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Leucemie, il “Ruggi” chiede più personale

Il “Ruggi” è uno dei tre ospedali campani che svolge tutti i tipi di protocollo per trattare i tumori del sangue: leucemie, linfomi e i mielomi. Non è dotato di sufficiente personale, però, e questo...

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Il “Ruggi” è uno dei tre ospedali campani che svolge tutti i tipi di protocollo per trattare i tumori del sangue: leucemie, linfomi e i mielomi. Non è dotato di sufficiente personale, però, e questo contribuisce alla migrazione fuori dal territorio, visto che è l’unico riferimento in tutta la provincia per curare i tumori del sangue e per effettuare trapianti di midollo osseo. «In un anno almeno 100 persone di Salerno e provincia vanno fuori regione per effettuare trapianti di midollo osseo o prelievi di midollo del paziente stesso o trasfusioni di cellule staminali, per riprodurre nuove cellule nel sangue», dichiara il professore Carmine Selleri, oncoematologo che dopo Napoli e gli Usa è sbarcato in via San Leonardo dove dirige Ematologia e trapianti. Se, però, Salerno avesse più personale «potrebbe raddoppiare il numero di trapianti, riducendo le migrazioni», dice il professore. «Siamo 4 medici, più uno a tempo determinato, e siamo riusciti a fare negli ultimi tre anni 70 trapianti, in media tra i 20 e i 25 all’anno, che non sono pochi – dichiara Selleri – ma con più medici e infermieri potremmo arrivare a farne 50. Ci sono 2 borsisti, ma tra poco scadono i contratti e non so se saranno rinnovati – aggiunge – riusciamo a garantire le notti in reparto per 7 giorni al mese, per le altre c’è il supporto di altri medici non ematologi».

Nonostante la carenza di personale, nel 2015 sono stati realizzati interventi per 3milioni e mezzo di euro che la Regione dovrà versare all’Azienda, e in 5 anni 12 milioni 600mila. Ora l’Ematologia salernitana è accreditata a livello nazionale, ma Selleri punta «all’accreditamento internazionale, che vuol dire che altri centri d’Europa sanno che esisti, entrando così in un circuito più ampio per curare i pazienti, con la possibilità di scambi notevoli». Oltre ai trapianti, sono molte le chemioterapie effettuate per distruggere le cellule “maligne”del sangue ed iniettare le staminali. Quante sono? «Nel 2015 ne abbiamo fatte 4.200, in gran parte su pazienti di Salerno e provincia, anche se di recente arrivano pure dal vesuviano». La Campania, purtroppo, non eccelle neanche come donatori di midollo osseo. «È all’ultimo posto – dice il professore – e anche a Salerno la donazione non è molto sentita». Se si dovesse donare il sangue a Ematologia c’è un macchinario che prende solo le cellule staminali, il resto del sangue viene rimesso in circolo. A volte donare il sangue può salvare la vita. Circa un mese fa in reparto è arrivato uno studente di Ingegneria che

era andato a donare. Si sono accorti, però, che aveva un numero elevato di globuli bianchi: aveva una leucemia mieloide cronica, cioè le piastrine a zero, e gli fu sostituito il plasma. Ora è salvo, deve assumere “solo” una pillola che riequilibra i suoi globuli.

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