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La JackAlone presenta la combat folk band siciliana Nkantu D’aziz

Gjin Schirò per radio piazza eventi

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Band siciliana originaria della città di Palermo prende il nome da due vocaboli: nKantu che in lingua siciliana significa “nel canto” o “incanto” e Aziz, aggettivo con cui gli arabi, ai tempi della loro dominazione, solevano indicare la città di Palermo: “la splendida”. Da qui “l’incanto della splendida” o splendido incanto. Il nome fu scelto da Totò Grilletto, leader e maggiore compositore della band, dopo una lunga ricerca storica sulle origini della propria città. Egli si diceva poeta, compositore e chitarrista giramondo e le sue radici le ha sempre portate con sé. Quando è ritornato a casa, la sua Palermo siciliana ed albanese (di Piana degli Albanesi, piccolo paese della provincia, di cui è per metà originario), l’idea che la conoscenza delle proprie origini non dovesse essere un lusso di pochi, lo ha spinto a pensare ad un progetto ambizioso che permettesse di far arrivare la storia di quella terra al cuore dei suoi abitanti.

Gli nKantu d’Aziz oltre a Totò Grilletto sono Gjin Schirò alle chitarre, Fabio Pellitteri alla batteria, Ivano Minutella al basso, Salvatore Spera al clarinetto, Fabio Passiglia al sax. A seguirli Felice di Caccamo, fonico della band

Il loro genere musicale è il Combat folk, genere portato avanti da illustri colleghi come Modena City Ramblers e Bandabardò, contaminato da diversi altri generi come lo Ska, il Reggae, il Rock, lo Swing, con particolare e minuziosa attenzione ai testi, con la ricercatezza che da sempre contraddistingue il cantautorato impegnato italiano. Si da molto spazio quindi a temi legati all’antimafia, al razzismo, alle discriminazioni sociali cosa che alla band siciliana è valsa innumerevoli partecipazioni a manifestazioni a tema, promosse da associazioni quali Addiopizzo, Emergency e Telethon su tutte.

Trovano spazio anche la storia, miti e leggende che da secoli costituiscono l’immaginario comune di un popolo.

Nel 2011 pubblicano il loro primo album, sotto la produzione artistica di Toni Carbone, ex membro e bassista dei Denovo, “Mi porteranno via”, dal quale verrà estratto nel 2012 il singolo “Giuliano” e al quale si aggiungerà il videoclip musicale omonimo, girato tra le cave di Montelepre. Nel video, nei panni del famoso bandito, compare la special guest Alessandro Rugnone, attore protagonista de Il Giovane Montalbano. Nel 2013 il professore di linguistica dell’Università degli studi di Palermo, Roberto Sottile, li ha voluti inserire nel suo nuovo libro Il dialetto nella canzone italiana degli ultimi venti anni”, pubblicato nell’ottobre dello stesso anno, analizzando alcuni dei testi scritti per “Mi porteranno via”: Giuliano appunto, e Tarantula, entrambi scritti in dialetto siciliano e Balcan Suite che, oltre a trattare la tematica della diaspora albanese (seconda metà del XV secolo), presenta il ritornello in lingua arbëreshe, dialetto ancora correntemente parlato nei paesi delle comunità albanesi presenti in Sicilia e Italia.

Tra il 2013 e il 2014, sempre sotto la produzione artistica di Toni Carbone, la band registra e pubblica “L’uomo pesce”, brano singolo che narra la leggenda di Nicola detto “il pesce”, storia molto conosciuta in Sicilia ma in massima parte diffusa nella città di Messina: Nicola era un abile nuotatore, per questo chiamato “il pesce”, noto come Nicola u pisci” (da qui Cola u pisci poi Colapesce. Parti della leggenda gli attribuiscono anche delle branchie) che, una volta immersosi nelle acque siciliane e accortosi che una delle tre colonne che reggevano la Sicilia era in parte crollata, mettendo in pericolo la stabilità dell’ isola, si sostituì ad essa, salvando difatti l’intera Sicilia da sicuro inabissamento. La leggenda trova diversi riscontri anche a livello nazionale.

Al brano partecipano le special guest Filippo Alessi (percussionista dei Qbeta e Mario Venuti), Angelo Spataro (batterista dei Tinturia), Aida Satta Flores (cantautrice siciliana) e Francesco Moneti (violinista e chitarrista della combat folk band Modena City Ramblers).

Nell’Aprile 2014, la band gira e pubblica l’omonimo video, avvalendosi anche della collaborazione del Maestro Puparo de l’Opera dei Pupi di Palermo Mimmo Cuticchio, nel ruolo di se stesso. Oggi l’arte dei pupi è patrimonio dell’umanità. Nel frattempo, tanti sono  i concerti che li vede protagonisti in Sicilia e in Italia, molti dei quali come band di supporto per Eugenio Bennato, Niccolò Fabi, Erica Mou, Neffa, Almamegretta, Modena City Ramblers e i conterranei Tinturia e Qbeta e diverse partecipazioni a festival nazionali.

A Luglio 2015, sotto la produzione artistica di Francesco Moneti, violinista membro dei Modena City Ramblers, la band pubblica il secondo album “Meglio la Terra”.

Non si smette mai di ballare ad un concerto degli nKantu d’Azi

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