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Letta a Berlusconi, “Cupio dissolvi non serve a nessuno”

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Roma12 nov. – Se Silvio Berlusconi ha la tentazione di riportare il calendario al primo ottobre, quando fu sul punto di togliere il suo sostegno al governo, Enrico Letta e’ ben fermo nel mantenere inchiodata la prospettiva invece al 2 di quel mese, quando il Cavaliere fu costretto a confermare la fiducia davanti alla ormai certa spaccatura del Pdl. Dunque, al “cupio dissolvi” che, a suo dire, anima l’ex premier e i suoi falchi, Letta risponde da Malta con “fiducia e serenita’”, come a dire: ‘Hic manebimus optime’. Del resto il presidente del Consiglio e’ abituato al braccio di ferro con Berlusconi.
  “Quando ci si mette insieme tra partiti avversari non e’ una passeggiata, lo posso testimoniare”, ha spiegato oggi parlando delle lunghe trattative di Angela Merkel con la Spd per la nuova edizione della grosse koalition.
  “Capisco che ci sia delusione, ma il ‘cupio dissolvi’ non porta da nessuna parte”, ha chiarito Letta. “Continuo a non vedere quali alternative serie ci siano” alla situazione attuale. Mischiare le due vicende non porta da nessuna parte”, avverte. Il premier conta sull’asse con Angelino Alfano, confermato dalle parole di ieri del suo vice. Certo questa non sara’ una settimana facile, con il Cn Pdl di sabato, ma di settimane semplici questo esecutivo ne ha vissute ben poche.
  “Siamo fermi al 2 ottobre e la situazione ha dimostrato che e’ successo era giusto – assicura Letta – sono veramente tranquillo, sereno e fiducioso. Lavoro per far si’ che la legge di Stabilita’ sia migliorata in Senato e che si porti a compimento il percorso fino al 2014 per raggiungere l’obbiettivo per cui voglio essere giudicato”. Berlusconi si e’ dedicato, almeno ufficialmente,alla situazione in casa Milan: ha pranzato e discusso della situazione assieme ai figli, ma, per la cronaca, non c’era Adriano Galliani. Annullato anche l’incontro a Villa Gernetto tra il leader Pdl e quel centinaio di giovani che potrebbero essere i 120 potenziali volti nuovi del remake di Forza Italia. Domani torneranno alla ribalta i ‘governativi’ Pdl, per sottolineare, a quanto si apprende, che la stabilita’ di governo viene prima della eventuale e definitiva decadenza di Silvio Berlusconi. Per evitare scortesi retropensieri usa un giro di parole, ma Carlo Giovanardi, per esempio, si affida a un classico della saggezza popolare per spiegare ai falchi il suo punto di vista sulla successione nel Pdl: “La loro teoria che finito Berlusconi non ci sia piu’ nulla al mondo, non e’ vera. Il mondo continua. Quando se ne va un Papa – dice infatti l’esponente cattolico Pdl – non e’ che chiude la Chiesa cattolica”.
  E se Fabrizio Cicchitto arriva a dire che “ci dispiace moltissimo, ma non condividiamo la posizione assunta dal presidente Berlusconi che ha fatto sua la posizione degli estremisti e che vuole far cadere a tutti i costi il governo”, ecco che Stefania Prestigiacomo ribatte a muso duro: “Meglio essere estremisti nel rispetto degli assunti con gli elettori, come Berlusconi

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