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M5s, Pizzarotti lancia la sfida al direttorio: “Sono pronto a un confronto in assemblea”

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“Ho sentito di parlamentari che vorrebbero un’assemblea interna per discutere, io sono disponibile anche in quel caso al confronto, a portare la mia voce e i miei documenti e le cose che abbiamo fatto. Anche in diretta streaming”. Lo ha detto il sindaco di Parma, Federico Pizzarotti, parlando della sua intenzione di difendersi per scongiurare l’espulsione dalMovimento 5 Stelle, dopo la sospensione.

La stoccata a Di Battista – Pizzarotti, insomma, non ci sta e lancia la sfida al direttorio, mentre continua a lavorare al dossier che vuole presentare per respingere le accuse arrivare via mail. Due i messaggi che il sindaco vuol fare passare. Il primo lo ha sintetizzato il capogruppo del M5s in Comune a Parma Marco Bosi, uno dei più stretti e fidati collaboratori di Pizzarotti: “Noi siamo nel Movimento 5 Stelle ed è il Movimento che ci interessa”. L’altro è quello di mettere l’interesse della città avanti a tutto. “Io – ha scritto su Facebook in un post nel quale allude alle accuse mossegli da Alessandro Di Battista – i miei concittadini li porto tutti nel cuore, è il loro benessere il mio primo pensiero quando mi alzo e l’ultimo quando vado a riposare. Sono cose che tu non puoi nemmeno capire”.

Lo sguardo alle amministrative del 2017 – Anche se Pizzarotti vuol condurre la sua difesa fino alla fine prima di arrivare all’espulsione (secondo le regole del Movimento mancano ancora otto giorni), nel suo entourage le speranze di far cambiare idea ai vertici del Movimento, costringendo staff e direttorio ad una secca sconfitta, non sono moltissime. E così si comincia già a pensare anche alla road map dei prossimi mesi. Smentita l’ipotesi di una convention con critici e delusi del movimento, il traguardo sono le elezioni amministrative dell’anno prossimo. Pizzarotti nel Pd ha molti fan, ma l’idea di farne un candidato di centrosinistra pare un’ipotesi quantomeno spericolata anche ai più fantasiosi. Ma se il M5s dovesse espellerlo, il tentativo di conquistare nel 2017, dopo un anno di governo ‘autonomo’, un secondo mandato senza forze politiche nazionali alle spalle potrebbe sì, a quel punto, fare da base per un esperimento capace di assumere rilevanza nazionale

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