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L’8 maggio non è la “Festa della Mamma” ma “di chi ti vuole bene”

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La “festa della mamma” sarà sostituita con “la festa di chi ti vuole bene”, hanno annunciato qualche giorno fa le maestre di una prima elementare di Torino, la Coppino. La “riforma” non piace ad alcune mamme. In sostanza, i riformisti avrebbero voluto evitare l’eventuale imbarazzo dei bambini che non vivono in famiglie non tradizionali.

Web, il nuovo campo di battaglia

Ma, apriti cielo, i social sono diventati un campo di battaglia. “Ritengo molto sbagliato eliminare due figure simbolo, la madre e il padre, a favore di un vago e fuorviante, nonché ipocrita, ‘chi ti vuole bene” ha scritto su Facebook una delle mamme che stanno guidando la protesta. Padre e madre, ha obiettato la donna, sono” due cardini, due archetipi, due certezze intorno ai quali si è costituita la nostra società. Dovere della scuola è radicare e fare crescere certezze nelle figure di riferimento e non di aumentare la confusione e disorientare i bambini”.

Le ragioni degli insegnanti

Un po’ più “avanti” la posizione degli insegnanti della prima elementare che hanno accolto la proposta di qualche altro genitore. Un braccio di ferro, quasi tutto femminile, che è sfociato con l’unico risultato che gli alunni non avrebbero voluto: niente, festa, niente poesie, niente recite. Niente di niente.  “Il nostro intento era semplicemente quello di rendere questo momento – spiegano le maestre – pienamente piacevole e accessibile a tutti i bambini della nostra classe”.

La figura simbolica di madre

Eppure la protesta per questa scelta sta montando sul web, con un dibattito che, alla vigilia della festa della mamma, interroga sul significato di famiglia ai giorni nostri. “Se un bimbo non avrà la mamma avrà sicuramente qualcuno che svolge quel ruolo – sostiene chi è a favore della tradizione – ma il fatto che non ci sia fisicamente una madre non vuol dire che la sua figura simbolica vada annullata”.

Le scelte dei bimbi

E ancora: “Leggere che i bimbi scelgono, tra chi vuole loro più bene il proprio cane, la zia, l’amichetto, il vicino di casa tralasciando mamma e papà – conclude un’altra mamma – è qualcosa che va ogni logica di buon senso e ferisce anche negli affetti e nell’orgoglio”. E’ la prima scaramuccia di una guerra annunciata.

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