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La scelta dell’adolescente: vivere o morire?

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Avere un’età preadolescenziale (11-13 anni) oggi è più critico dell’adolescenza. Perchè entrare in adolescenza è come affrontare un vuoto, un labirinto, un tempo oscuro e chi ha già alle spalle problematiche familiari o relazionali poi passare ai 14 anni diventa un punto di domanda. Come? Ecco il breakdown adolescenziale, ciò che è di passaggio tra il futuro e il passato, consapevole di un corpo in cambiamento, e sul muro del presente trovare due scritte,come specchio del proprio corpo, la vita è bella oppure la vita è anormale, affermare e negare la vita, scegliere di vivere o di morire, costruire o distruggere se stessi. Come approcciarsi a quel muro? Stordirsi, scegliendo la via più facile come assunzione di droghe, disturbi alimentari, autolesionismo, tentato suicidio che riflettono la dispercezione della anormalità, specchiarsi è più facile, in quanto le fantasie già distorte nella mente coincidono con ciò che guardo. Nello stordimento rientra anche il rimanere incinta a 13 anni, sempre più in aumento le ragazzine che in terza media hanno la pancia, come la madre, un processo di identificazione con un corpo maturo rapidissimo, ma sempre dispercettivo. Cosa fare? Come si fa a lasciare che una ragazzina in piena crisi evolutiva, che ancora non è entrata in adolescenza possa portare avanti una gravidanza, come si può pensare che sia una cosa grave abortire, cosa succederà a questa donnina durante la gestazione e poi alla crescita di un figlio-fratello? Scegliere la vita vuol dire accettare il cambiamento e rinunciare al narcisismo, scegliere il presente e sostenerlo con l’aiuto di persone qualificate vuol dire avere meno adolescenti nevrotici o psicotici nel futuro, l’adolescenza oggi è una malattia, è vero lo è molto spesso, sempre di più, perchè bisogna iniziare dalla preadolescenza a dare fiducia e saper ascoltare, a fare prevenzione. Questa società dovrà fare i conti con queste realtà, sempre più sottostimate e sempre più in aumento, e spetta a noi adulti il compito di evitare di creare specchi devastanti.

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