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Le imprese lanciano un appello alla politica: «Serve una svolta, senza noi non c’è futuro»

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Carlo Sangalli (Ansa)

ROMA – Trentamila imprenditori si mobilitano in 80 città italiane per chiedere alla politica, a chi guiderà il Paese nella prossima legislatura, la riduzione della pressione fiscale, nuovo credito, semplificazione burocratica, investimenti per le infrastrutture. Rete imprese Italia (che riunisce Confcommercio, Confesercenti, Confartigianato, Cna e Casartigiani, in tutto 2,5 milioni di aziende e 14 milioni di occupati) ha presentato la sua agenda per il rilancio. «Alzano la voce di centinaia di migliaia di imprese per chiedere una svolta nella politica economica del Paese», ha detto Carlo Sangalli, presidente di turno di Rete Imprese. «Senza di noi non c’è futuro per l’Italia», ha aggiunto. SCOMPARE UN’IMPRESA AL MINUTO – Le imprese, ha affermato ancora il leader di Confcommercio, lanciano «una richiesta di futuro» perchè durante il 2012 ha chiuso «un’impresa al minuto» e perchè senza impresa «non c’è futuro e non c’è la salvezza dell’Italia». Bisogna reagire alla politica dell’austerità, ha insistito, perchè «con il solo rigore ‘al passo di caricà non si va lontano». È ora di portare «alla ribalta delle decisioni politiche – ha spiegato – le ragioni della crescita e dell’equità, tenendo insieme – in Europa e in Italia – dinamicità dell’export e tonicità della domanda interna, politica industriale e politica per i servizi». VIGILEREMO SULLE PROMESSE – Per Rete Imprese «l’Italia è un Paese più povero, in cui il Pil e consumi pro capite hanno fatto un balzo all’indietro di circa quindici anni». Per questo, ha affermato ancora Sangalli, «chiediamo alla politica di non mettere in liquidazione le imprese». Secondo Sangalli la progressiva riduzione della pressione fiscale promessa ora dal premier Monti «fa piacere agli imprenditori perchè da tanto tempo la chiedono», ma i programmi proposti dai vari schieramenti politici non devono essere «stagionali». «Ci fa piacere – ha rilevato – che molti politici stiano raccogliendo tante delle istanze che portiamo avanti, però ci auguriamo e vigileremo che non siano programmi stagionali e cioè che terminata la campagna elettorale restino in un cassetto. IVA E CREDITO – Nel dossier di 30 pagine di Rete Imprese al primo punto figura la riduzione della pressione fiscale (in particolare archiviazione dell’Iva, razionalizzazione dell’Irpef, taglio dell’Irap, revisione della riscossione coattiva); rilievo anche al nodo del credito alle imprese, oltre al proseguimento dell’azione di semplificazione, sviluppo del mercato del lavoro (lancio del nuovo apprendistato, sostegno al welfare contrattuale bilaterale, stop a solidarietà impropria tra i settori, con la revisione dei versamenti per l’indennità di malattia a carico di comparti, come commercio e artigianato, il cui tiraggio è basso). ENERGIA E INFRASTRUTTURE – E ancora, necessità di investimenti in infrastrutture ed energia; nuove politiche industriali dei servizi; sostegno allo sviluppo dell’internazionalizzazione delle imprese, sviluppo della leva turismo. La mobilitazione dell’organizzazione che conta coinvolge oggi 80 piazze in tutt’Italia. L’intervento di Sangalli è stato seguito da oltre 300 associazioni territoriali e oltre 30mila imprenditori.

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