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L.Stabilita’: si’ Senato a fiducia Forza Italia esce da maggioranza

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Roma, 27 nov. – Dopo una maratona di cinque ore il Senato vota la fiducia posta dal governo Letta sul maxiemendamento alla legge di stabilita’, sancendo di fatto la nascita di una nuova maggioranza, conseguenza del passaggio di Forza Italia all’opposizione e il sostegno del Nuovo centrodestra di Angelino Alfano e degli ex ministri del Pdl all’esecutivo. Il via libera dell’aula del Senato alla fiducia posta dal governo sul maxiemendamento sostitutivo della legge di Stabilita’ e’ arrivato con 171 si’ contro 135 no. Oggi alle 9.30 e’ prevista una nuova seduta dell’aula per la votazione della nota di variazioni al bilancio e la votazione finale del ddl Bilancio. A seguire, la decadenza su Silvio Berlusconi.

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Poco prima della mezzanotte di ieri, finite le dichiarazioni di voto, l’aula del Senato ha quindi iniziato a votare la fiducia.
  Ma poco prima, il governo con Giovanni Legnini ha annunciato delle correzioni formali al maxiemendamento. Ed e’ scoppiato il caos in aula. La Lega ha chiesto una sospensione della seduta per poter consultare il nuovo testo e anche alcuni senatori di Forza Italia come Maurizio Gasparri ha detto no a “norme aggiuntive che stravolgano il testo, non siamo all’ultima spiaggia, c’e’ il passaggio alla Camera. Questi sono cambiamenti di sostanza. E’ una forzatura inutile proprio perche’ c’e’ un altro passaggio”. In Aula i rappresentanti del governo hano spiegato che, da indicazioni ricevute dagli uffici tecnici di Palazzo Madama, il testo del maxiemendamento conteneva delle imperfezioni formali: mancavano i commi 413, 414, 415.

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“Dobbiamo ringraziare chi si e’ accorto della ripetizione di alcuni commi e che ha avvisato degli errori di forma”, ha detto il presidente Grasso. Il ministro Dario Franceschini ha chiesto quindi di procedere alla votazione sul testo corretto e cosi’ il presidente dei senatori Pd Luigi Zanda: “Il governo ha chiesto di apportare alcune modifiche che correggono il testo e io penso che bisogna andare al voto con il testo corretto. La prego di mettere in votazione il testo con le indicazioni per le correzioni formali”. Di diverso avviso i parlamentari di Forza Italia e della Lega che chiedevano di rinviare il testo alla commissione per apportare le modifiche.

A quel punto, il ministro per i Rapporti con il Parlamento ha rinviato tutta la questione al presidente dell’Aula: “Le correzioni al testo non avvengono solo in sede di governo, ma nel confronto fra gli uffici tecnici e il governo. Di solito noi non abbiamo alcuna difficolta’ a rinunciare a quelle correzioni, ma la scelta del testo da porre in votazione spetta al presidente del Senato”.
  Non per Grasso che, poco dopo, ha sottolineato: “Il governo si assume la responsabilita’ del testo messo in votazione”. E a criticare la posizione di Franceschini e’ anche il senatore Pd, Ugo Sposetti: “Non esiste un’assemblea che vota un testo considerato sbagliato dalla stessa assemblea. Il testo che ci ha presentato il governo non puo’ essere votato. Con tutta onesta’, non ho capito l’intervento del ministro Franceschini che dovrebbe chiedere di votare il testo corretto”.POLITICA ITALIANA DA RADIO PIAZZA NEWS
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