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La Corte d’Assise d’Appello conferma l’ergastolo per il mandante. La vicenda degli omicidi di Tafuro e Liguori.

LA GAZZETTA CAMPANA NEWS

Si riparla di una brutta storia accaduta tempo fa e che scosse l’opinione pubblica. Una storia di omicidi!  Destò molta commozione all’epoca nella gente; due giovanissime vite spezzate! Tafuro e Liguori, questi i cognomi delle vittime; si ricorderà, certamente che erano dei ragazzi che gestivano un centro scommesse nel Comune di  Somma Vesuviana. Con una scusa le vittime furono fatte transitare in via Olivella, strada fuori dal centro urbano, Comune di Saviano, dove furono assassinate con colpi di arma da fuoco. Il fatto cruento, violento avvenne in quella sera del 16 febbraio 2016. Le vittime hanno avuto il destino fatale d’incontrare sulla loro via, sulla linea della loro vita, Eugenio D’Atri, esponente del clan Cuccaro di Barra – Ponticelli, che dimorava nelle vicinanze del centro scommesse. I due ragazzi avevano anticipato una somma in denaro.  La stessa che D’Atri aveva perduto in scommesse. Una cifra consistente; circa 25.000 euro. Tafuro e Liguori si adoperarono, ovviamente, per far si che avvenisse la restituzione della somma di denaro. Fu la loro fine, secondo la ricostruzione della tesi accusatoria, la parte a loro avversa avrebbe deciso di sbarazzarsi di loro. Al brutto omicidio prese parte Domenico Altieri poi pentitosi in seguito all’arresto e Nicola Zucaro, quest’ultimo il killer. Alteri e Zucaro furono processati con il rito abbreviato; sentenza in data luglio 2017: Alteri 12 anni di reclusione e per Zucaro il massimo della pena; quella dell’ergastolo. Le dichiarazioni del collaboratore di giustizia Altieri: “D’Atri e Zucaro avevano pianificato già da qualche tempo l’omicidio”. Prima del verdetto Zucaro in una dichiarazione spontanea confessò l’omicidio; queste le sue parole: “Ho ucciso io quei ragazzi. Ho sbagliato e chiedo perdono. Voglio pagare la mia pena, ma non per tutto il resto della mia vita”.  In questo periodo per l’Omicidio Liguori-Tafuro, la Corte d’Assise d’Appello conferma l’ergastolo per il mandante. Consenso per la decisione dei giudici della Corte di Assise d’Appello, da parte degli avvocati Erasmo Fuschillo e Felice Iovino, legali della famiglia Tafuro. Dello stesso parere Antonio Tafuro, il padre di una delle giovani vittime che sì, commenta: “Ci auguravamo solo giustizia per nostro figlio, ed è stata fatta giustizia“. La terza sezione penale della Corte d’Assise d’Appello di Napoli, in effetti, ha confermato la pena dell’ergastolo con isolamento diurno per anni due nei confronti di Eugenio D’Atri, ritenuto, essere il mandante dei due omicidi rispettivamente di Francesco Tafuro e Domenico Liguori; i due gestori del centro scommesse a Somma Vesuviana in via San Sossio. Oltre all’ergastolo, su richiesta del P.M. Scarfò, la Corte ha confermato l’interdizione dai pubblici uffici per tutta la durata dell’espiazione della pena, la condanna al pagamento delle spese processuali e al risarcimento dei danni in favore delle costituite parti civile: Liguori Salvatore, Liguori Aurora Assunta, D’Avino Antonietta, Meo Annunziata, Tafuro Antonio, Tafuro Giovanni, Tafuro Lucia e Tafuro Lucia, da liquidarsi in separato giudizio. Eugenio D’Atri aveva cercato in tutti i modi di scaricare le proprie responsabilità su Nicola Zucaro, l’esecutore della sentenza di morte quest’ultimo già condannato nel luglio 2018; la pena dell’ergastolo. In un strada del Comune di  Saviano vi è un manifesto in rievocazione della tragedia, a perpetua memoria, in ricordo di una delle vittime con una frase: “ E saranno gli occhi dal cielo a non lasciarti mai…”

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