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Jovanotti, la musica è cambiata: “Disco? Questo è il mio cloud ricco di canzoni”

RADIO PIAZZA MUSICA SU RADIO ANTENNA CAMPANIA-Esce "Lorenzo 2015 cc", un lavoro imponente composto da 30 brani. "Non pensatelo come un disco rotondo" avverte lui "ma come un lavoro ramificato da cui ognuno prende ciò che vuole"

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– Un Jovanotti da guinness dei primati. E’ quello di “Lorenzo 2015 cc”, il nuovo album che sarà disponibile dal 25 febbraio. Un lavoro imponente, con 30 brani divisi in due cd o tre vinili anche se parlare di formati tradizionali rischia di essere fuoriviante… “Il disco come lo conosciamo non ha senso per un lavoro come questo – dice Lorenzo a Tgcom24 -, io lo immagino più come un cloud dal quale ognuno prende ciò che vuole a seconda dei momenti”.

 al trionfo degli stadi nel 2013 all’uscita odierna, il percorso di Lorenzo è stato lungo e anche accidentato, come da lui scherzosamente immortalato in un’infografica proiettata durante la presentazione dell’album. Presentazione che è stata un evento nell’evento, con lui entrato a cavallo di un motorino e poi impegnato a far scorrere le slide per illustrare la genesi di “Lorenzo 2015 cc” (“So che le slide le usa qualcun altro adesso ma io sono stato il primo”).

Una genesi che prima di prendere vita è dovuta passare dall’euforia post tour, dalla depressione da down, fino a una polmonite che lo ha steso ma che poi è stata il punto di partenza di tutto. “Lorenzo 2015 cc” è un disco strabordante”, i cui ingredienti sono molto diversi, anche in questo caso illustrati da Lorenzo con un’infografica: “Ci sono canzoni d’amore, canzoni estive, combat song, momenti cantautorali, cinema e narrativa. Rock, Africa, dance, funk, persino momenti da crooner. E infine il caos”. Caos che in alcuni frangenti può essere la massima espressione di ispirazione, dove le regole saltano.

D’altro canto questo è un disco che delle regole se ne frega. “Ci sono tanti difetti che potrei elencare io stesso – spiega lui – ma questo è un disco libero, senza condizionamenti, molto istintivo e libero da mode”. A partire dal numero delle canzoni che, in un’epoca di usa e getta e di musica fruita velocemente nelle situazioni più disparate, possono sembrare una follia o una sfida. In realtà è solo una questione di propospettiva. “E’ un problema che mi sono posto anche io – dice -. Sarebbe stato un numero preoccupante pensando a un disco come quelli del passato, rotondo. In realtà questo lavoro non è fruibile nella maniera tradizionale. Io lo considero più un cloud che un disco, è una nuvola dalla quale uno può far piovere musica quando vuole”.

Ancora una volta dimostra di essere un passo avanti agli altri, prendendosi rischi in proprio. L’unico modo che conosce di lavorare. “Non sento la fatica di ‘essere avanti’ – dice -, semmai la pressione. Ma è una pressione che mi viene da dentro, è il mio modo di fare le cose. Ho la sindrome di chi deve sempre dimostrare qualcosa. Sono i nervosi quelli che fanno qualcosa, quelli che stanno sulla crepa, sul fulmine”.

Con un simile bagaglio di nuova musica come saranno i concerti della prossima estate, dove Lorenzo tornerà negli stadi (con tre date a San Siro)? “Negli stadi non farò più di 5 o 6 pezzi da questo disco – avverte -, scelti in base al tiro o al fatto che sono singoli. Ma in quel genere di concerti la gente viene soprattutto per ascoltare le canzoni che conosce”.CONTATTO RADIO ANTENNA CAMPANIA

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