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Laboccetta assolto a Roma: nessun favoreggiamento a Corallo

Il pc portatile nel mirino della Finanza era del parlamentare e non dell'imprenditore

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NAPOLI – «Sono stato assolto dall’accusa di favoreggiamento nei confronti dell’imprenditore Francesco Corallo in relazione al mancato sequestro del mio pc portatile».

A dirlo è Amedeo Laboccetta, vice coordinatore campano di Forza Italia ed ex parlamentare Pdl.

«Il giudice monocratico della IV sezione penale del Tribunale di Roma, dott. Riccardo Rizzi, ha sancito quest’oggi la mia innocenza con la formula più ampia: “il fatto non sussiste”. Si chiude così dopo cinque anni una pagina di grande dolore personale che rappresentò, per il circus mediatico-giudiziario, la prova generale per l’aggressione finale a Silvio Berlusconi – aggiunge Laboccetta –. Negli anni della tortura a mezzo stampa, sono stato dipinto come un “impresentabile” nella più dolce delle versioni. I giornali delle Procure mi hanno massacrato nonostante avessi fin dal primo momento chiarito che il pc portatile, ritrovato dalla Guardia di finanza durante una perquisizione a casa di Corallo, fosse di mia proprietà. Essendo un parlamentare, i militari non potevano sequestrarlo».

«La sentenza di un giudice coraggioso e di grande onestà intellettuale – prosegue l’esponente azzurro – certifica la mia assoluta estraneità a fatti o comportamenti al di fuori della legge. E mi restituisce quella serenità che mi è stata prepotentemente strappata in tutti questi anni. Non prosciuga però purtroppo i fiumi d’inchiostro nei quali sono stati fatti annegare il mio nome e la possibilità di continuare a fare politica perché, da allora, è cambiato tutto attorno a me».

«Ringrazio il mio avvocato Andrea de Sanctis che mi ha seguito con eccezionale professionalità e scrupolo – conclude Laboccetta – e soprattutto la mia famiglia e gli amici che mi hanno sostenuto durante questo periodo di tribolazioni vissuto però nella piena consapevolezza di poter ottenere, un giorno o l’altro, finalmente giustizia».

 

 

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