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Maculopatia: arriva la prima siringa monouso per ranibizumab

MEDICINA,RADIO PIAZZA NEWS

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Milano, 16 ott. – Arriva in Italia la prima siringa pre-riempita monouso che consente la somministrazione intravitreale di ranibizumab per il trattamento delle maculopatie. La siringa, contenente una soluzione di ranibizumab pronta all’uso, sfrutta una tecnologia innovativa con chiusura a vite dell’ago, che garantisce non solo una maggiore precisione dell’iniezione, ma anche una maggiore sicurezza di somministrazione riducendo il potenziale rischio di eventi avversi correlati alla sterilita’. “Questo nuovo dispositivo consente a noi specialisti retinologi di avere a disposizione uno strumento piu’ preciso e rapido per somministrare il trattamento ai pazienti – afferma Michele Coppola, Direttore della Struttura Complessa di Oculistica del Presidio Ospedaliero di Desio – e soprattutto ci permette una riduzione del rischio di eventi avversi correlati alla sterilita’ che in alcuni casi possono compromettere l’esito della somministrazione con gravi conseguenze per il paziente”.

  ( Ranibizumab possiede un profilo di sicurezza ben caratterizzato,con un’esposizione nel mondo pari a oltre 2,8 milioni di anni-paziente ed e’ supportato da numerosi dati provenienti da studi clinici e dall’esperienza nel mondo reale.
Oggi, grazie alla nuova formulazione in siringa pre-riempita, sara’ possibile migliorare ancora di piu’ l’efficienza nella pratica clinica. “In pratica – continua Coppola – con questo nuovo dispositivo i medici sono nelle condizioni di poter velocizzare l’iter di somministrazione omettendo diverse fasi della procedura di preparazione di una siringa a partire da una fiala, come per esempio il montaggio dell’ago filtro, l’aspirazione del farmaco dalla fiala, la rimozione dell’ago filtro dalla siringa e la sua sostituzione con ago per iniezione”. L’introduzione del nuovo device si accompagna anche ad un aggiornamento dello schema posologico che consente una completa personalizzazione della terapia lasciando il monitoraggio a totale discrezione del medico sulla base dell’andamento del singolo paziente, avendo cosi’ la possibilita’ di ridurre il numero delle visite di controllo fino al 40% mantenendo i risultati terapeutici ottenuti con la precedente modalita’ di somministrazione. “Le nuove indicazioni si fondano sull’evidenza secondo la quale la necessita’ di ritrattamento varia da un paziente all’altro e il monitoraggio mensile potrebbe non essere necessario per tutti – spiega Francesco Boscia, Responsabile della Clinica Oculistica dell’Ospedale Policlinico di Sassari – Quindi sostanzialmente e’ il medico a stabilire, in base a una serie di parametri, se e quando il paziente deve essere trattato nuovamente”.

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