Lunedì 9 gennaio, l’Isis ha dato inizio a una violenta offensiva nel Nord della Libia contro importanti infrastrutture petrolifere. Cacciato l’anno scorso dalla sua roccaforte di Derna (attorno alla quale comunque continua a farsi notare), lo Stato islamico in Libia si è saldamente insediato a Sirte. Dalla città natale di Muammar Gheddafi ha lanciato un assalto ai quattro terminal petroliferi del bacino omonimo, attraverso i quali un tempo veniva esportato l’80% del greggio libico. Lunedì i jihadisti hanno conquistato la cittadina di Ben Jawad, la porta della cosiddetta ‘mezzaluna petrolifera’ sulla Sirte, e nei due giorni seguenti ha ingaggiato combattimenti che hanno causato l’incendio di sette cisterne di petrolio, cinque al terminal di Sidra e due in quello di Ras Lanuf. Il bilancio degli scontri è di 10 guardie delle installazioni e ‘oltre cento combattenti’ dell’Isis uccisi, secondo un portavoce delle stesse guardie. Nella serata di giovedì 7, alcune fonti hanno segnalato un’autobomba esplosa nei pressi di un checkpoint a Ras Lanuf che ha ucciso due soldati e un civile. ALMENO 74 MORTI IN UN ATTENTATO DELL’ISIS. Contemporaneamente, l’Isis non ha rinunciato alla sua strategia del terrore. Sempre giovedì, un camion-bomba guidato da un attentatore suicida è esploso nei pressi di una base di addestramento della polizia nell’ovest della Libia, a Zliten, causando decine di morti, almeno 74 secondo una fonte ospedaliera. Il bilancio potrebbe aggravarsi a causa delle molte decine di feriti, oltre 200. L’attentato è stato una ‘operazione di martirio’, ha sottolineato ‘Aamaq’, network di propaganda collegato all’Isis. IL NUOVO GOVERNO ANCORA IN STANDBY. «Bisogna attuare l’accordo politico recentemente firmato, superando le divisioni interne per dare vita ad un governo di accordo nazionale e concentrarsi sulla comune lotta al terrorismo», ha dichiarato il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni. Analoghi appelli sono arrivati da tutte le principali istituzioni internazionali. Quelli che dovevano essere gli accordi risolutivi per la situazione libica non si sono ancora concretizzati, e il Paese si trova ancor più in difficoltà per la crescente minaccia dell’Isis. IL PETROLIO È IL PRIMO OBIETTIVO. Un governo che riesca a prendere in mano la situazione sembra ancor più necessario nel momento in cui lo Stato islamico minaccia di entrare in possesso di importanti riserve energetiche come ha fatto in Siria e in Iraq. Le infrastrutture e i pozzi nelle mani dei miliziani implicherebbero due conseguenze devastanti: l’Isis in Libia avrebbe modo di auto-finanziarsi come fa in Medio Oriente e, forse ancora più grave, priverebbe il Paese dell’unica residua entrata economica che gli è rimasta. L’esportazione di greggio è già crollata a un quarto dei livelli pre-rivoluzione. La National Oil Company della Libia è una delle poche istituzioni rimaste funzionanti, ed è vitale per scongiurare il totale fallimento del Paese. PRIMA IL SABOTAGGIO, POI LA CONQUISTA. Gli attacchi arrivano in contemporanea alla richiesta di aiuto della National Oil Company. Sul suo sito l’azienda ha lanciato un messaggio di “Cry for help” per tutte «le persone onorevoli della nazione ad accorrere per salvare quel che è rimasto delle nostre risorse prima che sia troppo tardi». Il primo obiettivo dell’Isis è rovinare l’avversario, e in questo caso l’avversario è la fragilissima economia libica. Dopo aver fatto terra bruciata e aver reso inutilizzabili le infrastrutture di estrazione, trasporto e stoccaggio del greggio, i miliziani aspettano che il nemico si ritiri dalle zone, ormai infruttuose. Solo successivamente vi si insedia e ricomincia lo sfruttamento. È la stessa strategia usata nell’ovest dell’Iraq, ora riproposta sulle maggiori riserve petrolifere africane.

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Il Nola spreca e si ferma sul pari: con l’Angri è 1-1 Dopo l’iniziale vantaggio di Gonzalez il Nola non la chiude e pareggia Il Nola non conferma la vittoria di Portici e allo Sporting non va oltre il pari con l’Angri allenato dall’ex Carmelo Condemi. Un gol per parte, un’espulsione a squadra ed un vento fastidioso che ha dato non pochi grattacapi ai due team. Il primo tempo, infatti, è avaro di emozioni e di trame di gioco. La gara esplode nel secondo tempo. Al 55′ Palmieri viene atterrato in area di rigore, dal dischetto si presenta Gonzalez che è glaciale e non sbaglia. La gara si apre ma il Nola non ne approfitta e in ben due occasioni Palmieri non trova il gol da ottima posizione. L’Angri serra i ranghi e resiste e, dopo aver colpito anche un palo esterno, trova il pari al 66′ con il neo entrato Varsi che approfitta di una dormita della difesa nolana. Nell’occasione Cassata viene però espulso: durante i festeggiamenti il numero 10 grigiorosso si arrampica sulle pareti divisorie e si fa ammonire, secondo giallo per lui e Angri in 10. Il Nola accelera ma non trova la via del gol e, anzi, a 5′ dal termine finisce in 10 per il doppio giallo a Castagna. 5 punti per il Nola in 3 gare ma il ruolino di marcia non è ancora efficace per lasciare l’ultima posizione. Prossimo appuntamento, cruciale, domenica prossima ad Aprilia. DICHIARAZIONI “Il vento ha sicuramente condizionato il primo tempo, che è stato brutto, ma nella seconda frazione siamo usciti fuori bene – ha affermato a fine gara mister Ferazzoli – E’ un buon risultato ma dobbiamo fare di più, questa squadra difende in maniera troppo molle ancora. Le gare si possono vincere anche 1-0 e dobbiamo essere lucidi. Nulla è perduto perchè la lotta è ancora serrata, ma dobbiamo migliorare ancora“. “Dispiace per il risultato, dopo l’1-0 qualcosa non ha funzionato – ha dichiarato Sergio Gonzalez, autore del gol – La situazione è difficile ma non molliamo, è ancora lunga. Il gruppo è forte e lo dimostra il fatto che Claudio Sparacello ha lasciato a me il rigore pensate del vantaggio“. TABELLINO Reti: Gonzalez 56′ (N), Varsi 66′ (A). Nola 1925: Zizzania, Sepe, Di Dona (80′ Valerio), Piacente, Russo, Gonzalez (71′ Manfrellotti), Staiano, Ruggiero (86′ Adorni), Sparacello, Palmieri, Castagna. A disposizione: Landi, Lucarelli, Franzese, Kean, Lame, D’Angelo. Allenatore: Giuseppe Ferazzoli. Angri: Bellarosa, Riccio, Liguoro, Manzo, Pagano, Vitiello (89′ Langella), De Rosa (86′ Fiore), Cassata, Acasta (57′ Varsi), Aracri, Fabiano. A disposizione. Oliva, Della Corte, Palladino, Visconti, Giordano, Sall. Allenatore: Carmelo Condemi. Arbitro: Nigro di Prato (assistenti Tagliaferro di Caserta e De Simone di Roma 1). Note: ammonito Bellarosa per l’Angri; espulsi per doppio giallo Castagna per il Nola e Cassata per l’Angri. Ufficio Stampa Società Sportiva Nola Calcio www.nolacalcio.com

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