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Liberato Andrea Calevo, sta bene: tre fermi, i rapitori traditi da una pizza

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Un blitz congiunto di polizia e carabinieri. “Voglio vedere mia madre”, le prime parole in lacrime. Richiesta di riscatto di 8 milioni. I sequestratori traditi da una telefonata: il capobanda è un imprenditore edile della zona

Andrea Calevo è libero, l’imprenditore torna a casa

Andrea Calevo è libero, nella foto con la sorella Laura  (ANSA/Riccardo Dalle Luche)
Andrea Calevo è libero, nella foto con la sorella Laura (ANSA/Riccardo Dalle Luche)

Lerici (La Spezia), 31 dicembre 2012 – E’ libero Andrea Calevo, l’imprenditore rapito a Lerici il 16 dicembre scorso. La liberazione è avvenuta a Sarzana questa mattina grazie ad un blitz congiunto di polizia e carabinieri, coordinati dalla Procura Distrettuale Antimafia di Genova. Calevo sta bene, è arrivato a casa, dove ha riabbracciato i familiari, la sorella e la madre che era con lui al momento della rapina, sfociata in un sequestro. “Ho avuto paura di morire”, ha raccontato. Per il rapimento era giunta alla famiglia via posta una richiesta di riscatto di 8 milioni di euro. “Andrea sta bene, preparate i soldi”, poche parole nella lettera scritta di pugno dallo stesso Calevo e recapitata ai familiari il 21 dicembre. Lo conferma il procuratore capo di Genova Michele Di Lecce a Radio24  che ha guidato le indagini. Il riscattonon è stato pagato.TRE UOMINI FERMATI – E per il sequestro Calevo ci sono tre uomini fermati: due italiani e un albanese. Tra di loro c’èPierluigi Destri, capo della banda (cinque persone) che ha rapito Calevo, originario di Ameglia, titolare di un’impresa edile e cliente di Calevo. In passato era stato coinvolto in un’inchiesta per  tangenti nel Comune di Ameglia e condannato per concorso in concussione. Era stato indagato anche perreati legati alla droga e per aver fatto da basista per rapine in banca. Sua la casadove l’imprenditore era tenuto prigioniero. Insieme a lui sono stati arrestati il nipote, Davide Bandoni, 23 anni di La Spezia, e l’albanese Vila Fabjion, 20 anni anche lui, operaio nel settore dell’edilizia, che avrebbe guidato l’auto di Calevo. Potrebbero esserci altri soggetti indagati: due persone sarebbero ricercate.LA PRIGIONIA, LEGATO CON UNA CATENA – Quindici giorni di terrore. Il giovane imprenditore è rimasto tutto il tempo del rapimento all’interno di una cantina nella periferia di Sarzana in via del Corso nell’abitazione di Destri, a pochi chilometri da casa. L’hanno trovato in un angolo dello scantinato, legato a una finestra con una catena. “Grazie” e poi si è messo a piangere. Questa la reazione di Calevo appena ha visto i Carabinieri del Ros fare irruzione nello scantinato. “Sto bene – ha detto – voglio ringraziare gli inquirenti per quello che hanno fatto e voglio rivedere mia madre“. Poi, una volta tornato a casa, ha raccontato i dettagli del sequestro: “Ero in un posto piccolo e chiuso, non sapevo dov’ero. Mi hanno tolto l’orologio. Credevo fosse già il primo gennaio perché mi è sembrato di sentire i fuochi d’artificio”. L’imprenditore è apparso dimagrito ma felice: “Ho perso diversi chili. Sono riuscito a sfilarmi la catena, mi slegavo ogni giorno e camminavo per la stanza. Me la rimettevo quando tornavano”.SEQUESTRATORI TRADITI DA UNA TELEFONATA – I sequestratori di Calevo, ha spiegato Di Lecce, sono “statitraditi da una telefonata arrivata il giorno dopo il sequestro e fatta da Pisa: chiamata tracciata da telecamere ambientali che ha portato a individuare i responsabili”. C’erano certezze sull’identità dei rapitori ma non sul loro covo. La conferma su dove fosse tenuto nascosto il giovane, è arrivata da un’altra interecettazione telefonica nella quale Destri (ritenuto l’ideatore del sequestro) ordinava una pizza a domicilio, una sola pizza che verrà loro consegnata poco più tardi. A quel punto gli investigatori hanno capito che quella ‘pizza’ era stata ordinata non tanto per gli abitanti della villetta, che erano due, ma per l’ostaggio che presumibilmente era nascosto nella stessa villetta. Questo è stato un indizio che ha fatto pensare agli investigatori che l’ostaggio fosse nella villetta. L’operazione è stata decisa solo ieri sera.UN SEQUESTRO PIANIFICATO? Questa mattina le forze dell’ordine hanno fatto irruzione in un’abitazione di via Mascardi e prelevato un ragazzo di 20 albanese, in casa con la famiglia. Non si sa ancora se si tratti di uno dei fermati o di un complice. Nei giorni scorsi l’attenzione degli inquirenti si era concentrata suifilmati delle telecamere posizionate nel centro storico di Sarzana. I video documentano movimenti e incontri fra gruppi di persone, che farebbero pensare a un sequestro pianificato. Sicuramente però la banda non era composta da professionisti.LA MAMMA: “UN SENSAZIONE BELLISSIMA” – E’ stata una cosa bellissima”. Lo ha detto la signora Sandra,madre di Andrea Calevo, subito dopo la liberazione del figlio. La donna ha ringraziato tutti per il lavoro che ha portato ad una conclusione positiva della vicenda.LA SORELLA: “GRAZIE A TUTTI”  Laura Calevo, sorella dell’imprenditore, è uscita dal cancello della villa di Lerici per salutare la piccola folla di amici del ragazzo riunita davanti a casa “grazie a tutti, ringrazio i giornalisti, anche se hanno rotto un po’ ci hanno aiutato”. La donna nei giorni scorsi aveva lanciato un appello ai rapitori.LERICI, DA NOTTE DI VEGLIA A FESTA COI BOTTI – Da veglia di speranza, silenziosa, a serata di festa coi botti: Lerici festeggia così la liberazione di Andrea Calevo. Cittadini e commercianti lericini già nei giorni scorsi si erano dati appuntamento a mezzanotte per una veglia-appello per chiedere la liberazione del concittadino. Quella veglia si trasforma questa sera in una festa di fine anno con musica e fuochi d’artificio. ”Avevamo comprato 400 lumini per illuminare la piazza con la scritta ‘Liberate Andrea’ – ha spiegato Cristina Anastasi, amica di Calevo e tra le promotrici dell’iniziativa -. Ora li utilizzeremo per scrivere ‘Bentornato Andrea”. ”Oggi possiamo dire che a Lerici è tornato il sole – ha aggiunto il sindaco, Marco Caluri -. Per la nostra comunità non ci poteva essere regalo più bello. Il sequestro di Andrea ha coinvolto emotivamente tutto il paese, e oggi è un grande giorno”.

 

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