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La legge elettorale Rosatellum bis approda al Senato: come funziona e chi favorisce

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Il Rosatellum bis supera la prova della Camera: 375 favorevoli, 215 contrari. Il voto si è tenuto a scrutinio segreto, così come richiesto dal PD. Ora la nuova legge elettorale approda al Senato: già oggi potrebbe essere calendarizzata, con l’invio al presidente della Commissione Affari Costituzionali, Giuseppe Torriso, e l’esame a partire dalla prossima settimana, per poi approdare in aula il 24 ottobre.

 

Ettore Rosato, capogruppo del PD a cui la nuova legge elettorale deve il nome, esprime soddisfazione: “Abbiamo dimostrato che è una legge scritta con la forte volontà del PD ma con una maggioranza larga”. Fiducia (molto criticata) e voto segreto, però, hanno portato come risultato anche diversi franchi tiratori: 60-70 secondo alcuni calcoli, non più di 30-35 secondo il Partito Democratico. Contestazione del Movimento 5 Stelle, sceso in piazza a Montecitorio: diversi i parlamentari (non è passata inosservata l’assenza di Beppe Grillo, che però è comunque arrivato nella Capitale) che hanno parlato sul palco a partire dal primo pomeriggio. Queste le parole di Di Maio dopo il voto: “Hanno 66 franchi tiratori, stanno a pezzi: potranno avere la maggioranza qui dentro ma noi abbiamo la maggioranza degli italiani onesti”. A favore hanno votato PD, Forza Italia, Area Popolare, Lega, Civici e Innovatori, Scelta Civica/Ala, Centro Democratico, Direzione Italia, UDC, PSI e minoranze linguistiche: in totale siamo intorno ai 440 deputati (con tanto di assenze, permessi e “no” annunciati: effettivamente ne mancano circa 60-70); contro si sono schierati MDP, Fratelli d’Italia, M5S, Sinistra Italiana e Alternativa libera: più di 160 deputati.

Come funziona il Rosatellum bis? Il funzionamento della nuova legge elettorale, che prevede un sistema misto proporzionale/maggioritario, creerà non pochi grattacapi. Prendiamo in considerazione la Camera: i 630 seggi saranno divisi in due parti, 232 uninominali assegnati con sistema maggioritario (di cui 6 al Trentino Alto Adige, 2 al Molise e uno alla Valle d’Aosta) e 386 in collegi plurinominali (i collegi saranno 65, assegnati con sistema proporzionale); i restanti 12 nella circoscrizione estera.

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