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Lui era lei, lei era lui: l’amore dei due teenager transgender

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Katie, 18 anni, e Arin, 17

Katie, 18 anni, e Arin, 17

Katie ha cominciato da subito ad avere problemi di identità di genere. «A parte i genitali, tutto il resto di me era molto femminile. E questo mi confondeva», ricorda. A 4 anni corre nella camera della madre indicandosi il pene e urlando: «Non lo voglio più, più, più». A 7 vuole suicidarsi, cerca di annegare in piscina: «Odi te stesso, e pensi che non ci sia nessuno dalla tua parte». Si sogna con un abito da sposa bianco, i capelli lunghi al vento, a scuola è vittima di bullismo. Jocelyn crede che il figlio sia gay, cerca di convincerlo a fare coming out: «Sei gay? Non è un problema, ma non voglio tornare a casa con la paura di trovarti morto». Quando Katie le risponde di essere transgender, all’inizio lei pensa che significhi solo “travestito”: «Ho un armadio pieno di vestiti da donna, mettiteli. Faremo tutto quello che vuoi, ma sorridi. Non ti ho mai visto sorridere». E così, Lukas diventa Katie. La madre riunisce tutta la famiglia, e pone un ultimatum: «Da oggi è una lei. Se non vi sta bene, quella è la porta». Nel 2012, l’operazione definitiva.

A pochi chilometri di distanza, Arin viveva la stessa cosa. Era Emerald, l’unica figlia adorata di mamma Denise, che voleva così tanto una bambina. La iscriveva ai concorsi di bellezza, le faceva fare danza. Senza sapere quanto Emerald soffrisse. Si sentiva fuori posto con un vestito, voleva mettersi i pantaloni. «Pensavo di essere un ragazzo, camminavo come un ragazzo, parlavo come un ragazzo, ma dovevo mettere la gonna», ricorda. Le compagne la prendono in giro. Quando ha 14 anni, la scuola cristiana privata che frequenta la espelle perché «lesbica», e lei prova a tagliarsi le vene. Cerca su Internet, e scopre di essere transgender: «Solo quando capisci che cosa sei, puoi aiutare te stesso». Dirlo a mamma Denise è più difficile perché lei all’inizio soffre all’idea di perdere la sua bambina. Ora però aiuta Arin con le iniezioni di testosterone.

Katie e Arin sono felici dopo tanto tempo. Stanno insieme, ed è come il riflesso di uno specchio. «È tutto molto ironico», spiega Katie. «Lui aveva il seno delle dimensioni che ho voluto io, e io gli avrei regalato volentieri il mio pene». Per ora, Arin non si è fatto operare come Katie: «Non importa. È un uomo, anche se ha una vagina non importa». DA RADIO PIAZZA

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