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La marijuana tra consumo progressivo e disinformazione

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Giovani e Marijuana: una combinazione che fa oggi tendenza e apre uno scenario apocalittico. A farne uso sono soprattutto i giovani fra i 18 e i 24, anche se in un’ indagine apparsa nel decimo “Rapporto Nazionale sulla Condizione dell’ infanzia e dell’ Adolescenza” appare chiaro che il consumo di cannabis e marijuana tra i ragazzi di età compresa tra i 12 e i 15 anni ha ormai raggiunto una percentuale del 42%, dato alquanto allarmante. Ciò che rende le droghe a base di cannabis particolarmente attraenti è l’effetto immediato, che tuttavia, varia a seconda del dosaggio: senso di benessere e calo delle inibizioni a basse dosi, alterazione delle percezioni sensoriali, del tempo e dello spazio a dosi più ingenti. Cambiano i tempi e cambia la fisionomia del consumatore medio, che non è più l’emarginato o  il ragazzo adagiato e annoiato che cerca nuovi stimoli. Oramai fumare marijuana è un habituè proprio del ragazzo qualunque e questo quasi non desta più scalpore. La disinformazione alimenta il fenomeno. Dunque, facciamo chiarezza su quelli che sono i danni che scaturiscono dal consumo abituale di queste sostanze. I danni sono innanzitutto permanenti e non è immune neppure il consumatore saltuario : basta assumere la droga una o due volte alla settimana per intaccare la misura e la forma di due regioni chiave del cervello, che riguardano lo sviluppo di emozioni e sensazioni, ovvero il Nucleus accumbens e l’amigdala. Questo è quanto testimoniato da uno studio autorevole compiuto per la prima volta dalla Medical School di Harvard e dalla Northwestern University di Chicago. A discapito dell’opinione comune, tale studio dimostra come anche quando il consumo della droga è saltuario, il Nucleus accumbens diventa insolitamente grande e l’ Amigdala si deforma. I più, che la assumono di rado, giustificano la loro azione definendola come un’attività ricreativa assolutamente innocua. Questa droga è tutt’ altro che innocua dal momento che intacca zone celebrali, apportando come ovvie conseguenze anomalìe comportamentali. Infatti, dal momento che l’amigdala è ridotta, si riscontrano problemi nel controllo di aggressività e paura, a cui si aggiungono modificazioni dell’ ipotalamo con successivi e ponderosi problemi di memoria. Inoltre, è opportuno notare che il fumatore di marijuana è sottoposto a rischio bronchiti, polmoniti e tumori in una percentuale maggiore rispetto al fumatore di una normale sigaretta.

Santina De Stefano

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