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La “legge sui diritti degli anziani”

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Roma,  “Onora il padre e la madre” non è solo il quarto comandamento della religione cristiana, è anche il pilastro della società confuciana cinese. Ma quando la società moderna si dimentica dei propri familiari, ecco che interviene la legge a rimettere le nuove generazioni sulla retta via.

Il primo luglio il tribunale della città di Wuxi, nella provincia del Jiangsu, ha emesso la prima sentenza sulla base della “legge sui diritti degli anziani”, entrata in vigore lo stesso giorno, con la quale obbliga una donna di nome Ma e suo marito a far visita a sua madre, la signora Chu, di 77 anni. La ‘condanna’, oltre all’obbligo di far visita alla madre ogni due mesi, consiste nel pagamento delle spese mediche e di affitto. Una sentenza che accende i riflettori sul problema degli anziani e al quale la “legge sui diritti degli anziani” tenta di porre rimedio. La legge prevede che i membri della famiglia provvedano ai bisogni ‘morali’ degli anziani, senza trascurarli né allontanarli e, per coloro che non vivono con i propri genitori, a far visita spesso ai propri genitori anziani. La buona notizia è che non è ancora charo quale possa essere la pena.

Nonostante il tribunale di Wuxi abbia ammesso che si tratta di un esperimento, il caso ha sollevato molte polemiche e perplessità nel popolo del Web. C’è chi reputa ridicola la decisione del tribunale commentando: “Come si può rendere obbligatorio un sentimento? Se mia figlia venisse a trovarmi solo perché lo ha deciso un tribunale, non ne sarei contenta”, e chi invece individua alla base della sentenza un problema ben più serio: “Molti anziani sono soli e questo sta diventando un problema sociale per il quale è necessario l’impegno comune dei singoli, della società e del governo. Se il governo mostra il proprio impegno promulgando una legge, io non credo sia mancanza di responsabilità”.

Ma se sempre più anziani vivono da soli è anche perché cresce sempre più il numero di giovani e non più giovani che si trasferiscono in città per trovare lavoro e che spesso fanno turni massacranti senza avere diritto alle ferie. La legge a tal proposito stabilisce che le unità lavorative debbano concedere giorni di ferie agli impiegati per far visita ai propri parenti secondo le normative vigenti, ma anche su questo punto i netizen non sembrano essere molto entusiasti: “Da quando la legge sul lavoro prevede le ferie ogni due mesi?” e ancora: “Se ci fosse una riforma congiunta del sistema delle ferie e dell’assistenza agli anziani, allora questa legge avrebbe più senso”. “Se si decidesse di penalizzare i datori di lavoro che non concedono le ferie retribuite per far visita ai propri genitori, garantendo le ferie a tutti, allora sarebbe una legge giusta. Ma spesso le ferie ci vengono detratte dallo stipendio e rischiamo anche di perdere il lavoro”.

Alla base c’è però un problema sociale che riguarda l’invecchiamento della popolazione. Secondo i dati del Ministero della Salute cinese, la popolazione degli over 60 supera i 180milioni, mentre la politica del figlio unico introdotta negli anni ’80 li ha resi sempre più soli.
Secondo l’Agenzia di Stato Xinhua, nel 2010 solo nella città di Pechino il 21.7% degli anziani non viveva con i propri figli. Una percentuale che sale nelle aree rurali, dove gli anziani che vivono da soli sono più della metà, e ciò è tanto più verosimile se si pensa che sono il 40%, circa 40milioni, gli anziani che restano in campagna.

Ma la sentenza non è un caso isolato. Negli ultimi anni sono sempre più i tribunali che devono fare i conti con casi di questo tipo. I genitori vogliono il meglio per i propri figli, ma quando l’età avanza preferirebbero vederli più spesso, niente da obiettare naturalmente, ma tornare dai propri genitori non è sempre facile per quei figli che lasciano il paese natale per rincorrere il lavoro e che lottano per poter avere un futuro migliore. A dicembre dell’anno scorso, anche un commerciante di Pechino di nome Liu Bi con molta sorpresa aveva ricevuto la notifica di un atto di citazione dal tribunale da parte della madre: “Devo spiegare perché le faccio visita così raramente”, aveva dichiarato. Per la madre non era il bisogno del denaro che l’aveva spinta a rivolgersi al tribunale, ma il bisogno di vedere il figlio una volta al mese, un impegno troppo gravoso per l’uomo.

Ciò che resta da capire sulla nuova legge è come interpretare la parola ‘spesso’, come ci si dovrà comportare e se quanto bisognerà sostenere i propri familiari economicamente. A questo proposito, Liu Chuan, avvocato di uno studio di Pechino, ritiene che la legge sia solo una proposta e non stabilisca una pena precisa. Il concetto di “spesso” ritorna anche nei casi di divorzio in merito alla visita dei figli. In assenza di un regolamento dettagliato, il tribunale può prendere provvedimenti in base al caso specifico.

Gli esperti ritengono che la sentenza del tribunale di Wuxi e la nuova legge sia un tentativo del governo di sensibilizzare l’opinione pubblica e attirare l’attenzione sul problema degli anziani. Un “progetto sistematico” secondo Du Peng, direttore dell’Istituto di ricerca sugli anziani dell’Università Renmin, “che ha bisogno di provvedimenti su più livelli, ad esempio migliorando il sistema di previdenza sociale o gli organismi di assistenza agli anziani, ma non si tratta di un regolamenti rigidi”. Ma in realtà ora che la legge è in vigore, quanti genitori chiederanno aiuto al tribunale per ricevere la cosiddetta assistenza spirituale e quanti dei loro figli realmente andranno a fargli visita anche dopo la sentenza? Saranno questi i problemi futuri.RADIO PIAZZA NEWS

 

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