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Si avvisa che in seguito  alla nuova ordinanza della Giunta Regionale della Campania del 14 ottobre 2020  a causa della pandemia COVID 19 che informa
✔
🔴 Che è essenziale evitare eventi ed iniziative a rischio aggregazione in luoghi pubblici e privati ed è obbligatorio adottare con consapevolezza comportamenti individuali rigorosi al fine di limitare il rischio di trasmissione per evitare un ulteriore e più rapido peggioramento dell’epidemia 🔴
👨‍ Il Presidente 👨‍
🎓VISTA la legge n.689/1981 ai sensi di quanto disposto dall’art. 1, comma 16 del decreto-legge n.33 del 2020 👨‍⚖
 
🔬 SENTITO il Coordinatore dell’Unità di Crisi 👨‍💼 

👨‍ ORDINA 👨‍

📌1. Con decorrenza immediata e fino al 13 novembre 2020, salva ogni ulteriore determinazione in conseguenza dell’andamento della situazione epidemiologica quotidianamente rilevata, sull’intero territorio regionale ✅

 

📌1.2. Conferma il divieto dell’attività di sagre e fiere e, in generale, ogni attività o evento il cui svolgimento o fruizione non si svolga in forma statica e con postazioni fisse, già sancito dall’Ordinanza regionale n.75 del 29 settembre 2020 ✅

Vista l’urgenza e criticità del momento, vi aggiorneremo cautelativamente, sulle prossima date del Memorial Correale, previsto per sabato 7 e domenica 8 novembre 2020 e rinviato a data da destinarsi.

 

Augurandoci, unitamente a tutti i nostri soci, che questo momento difficile serva per renderci piu’ responsabili ed affrontare con determinazione le sfide del futuro.

Un arrivederci affettuoso a tutti dal Circolo Filatelico Numismatico “Tempo Libero” di Castellammare di Stabia (Napoli). 

Non ci si libera di una cosa evitandola, ma soltanto attraversandola.


(Cesare Pavese)

Processo per morte Alina Marchetta: la madre si rivolge all’A.I.F.V.S Onlus, questo ed altri temi al centro del programma “Ingiustizie” del 20 ottobre

Processo per morte Alina Marchetta: la madre si rivolge all’A.I.F.V.S Onlus, questo ed altri temi al centro del programma “Ingiustizie” del 20 ottobre
FORLI’. Aveva 26 anni Alina Marchetta quando, la mattina del 7 aprile del 2019, è stata investita da un’auto che sfrecciava a 75 km/h. La 27enne di Castrocaro, Martina Mercuriali, alla guida, aveva trascorso il sabato sera assumendo cocaina e bevendo alcol; nel suo sangue un tasso di alcolemia pari ad 1,78 per ogni litro di sangue tre volte più’ del limite consentito della legge. Lo sbandamento a destra della vettura, che salì sul cordolo divisorio tra la strada ed il marciapiede ciclo-pedonale in via Salinatore, Forlì, portò al travolgimento della vittima. La difesa sostiene che l’imputata si addormentò mentre premeva il piede sull’acceleratore, travolgendo prima un palo e poi insistendo con le ruote sul corpo inerme di Alina. L’ 8 ottobre 2020, nella prima udienza preliminare, l’avvocato della Mercuriali ha chiesto il patteggiamento a quattro anni di reclusione. https://www.facebook.com/giustiziaperluigi/posts/2419065645066299?__tn__=K-R
https://www.facebook.com/luigi.ciaramella.94/posts/3687406501271539
https://www.facebook.com/biagioluigi.stradale/posts/10221785894549240
Una scelta che ha fatto cadere nella disperazione mamma Sanda Sudor, che ha scritto al Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella: “Una richiesta che affonda le dita nella mia ferita. La persona che ha ucciso mia figlia è stata arrestata per omicidio stradale, scarcerata il giorno dopo e mandata subito ai domiciliari. In attesa del processo, quindi della sentenza, ha chiesto ed ottenuto la revoca della misura di custodia per poter frequentare i corsi all’Università di Bologna. Qualora il giudice accolga la richiesta del PM, la condanna non sarà mai quattro anni effettivi. Date le disposizioni legali vigenti, l’omicida non trascorrerà nemmeno un giorno in carcere. Lei, illustrissimo Presidente, sa che il patteggiamento è un procedimento speciale alternativo al rito ordinario che consente all’imputato di trovare una soluzione preliminare con la Procura sull’entità della pena da scontare. Il patteggiamento si esegue in una rinuncia dell’imputato a contestare l’accusa in cambio di uno sconto sulla pena fino a un terzo. I veri condannati, ma non a una pena detentiva, bensì all’ergastolo del dolore, siamo noi, i familiari di Alin, impossibilitati a chiedere giustizia nelle aule di tribunale, dove grazie a benefici e riti alternativi, spesso non possiamo neppure costituirci parti civili. Ormai non piango più perché sono già morta. Sono morta l’8 ottobre quando nell’aula del Tribunale di Forlì l’imputata ha chiesto il patteggiamento. La vita di Alina non vale nulla, addirittura si negozia come se ci si trovasse al mercato. Mi togli sei mesi lì, me ne aggiungi altri tre là: una cosa squallida e assurda per una vita spezzata all’improvviso, a causa della scelta scellerata di una persona che si è messa alla guida ubriaca e drogata. Il 22 ottobre, il tribunale di Forlì è chiamato a pronunciarsi sul patteggiamento che vale una vita umana. Lo Stato premia il colpevole solo per “risparmiare costi” e lo fa a scapito della vittima. Se chi uccide può patteggiare il prezzo di una vita, allora io non mi sento di dire che vivo in un paese civile. Se chi sbaglia non paga adeguatamente per il fatto commesso, si arriva all’irresponsabilità, che è anticamera dell’arbitrio. Se, da un lato, c’è chi accetta questo sistema squilibrato, tutto proteso a proteggere chi commette gravi reati e a dimenticare le vittime, dall’altra parte ci siamo noi, familiari di queste vittime innocenti, che non accettiamo queste vere e proprie ingiustizie. Presidente, confido in una Sua parola, in un suo intervento, perché, nonostante tutto, continuo a credere e sperare che l’Italia sia uno Stato di diritto, dove la vittima, ha gli stessi diritti del carnefice”.
Sanda si è rivolta all’Associazione Italiana Familiari e Vittime della Strada Onlus, che subito ha dimostrato la sua vicinanza: “Siamo categoricamente contro il patteggiamento in caso di omicidio stradale – afferma il presidente Alberto Pallotti -. Non devono essere concessi in nessun caso, gli imputati devono affrontare dei veri processi. Siamo davvero in una dimensione tragicomica. Non accettiamo che, per l’ennesima volta, si voglia sottrarre una persona alle sue responsabilità. Si presenti al popolo italiano, alla famiglia della vittima, a chi soffre per le conseguenze di comportamenti scellerati. Stiamo parlando di una persona che era alla guida in uno stato vicino al coma etilico. Ci batteremo in tutti gli ordini e gradi contro i quattro anni richiesti dal PM – conclude – ed annunciamo, in questa occasione, la nostra costituzione a parte civile nel processo”.
La mamma della vittima ha contattato il responsabile della sede di Aversa e dell’agro aversano, Biagio Ciaramella, a margine della puntata “Uccisi sulle Strade” (che ha superato le 11mila visualizzazioni in pochi giorni), da lui coordinata ed andata in onda il 15 ottobre su tutti i canali ufficiali dell’associazione:

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