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LE FRANGE DELLE ADOLESCENTI

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Una volta negli anni settanta c’era la moda della minigonna, negli anni sessanta il foulard, negli anni cinquanta la fascia nei capelli, negli anni trenta la mantella corta e il cappellino, nel 2013 va di moda tagliarsi le braccia, pensiamo a che salto di qualità per la bellezza femminile. Sempre più piccole, sempre più ragazzine adolescenti emulano non le dive, le scrittrici, le donne forti e coraggiose, ma le amiche dark, le pseudo-emo, che di emo hanno solo l’emoticons sul loro i-phone, si perchè è bello soffrire, è bello sentirsi dire dalle amiche che sei la più sfigata, con i peggiori genitori, col peggiore ragazzo, con i peggiori amici. Stay-strong il motto di DEMY, la cantante delle giovanissime che ha tentato il suicidio e poi si è ripresa, e lo va dicendo in giro sui palchi affinchè loro sappiano quanto sia triste la vita, quanto sia difficile uscire dall’anoressia, dai graffi sulle braccia, e queste creaturine cosa comprendono oggi? Che bisogna essere come Demy, devi fare come lei, ma non guardarla ora che sta bene e comprenderne il passaggio del suo sottile e mercantile messaggio, mica si vendono così sennò tanti dischi se non sei una che ha passato l’inferno? Oh, no? Loro hanno bisogno di specchiarsi nelle sue frange, e quasi come una gara a chi ne ha di più, oggi diventa questo un atto di autolesionismo adolescenziale, che fa correre i genitori ai servizi di psicopatologia in allarme, il nuovo Rap, il nuovo urlo, il nuovo modo di dire No alle convenzioni, alle cosa? Oggi viviamo in un mondo dove i giovani più grandi hanno perso il senso dell’esempio, hanno perso il significato della staffetta, hanno perso la voglia di dare speranza ai più piccoli,spesso anche sul web ci sono pseudopoeti e pseudoscrittori che continuano a fare della violenza e della ribellione la loro carta per il wc, da consegnare obbligatoriamente infetta, a tutti ed innalzare la cultura del senza senso, della non bellezza, della non grazia, della morte. Crediamo invece che guardare a quelle braccia così ferite e farle toccare a queste ragazze con una carezza, con la possibilità lenitiva di un balsamo di affetto, di speranza e di dignità anche senza il NO, sia doveroso, sia responsabile e deve essere fatto. Pena un mondo con tagli, già in tenera età.

Teresa Petrarca: d.ssa psicopatologia dell’adolescenza asl na2 nord PER RADIO PIAZZA

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