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La sanità italiana sarebbe pronta ad un attacco terroristico?

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Il sistema sanitario italiano sarebbe pronto a fronteggiare un’emergenza sanitaria a seguito di un attentato terroristico? A questa domanda ha risposto Gian Alfonso Cibinel, presidente Nazionale Simeu Società italiana di medicina d’emergenza, intervenuto ai microfoni della trasmissione “Genetica oggi”, condotta da Andrea Lupoli su Radio Cusano Campus, emittente dell’Università Niccolò Cusano.

“Noi –ha spiegato Cibinel- abbiamo il personale sanitario competente in grado di rispondere ad un eventuale emergenza di questo tipo, attivando dal pronto soccorso tutti gli specialisti che dovrebbero intervenire. Non mi preoccupa tanto la risposta e la tenuta nel breve periodo, bensì la persistenza nel tempo”.

“A Roma e nel Lazio soprattutto, – ha proseguito Cinibel – la crisi non è tanto nelle tre ore in cui arrivano i feriti, ma nei mesi invernali come questi, con i pronti soccorsi sovraffollati perché non ci sono posti letto a sufficienza nei reparti. E’ chiaro che se il personale è sovraccaricato ci possono essere difficoltà. Però la risposta nella fase acuta si è sempre dimostrata ottimale”.

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