ARCHITETTONICHE E SI RENDANO ACCESSIBILI TUTTE LE NAVI E GLI ALISCAFI CHE OPERANO NEL GOLFO DI NAPOLI"

https://www.youtube.com/watch?v=HlhhuWCMh3I

Quelle che vi abbiamo appena mostrato, sono le immagini amatoriali, ma estremamente eloquenti, dei disagi e della mortificazione che un invalido è costretto a patire su di una nave per la mancanza, o il guasto, dell’ascensore o del   servo scala presenti a bordo. A mandarci il video, e a chiederci di dare eco mediatica a quanto accaduto all’anziano genitore, è stato Francesco Veccia. “Abbiamo portato papà a Forio – ci ha scritto Francesco – dal 10 al 17 marzo. Ha 97 anni, è invalido al 100% con accompagnamento e quattro mesi fa ha subito l’asportazione totale dello stomaco per un cancro. Sul traghetto Caremar lo abbiamo dovuto obbligare con grande fatica a fare le scale. Secondo me, una cosa assurda. Ha dovuto fare uno sforzo al di sopra delle sue possibilità. Né si poteva pensare di lasciarlo in auto in garage a respirare fumo”. E in merito, la forte denuncia di Francesco, purtroppo, non è l’unica segnalazione che ci è giunta nelle ultime settimane. Infatti nei giorni scorsi ci ha contattato la signora Antonella La Monica di Casamicciola Terme che ci ha voluto raccontare l’odissea vissuta dalla figlia Francesca la quale, il 18 marzo scorso, per raggiungere Procida in gita scolastica assieme ai suoi compagni di scuola dell’Istituto alberghiero di Ischia, all’andata si è vista costretta a viaggiare nel garage della nave, mentre al ritorno è riuscita a salire sull’aliscafo tra grandi difficoltà. “Mia figlia è stata costretta a rimanere giù in garage per tutto il percorso Ischia-Procida sulla nave delle 8.20 Caremar Ischia-Napoli.  Lei è rimasta giù nel garage perché la nave, purtroppo, aveva le attrezzature per persone a mobilità ridotta, guaste. Il problema, poi, si è ripetuto al rientro da Procida, con l’aliscafo delle 13.45 Caremar. La ragazzina è stata con l’aiuto degli insegnanti e dei compagni a chiudere la sedia o portata a bordo sottobraccio dai compagni di scuola”. Sin qui le prole di Antonella che ha auspicato l’abbattimento delle barriere architettoniche su tutti i  mezzi di trasporto affinché chi ha problemi di mobilità possa spostarsi autonomamente e senza l’ausilio di nessuno. Ma su FaceBook c’è la testimonianza di un episodio simile accaduto qualche giorno dopo, e precisamente il 27 marzo 2019, al giovane studente universitario Giovanni Cricco il quale, pubblicando anche tanto di foto, ha scritto sul famoso social network: “Nave Caremar 12.55 Casamicciola-Napoli. A causa di un infortunio domestico sono costretto ad utilizzare la stampella per un problema al piede.  Prendo il traghetto e sono costretto da solo a salire le scale perché non c’è un ascensore, non c’è nulla. Io sono momentaneamente infortunato e quindi mi posso arrangiare, ma una persona con disabilità come può fare?? Che vengano rese accessibili a tutti le navi e gli aliscafi preposti al trasporto pubblico. Abbattiamo queste barriere architettoniche”.

Cosa aggiungere. La mancata rimozione delle barriere architettoniche nei luoghi pubblici, negli uffici e sui marciapiedi, è una cosa indegna per un paese come l’Italia che si definisce civile. E allora si garantisca, ovunque, il pieno diritto alla mobilità a chi ha problemi di deambulazione ed è costretto a muoversi su di una carrozzina, e si abbattano tutte le barriere architettoniche ancora esistenti sul nostro territorio, nei luoghi e negli uffici pubblici e sui mezzi di trasporto marittimo e terrestre. E il Partito Comunista Italiano Marxista-Leninista, guidato dal Segretario generale Domenico Savio, continuerà a battersi affinché ciò avvenga.

Gennaro Savio

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