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Legge Elettorale: Napolitano, pronto a incontro con M5S nonostante ingiurie

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”Si ricorda che la Presidenza della Repubblica ha sempre, e anche di recente, accolto richieste di incontro da parte del Movimento 5 Stelle, benché spesso accompagnate da attacchi scorretti e perfino ingiuriosi al Capo dello Stato”. E’ quanto sottolinea il Quirinale in una nota sugli incontri odierni dedicati alla riforma della legge elettorale. ”Nei prossimi giorni il Presidente Napolitano incontrerà i rappresentanti della Lega Nord ; mentre ha preso atto con rammarico – si legge nel comunicato della presidenza della Repubblica – della decisione del Movimento 5 Stelle di declinare l’invito anche ad esso rivolto. Si ricorda che la Presidenza della Repubblica ha sempre, e anche di recente, accolto richieste di incontro da parte del Movimento 5 Stelle, benché spesso accompagnate da attacchi scorretti e perfino ingiuriosi al Capo dello Stato”.

modifiche Porcellum entro il 3 dicembre  – Il presidente Napolitano ribadisce l’urgenza che le Camere modifichino il Porcellum prima dell’intervento della Consulta previsto il 3 dicembre. ”Prima dell’udienza della Corte Costituzionale, il Parlamento affermi il ruolo suo proprio intervenendo almeno a modificare la legge vigente”, si legge in una nota del Quirinale.

L’auspicio di Napolitano è che in materia di modifiche de sistema elettorale, si persegua in Parlamento la più larga condivisione.L’urgenza dell’iniziativa presa rispondeva a quanto affermato pubblicamente dalla tribuna dell’ANCI a Firenze :il timore di una sovrapposizione, sulla legge elettorale tra Parlamento e Corte Costituzionale.

I colloqui del Colle con i gruppi di maggioranza sulla legge elettorale non avallavano alcuna “prevaricazione della maggioranza sulle minoranze” e da quei colloqui non hanno chiuso alcun “giuoco” come da qualche parte si è affermato senza alcun fondamento. Lo si legge in una nota del Quirinale. Il Presidente della Repubblica, si legge nella nota, ha oggi incontrato i rappresentati dei gruppi parlamentari di SEL e di Fratelli d’Italia, nelle persone, rispettivamente, della sen. De Petris e dell’on. Meloni. Gli incontri, svoltisi in un clima di assoluta serenità e concretezza, hanno consentito al Capo dello Stato di acquisire ulteriori elementi sulle prospettive di modifica – in Parlamento – della legge elettorale vigente. I colloqui di ieri con i rappresentanti dei gruppi di maggioranza – ai quali era stata data la precedenza per il ruolo che hanno nella discussione in corso nella I Commissione del Senato, avendo essi designato i due relatori sulla materia – avevano il medesimo carattere puramente informativo e ricognitivo. Nessun “giuoco” era “ormai stato fatto”, come da qualche parte si è affermato senza alcun fondamento ; né tantomeno si era avallata alcuna “prevaricazione della maggioranza sulle minoranze”. L’auspicio del Presidente Napolitano è che in materia di modifiche o innovazioni del sistema elettorale, si persegua in Parlamento la più larga condivisione. L’urgenza dell’iniziativa da lui presa ieri rispondeva a quanto affermato pubblicamente dalla tribuna del Congresso dell’ANCI a Firenze: cioè il timore di una sovrapposizione, sul delicato tema della legge elettorale, tra due istituzioni fondamentali, il Parlamento e la Corte Costituzionale

E’ linea dura del M5S nei confronti del Quirinale. I senatori del M5S sono stati invitati al Colle per un confronto sulla legge elettorale ma non ci sono andati. La convocazione era prevista per le 16,30. “Non andremo perché non siamo né in una Monarchia assoluta, né in una Repubblica Presidenziale”. Lo dice la capogruppo dei senatori M5S Paola Taverna spiegando le ragioni del No all’invito del Colle, “Il M5S, dopo il vergognoso ricevimento sulla legge elettorale che si è svolto nelle stanze dorate del Quirinale, alla presenza delle forze di maggioranza al Senato e di ben 2 Ministri, oggi non andrà all’incontro con il Presidente della Repubblica, tardivamente richiesto a giochi ormai fatti” spiega una nota del M5s. “Non andremo perché non siamo né in una Monarchia assoluta, né in una Repubblica Presidenziale. Secondo l’articolo 87 della Costituzione, il Presidente della Repubblica può inviare messaggi alle Camere, cioè a tutte le forze politiche. Ricevere invece le forze di maggioranza su temi specifici e delicatissimi come la legge elettorale, magari dando indicazioni e suggerimenti nel chiuso delle stanze e poi, solo il giorno dopo, ricordarsi di ricevere i ‘plebei’ delle opposizioni, è perlomeno fortemente irrituale” si lamenta Paola Taverna che continua: “Non andremo perché La legge elettorale è questione che va discussa esclusivamente in Parlamento. Da tutte le forze politiche. Senza la prevaricazione delle maggioranze sulle minoranze. Con l’incontro di ieri Napolitano ha avallato la prevaricazione di chi è maggioranza parlamentare sulle opposizioni. Un comportamento tipicamente autoritario. Lo ha fatto, per di più, su una legge fondamentale dello Stato, sulla quale si basa tutto il funzionamento democratico delle Istituzioni della Repubblica”. Infine, “Non andremo perché siamo una Repubblica parlamentare: Giorgio Napolitano deve essere garante della Costituzione Repubblicana e dell’equilibrio democratico. Deve quindi rispetto istituzionale a tutti. In primis, certamente, alla maggiore forza politica d’opposizione nonché alla forza politica più votata alla Camera dei Deputati”.

Anche la Lega, dopo il M5S, ha deciso di rifiutare l’invito del Quirinale. “Oggi non andremo dal Presidente Napolitano. Non ci piacciono le convocazioni frettolose, fatte all’ultimo minuto solo nel tentativo di rimediare a un errore molto grave” spiega Massimo Bitonci annunciando però la disponibilità ad essere ricevuti da soli. “Quanto accaduto ieri, ribadiamo, è gravissimo: aver convocato un vertice con la sola maggioranza su un tema parlamentare – aggiunge il capogruppo del Carroccio al Senato – è sintomo di partigianeria inaccettabile. Inoltre chiediamo al presidente della repubblica di essere ricevuti in delegazione completa, con il nostro segretario Maroni, e non insieme al resto dell’opposizione con la quale non ci riconosciamo. Abbiamo nostre proposte da rappresentare che sono lontane mille miglia da quelle di Sel o M5s. Come rappresentanti del Nord di cui portiamo avanti le istanze – aggiunge – saremo dunque ben lieti di salire al Colle ma da soli, e con una convocazione fatta nei tempi e modi dovuti nel rispetto del ruolo di ognuno”.

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