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La Paola Taverna in ognuno di noi

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In una cronaca precedente avevo accennato alla vicenda della senatrice del M5S, Paola Taverna, la quale, nellaccomiatarsi dai suoi elettori quale portavoce pro tempore in scadenza, registra una videoclip in cui parla di rispetto, senso civico e tante altre cose abbastanza condivisibili, solo che la sceneggiatura della registrazione la immortala mentre sale a bordo della sua utilitaria parcheggiata sulle strisce pedonali. Qui: http://www.huffingtonpost.it/2014/0… al 38. Imperdonabile.

Io la capisco, in fondo, la parlamentare-gazzella (visto che nellincipit si rifà ad un notissimo proverbio africano): a Roma i parcheggi sono difficili. Anzi, un po dappertutto è difficile trovare un posto per la propria auto, specialmente un posto in cui non si debba pagare il parcheggio, aggiungo io, memore delle sfiancanti ricerche quotidiane qui nella nostra Città. È complicato parcheggiare anche ad Avellino, che è praticamente un paesone, mica una metropoli.

Mo che ci sono, apro prima una lunga parentesi sulle vicende avellinesi (uno stato dellarte del parcheggio) e poi torno a riflettere della videoclip ormai famosa. Allora, io abito al Centro Storico e posti-auto per residenti sono in numero molto esiguo. Quei pochi sono sempre occupati. Mi ricordo che questa estate venne strombazzato laccoglimento della proposta dei residenti di poter usufruire delle strisce blu nella propria zona qualora il parcheggio riservato fosse occupato. Tuttavia, della delibera di attuazione non ho saputo più nulla ed ho pensato che il proclama fosse solo una delle tante bufale in circolazione. Mai na ggioja da questAmministrazione Comunale nostra, nevvero? Nella mia zona, si parcheggia sui marciapiedi, nella stretta e tortuosa viuzza davanti al Teatro, oppure davanti ai cassonetti di quello sfacelo che è Piazza Castello (qui http://www.orticalab.it/Piazza-Cast… e qui http://www.orticalab.it/Piazza-Cast…) impedendo le attività degli auto compattatori. Per dispetto, inoltre, le auto paganti spesso parcheggiano malissimo, di traverso, cioè, occupando più posti. Succede anche nel garage seminterrato (sempre comunale) accanto al Gesualdo: ogni dieci posti, in media circa quattro sono persi perché le auto sono parcheggiate pessimamente, specialmente da quando il garage viene utilizzato anche dai mezzi degli operatori ACS (sia quelli di servizio che quelli privati).

Io lavoro, invece, nei pressi del Campo Coni, nel cui piazzale antistante il parcheggio è sempre stato libero. Quando in primavera il Comune istituì la tariffa anche in quellarea, i residenti si ribellarono con successo. Da qualche settimana, però, per consolare i parcheggiatori attorno al Moscati, sostituiti dai totem automatici (poi ritrattati, mi sembra. Ma che casino!), hanno ripristinato il pagamento. A me costerebbe una cifra ogni mese (circa 40 ore settimanali a 50 centesimi cadauna) e così cerco di arrivare in orari antelucani per trovare un posticino (ho una micromachine) nei dintorni. Nessuno che si preoccupi di immaginare permessi per i lavoratori, magari a tariffe agevolate, eh? E poi, il pagamento della sosta davanti al Campo CONI disincentiva anche quelli che fanno sport o portano i bambini. Ma siamo ad Avellino ed i cittadini sono succubi di tariffe, orari, parcheggi e parcheggiatori. Proprio ieri mattina una signora si è fatta prendere dai moti e urlava come unossessa contro il tizio dei ticket, tanto da udirla dalla mia stanza. Lesasperazione è davvero alle stelle: già le cose vanno male, di trasporti pubblici neanche unidea di sviluppo ed incentivazione e noi si viene assillati dalla ricerca di un posto auto libero da balzelli: è un accanimento, IMU, mini-IMU, TARES, mini-TARES, TASI, IRAP, IRPEF… fra poco pagheremo anche la sosta dei pedoni.

Immagino che parcheggiare in doppia fila, nelle aree riservate, sui marciapiedi, occupando due posti davanti ai varchi per disabili o sulle strisce pedonali sia una forma di avuncologratulazione (sarebbe una specie di «salutm a ssoreta con buona pace del codice della strada») e/o di dispetto più che uno dei volti della cazzimma, dellarroganza o della furbizia (ma anche).

Uh,uh la penta-stellata, me ne stavo quasi dimenticando. Dunque, io penso che Paola Taverna sia candida come persona, ma troppo ingenuo come personaggio politico. Non ha la scaltrezza dei parlamentari scafati, tutti e sempre a favore di telecamere, i quali nel registrare un video promozionale se lo preparano nei minimi dettagli. Paola Taverna è esattamente una di noi, comè nei principi fondanti dei “grillini”, ed esattamente come una di noi si è trovata a parcheggiare dove ha potuto. La sua semplicità di persona del popolo le ha impedito di preparare la scenografia e ciò si è rivelato, purtroppo, errore più grave che non le quotidiane notizie di abusi e corruzione di molti altri personaggi politici. Al di là di ogni altra critica o detrazione possibile ai penta stellati, la loro ingenuità non è sempre così romantica o pittoresca, tuttavia. Fa rabbia che fustigatori civici si mettano in condizioni di essere fustigati a loro volta e non attivino quellintelligenza di capire i contesti in cui si muovono. Non puoi parlare dei sommi guai del Paese, mentre nel quotidiano sei esattamente come uno di noi: superficiale, abitudinario, gregario (tutti parcheggiano sulle strisce), inconsapevole del fatto che ognuno diventa ciò che fa, nel bene e nel male.

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