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ITALIA Le conseguenze della crisi italiana sull’Europa secondo la stampa estera

Matteo Salvini CONTRO L'EUROPA

Per la prima volta dal 2014, i tassi di interesse sui titoli di stato italiani hanno superato il 3 per cento. Il quotidiano Die Presse è allarmato dalle somiglianze tra la situazione dell’Italia di oggi e quella della Grecia di tre anni fa: “In entrambi i casi, un aumento dei tassi di interesse sui prestiti (incluso un’aumento dell’ansia) è considerato un intervento indebito dall’esterno. Alla fine, i greci furono costretti a rispettare i diktat della realtà. Dall’estate del 2015, Tsipras ha implementato le riforme richieste da altri paesi dell’Unione. La situazione sta lentamente migliorando; nel 2017 l’economia greca ha registrato una prima sostanziale ripresa e il tasso di disoccupazione è calato lentamente. Ma prima di arrivare a questo punto, il piccolo paese che è la Grecia ha spinto l’area dell’euro sull’orlo del baratro. Nel caso della terza economia dell’Unione monetaria, la prova di forza sarà molto più difficile per gli altri paesi europei”.

L’Italia ha ancora un posto nella zona euro?
Da Volkskrant, Paesi Bassi
Gli italiani non dovrebbero essere gli unici a interrogarsi sulla possibilità di un’exIt, sottolinea De Volkskrant: “La frustrazione economica degli italiani è comprensibile come la riluttanza degli elettori degli altri paesi a pagare il debito dell’Italia e il suo fantasioso bilancio, che ignora tutte le disposizioni degli accordi europei. Non dobbiamo dimenticare che per anni gli europei hanno dovuto stringere la cinghia sotto le riforme dei loro governi. In un momento in cui Macron sta cercando di trovare un compromesso tra nord e sud sulla questione dell’euro, la crisi politica italiana pone all’ordine del giorno un dibattito di sostanza di natura completamente diversa: un paese come L’Italia, che segue il principio ‘spendi e svaluta’, ha ancora il suo posto in una zona euro con una valuta (troppo) forte?”.

Se Berlusconi appare come una soluzione
Novi List, Croazia
Dopo il fallimento del governo di Giuseppe Conte, Novi List sottolinea che anche lo stravagante Silvio Berlusconi sarebbe preferibile a tale caos: “L’Italia è sempre stata il laboratorio dell’Europa: qui sono state testate nuove soluzioni politiche. In questo laboratorio le cose sono così ricche che l’ex premier Silvio Berlusconi, che ha dovuto dimettersi al culmine della crisi dell’euro, sembra una garanzia di stabilità e moderazione. Berlusconi ha definito irresponsabile il Movimento cinque stelle e la sua richiesta di rimozione di Mattarella. Chissà, forse Berlusconi è il personaggio che troverà la via d’uscita dal caos attuale”.

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