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M5S, Grillo caccia i contestatori; Renzi, “un episodio imbarazzante”

POLITICA,E SUCCESSO IERIA ROMA

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Roma, IERI Nuove espulsioni nel Movimento 5 Stelle. Questa volta tocca a quattro attivisti, che due week end fa sono saliti sul palco del Circo Massimo, dove si svolgeva la tre giorni grillina, per contestare la mancanza di trasparenza. E a distanza di 15 giorni arriva la decisione del leader: fuori dal Movimento. E’ lo stesso Beppe Grillo a darne notizia, sul suo blog. “Giorgio Filosto, Orazio Ciccozzi, Pierfrancesco Rosselli, Daniele Lombardi – si legge nel post – hanno approfittato del loro ruolo di responsabili della sicurezza del palco di Italia5Stelle per occupare il palco stesso. In rispetto per gli oltre 600 volontari che hanno dedicato il loro tempo e lavoro per il successo dell’evento Italia 5 Stelle e delle centinaia di migliaia di attivisti del MoVimento 5 Stelle presenti all’evento i 4 sopracitati sono fuori dal Movimento 5 Stelle”. Tra i primi a commentare la notizia e’ il premier Matteo Renzi, che apre la riunione della direzione del Pd dedicata alla forma partito: “E’ imbarazzante che il M5s abbia espulso chi sul palco e’ salito per chiedere qual e’ l’organigramma.
Tra noi ci dovremmo espellere in continuazione…”, ironizza Renzi. Che, pero’, proprio sul partito e sull’atteggiamento dei ‘dissidenti’ ha qualcosa da dire: “Rispetto chi sulla riforma costituzionale ha fatto una battaglia diversa dalla nostra.
Nessuno espellera’ chi ha fatto una battaglia onesta in Senato, ma dobbiamo darci regole serie sul voto di fiducia”, ha sottolineato il presidente del Consiglio, ricordando che “Pippo ha fatto tutta la battaglia delle primarie dopo non aver dato la fiducia al governo di Enrico. E’ una discussione che va tenuta aperta. Ma questo non puo’ diventare un comitato elettorale o un club di anarchici e liberi pensatori”, ha chiosato il premier. Quindi, ha messo in guardia: “Se non ci siamo noi l’alternativa e’ la piazza, talvolta xenofoba, oppure il populismo; se non ci siamo noi c’e’ la vittoria di un fenomeno demagogico e populista. Questa comunita’ che ha preso il 41% oggi e’ l’unica speranza perche’ l’Italia esca dalla palude”. Per Renzi, pero’, “la discussione sulla forma partito non si fa in un giorno”, ribadendo che il Pd e’ un partito “a vocazione maggioritaria” e che “si allarga: Io spero che da Migliore con Led fino ad Andrea Romano che con quella parte di Scelta Civica che vuole stare a sinistra ci sia spazio di cittadinanza piena”. Il premier ha quindi stigmatizzato le polemiche sulle tessere: “Sugli iscritti c’e’ bisogno di un esame un po’ piu’ approfondito di quello letto sui giornali in questi giorni. Non lo riduciamo a battute macchiettistiche, perche’ il numero di persone” che fanno vivere il Pd, compresi quanti partecipano alle primarie, “e’ senza pari”. Quanto al dibattito politico degli ultimi giorni e allo scontro con la Cgil sul Lavoro, Renzi tiene a sottolineare, in vista della manifestazione di piazza del prossimo week end: “Abbiamo un profondo rispetto indipendentemente dal dibattito che c’e’ tra di noi. C’e’ rispetto ogni volta che un’organizzazione importante affronta una prova di piazza”. Infine, il presidente del Consiglio ha riconfermato le modifiche da apportare all’Italicum: “meglio il premio alla lista che non il premio alla coalizione”.

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