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Governo Draghi, consultazioni al via alle 15.30, si chiude sabato

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Si comincia con i partiti piccoli da Azione a +Europa. Ultimi Lega e M5s. Doppia apertura al premier incaricato da Di Maio e Berlusconi. Segnali positivi per l’incarico, scende lo spread

Cominciano oggi alle 15.30 le consultazioni del premier incaricato Mario Draghi con le forze politiche e si concluderanno sabato in tarda mattinata. Si parte con i partiti piccoli, da Azione e +Europa a Maie, Cd, Europeisti-Maie, Misto Camera, Nci, Cambiamo.

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Domani, dalle 11, è la volta delle Autonomie, di LeU, Iv, Fdi, Pd e Fi. Si chiude sabato dalle 11 con la Lega e M5S. Gli incontri hanno durata di mezzora o di un’ora a seconda del peso dei partiti.

Doppia apertura a Draghi a poche ore dall’avvio del primo giro di consultazioni. Arriva da Berlusconi e Di Maio. Il presidente di Fi avverte il centrodestra che la scelta di Mattarella per l’ex presidente della Bce ‘va nella direzione che abbiamo indicato da settimane: quella di una personalità di alto profilo istituzionale attorno alla quale si possa tentare di realizzare l’unità sostanziale delle migliori energie del Paese. La politica deve assumersi la responsabilità delle scelte’. Il ministro degli Esteri si rivolge al M5s, chiedendo di ascoltare il presidente incaricato prima di decidere, mostrando ‘il rispetto istituzionale’ dovuto e di essere ‘maturi agli occhi del Paese’ malgrado legittime preoccupazioni. “Rompiamo gli schemi, il M5s apra a Draghi”. Lo dice Virginia Raggi parlando con il foglio. “Bisogna partire dai temi e puntare su un governo politico. Il paragone con il precedente Monti è sbagliato. Dal Recovery alla burocrazia si può fare molto”, dice ancora Raggi.  (TEMPO REALE)

Draghi ha lasciato la sua casa alle porte di Città della Pieve. La vettura della scorta e un’altra auto con i vetri oscurati, quella probabilmente con a bordo il presidente del Consiglio incaricato, sono uscite dalla tenuta del centro umbro. Si sono quindi dirette sulla strada principale dalla quale è possibile anche raggiungere l’autostrada.
Anche la pattuglia dei carabinieri che sorveglia gli ingressi si è allontanata. Draghi ha trascorso in Umbria la prima notte da presidente del Consiglio incaricato nella sua casa immersa in un bosco alle porte di Città della Pieve. L’ex presidente della Bce è arrivato in serata accompagnato dalla scorta. Ha probabilmente scelto la tranquillità del borgo umbro per trascorrere qualche ora in famiglia dopo avere ricevuto dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella l’incarico di formare il nuovo Governo in vista delle consultazioni con i partiti. Nell’area dove si trova il casolare della famiglia Draghi nessun maxi dispiegamento di forze di polizia. La scorta ha sorvegliato ‘discretamente’ tutta l’area mentre una pattuglia dei carabinieri era all’ingresso di uno dei viali che conduce alla casa. In mattinata Draghi ha quindi lasciato Città della Pieve diretto probabilmente a Roma dove è atteso dalle consultazioni per la formazione del nuovo governo.

LA REAZIONE DEI MERCATI

Si punta ad un governo di “alto profilo”, secondo gli auspici del Capo dello Stato Sergio Mattarella. Un governo certamente europeista, con l’obiettivo di vincere la pandemia, garantire la campagna dei vaccini, rilanciare il Paese e spendere nel modo migliore le risorse europee. Al momento Draghi può contare sul sicuro appoggio di Pd,Iv,Leu e Forza Italia, oltre a quello di forze minori, mentre la spaccatura nel M5s e nel centrodestra (con Fdi ferma sul voto o al massino su un’astensione unitaria e la Lega in forse su un’apertura purchè si voti a breve) ancora non consente di dire quale maggioranza e quanto allargata appoggerà il governo. Il calendario delle consultazioni dovrebbe essere noto in tarda mattinata, mentre continuano gli appelli del Pd ai Cinque stelle – dopo la riunione di ieri con Leu e M5s – a non disperdere il patrimonio del percorso comune nel Conte bis e per un ingresso dei grillini nel governo. Tra i modelli dei governi tecnici del passato, i partiti auspicano che Draghi non scelga come Monti un esecutivo di soli tecnici, ma si ispiri allo schema misto di Ciampi, avvalendosi anche di ministri politici. Il premier incaricato farà la sua scelta tenendo conto della logica stringente dei numeri, quella stessa che ha sbarrato il passo ad un Conte ter. “Quando uno fa il suo lavoro è sempre sereno”, ha chiosato intanto stamattina Giuseppe Conte entrando a Palazzo Chigi.

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