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Liguria, cede diga e petrolio verso il mare. Toti: ‘Le coste sono al sicuro’

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A Genova il peggio è passato, l’emergenza sta finendo e le coste liguri sono al sicuro dal rischio petrolio”. A darne notizia il presidente della Regione Giovanni Toti. Poi con un messaggio sui social dice: “Basta aallarmismi inutili, un po’ di serietà e un po’ più di lavoro”.

Nel tardo pomeriggio, l’ammiraglio comandante della Capitaneria di porto Giovanni Pettorino, in volo sul tratto di mare interessato, aveva detto che migliora la situazione dello sversamento di petrolio nel mar Ligure.  “La situazione in mare è nettamente migliorata rispetto a ieri sera – dice – e permangono lunghe e strette strisce discontinue di iridescenza al largo nel Ponente ligure ma il fenomeno risulta in fase di ridimensionamento. Sono convinto che con i mezzi a disposizione saremo in grado di fronteggiare il fenomeno”.

Stamani, alcune macchie di idrocarburi erano state evidenziate in mare dal satellite tra Genova, Savona e Imperia. A Loano (Savona), la motovedetta aveva individuato una striscia di 2 km larga 500 metri di materiale aggrumato”.

Tranquillizza L’Agenzia europea per la Sicurezza Marittima: per la maggior parte – spiega – si tratta di iridescenza con basso livello di allerta (alert green) e che non dà luogo a particolari situazioni di criticità, il cosiddetto No Oilspill warning”.

Secondo il presidente della Regione, Giovanni Toti, sono “stati contenut i danni all’ ambiente grazie al grande lavoro svolto tutti insieme nei giorni scorsi. Certo in mare a Ponente c’è una chiazza oleosa ma si tratta di residui di quanto uscito domenica sera dalla tubatura rotta della Iplom. Non voglio minimizzare i danni, ma possiamo dire che il fenomeno è sotto controllo. Non facciamo allarmismi perché le chiazze in mare sono mantenute dalle correnti a largo e non dovrebbero avere impatti significativi sulle spiagge”. Per Toti, la situazione non ha creato particolari problemi perché “quando è arrivata la pioggia sul Polcevera la maggior parte del prodotto superficiale era già stato rimosso quindi non posso dire che non ci siano stati sversamenti in assoluto, ma se ci sono stati non sono stati significativi. Dietro alla barriera che ha ceduto c’erano altre barriere che hanno retto. Stiamo parlando di una situazione di emergenza che nessuno vuole minimizzare, ma l’informazione deve essere corretta. La situazione non è facile, la bonifica ci preoccupa, ma tutti, anche la Iplom, stanno lavorando di buona lena. Nel Polcevera il prodotto è quasi stato tutto rimosso, mentre nel Fegino proseguono le operazioni di bonifica, lì dovremo fare un lavoro più profondo”.

A Genova, però, i cittadini sono scettici. Quando la barriera ha ceduto, coloro che eranbo affacciati sul ponte sul torrente Polcevera si sono chiesti: “Ma come? Ma se cedono perché le hanno costruite?”. Le domande sono comuni tra il giovane che ferma il suo scooter per guardare, il pensionato curioso e l’operaia cinquantenne. Ed è proprio la signora a manifestare il pensiero del ‘capannello’ che si è formato sul ponte: “Le barriere sono crollate troppo facilmente…”, dice. L’odore in zona resta acre, anche se quasi tutto il greggio finito nel torrente domenica scorsa per il cedimento di una condotta dell’oleodotto Iplom di Busalla è stato aspirato. L’odore acre è il segnale della presenza di idrocarburi. “E ora il petrolio finirà in mare?” si chiede il pensionato che scuote la testa davanti alla barriera che si sfa sotto la forza dell’acqua del torrente ingrossato dalla pioggia. “Ma che tipo di intervento è stato fatto: se reagiscono così a un po’ di acqua perché le hanno costruite così”, aggiunge l’anziano.

mministratori frignoni, basta allarmismi inutili, un po’ di serietà e un po’ più di lavoro”.

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