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LUIGI DI MAIO E IL LAVORO NERO; LUI SI DIFENDE

Sulla vicenda che ha coinvolto il vi cepremier in merito alle denuncia alla trasmissione delle JENE di Mediaset in cui 4 operai edili dichiarano in un intervista di aver lavorato in nero nella ditta di Antonio Di Maio, papá di Luigi, già coinvolto nella vicenda di aver costruito una casa abusiva poi CONDONATA dove vive tutt’ora la famiglia Di Maio a Pomigliano D’Arco. Vicenda del lavoro nero che ha scatenato critiche da tutta la politica, in particolare l’opposione ma anche un certo imbarazzo nella maggioranza in cui sia Salvini che all’interno del CINQUESTELLE si preferisce non parlare su questo. Proprio nel movimento di DI Maio si vocifera che si sta formando una fronte di una trentina di parlamentari dell’area ‘ortodossa’ di Roberto Fico che prepara il terreno per sfiduciare il vi cepremier e leader del movimento. Da molte parti si evidenzia la ‘doppia morale’ di Di Maio e company che da quanto gridavano ‘onestà’ si sono trovati di fronte alla realtà con il condono ad Ischia, i fanghi del ponte Morandi di Genova, è poi come detto il lavoro nero in cui è incappato Di Maio che qualcuno dell’opposizione ironicamente definisce “ministro del lavoro nero e della disoccupazione” visto le critiche al Decreto Dignità che secondo analisti sta provocando la perdita di migliaia di posti di lavoro. Ma Di Maio non ci sta e attacca dicendo che all’epoca del fatti, 9 anni fa, lui era all’uscuro della vicenda e con il padre i rapporti non erano buoni. Tra l’altro allora, spiega Di Maio, non faceva parte del M5S e naturalmente non era deputato. Solo nel 2013 Di Maio è diventato socio della ditta e poi l’attività di parlamentare e vice presidente della Camera non gli avrebbe permesso di controllare l’attività dell’impresa edile incriminata.
Intanto la vicenda è approdata in Parlamento alle Camera dove Di Maio è deputato su richiesta del Pd con prima firmataria Debora Serracchiani ed altri deputati. La più dura è stato l’ex ministro, Maria Elena Boschi che fu attaccata da Di Maio in merito al padre consigliere di Banca Etruria di Arezzo. Stesso trattamento ebbe RENZI quanto il padre Tiziano venne coinvolto ad ora scagionato nella vicenda Consip delle procure di Napoli e Roma.
Di Maio spronato dai parlamentari Pd ha detto che pubblicherà gli atti patrimoniali che lo riguarda sia come parlamentare che ministro. Con questa mossa Di Maio dice che vuole fare chiarezza su una vicenda alla quale si dice estraneo essendo che all’epoca dei fatti, come già detto (9 anni fa) era all’oscuro di tutto e promette che verificherà, magari con l’invio di ispettori del ministero, come chiesto da qualcuno per appurare i fatti della vicenda. Una vicenda che ha creato una terra di giornalisti e fotoreporter presso la casa di Antonio Di Maio a Pomigliano D’Arco. La famiglia si è trincerata in casa rifiutando qualsiesi contatti con i giornalisti che qualche residente nei paraggi a chiesto di lasciar stare la famiglia Di Maio definendo persone oneste e la cui unica colpa è di avere Luigi Di Maio come membro.

Nicola Valeri per la Gazzetta Campana

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