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Madonna dell’Arco, cittadella blindata per Pasqua e Lunedì in Albis: De Luca chiude la frazione per tre giorni

LE NEWS DELLA GAZZETTA CAMPANA SPERIAMO CHE IL POPOLO NON SI MOBILITA OGGI LUNEDI IN ALBIS DANIELE SPADARO

Nella diretta streaming IL governatore De Luca ha citato Sant’Anastasia annoverando la città tra quelle più a rischio per “punte di contagio”. Ha poi annunciato di aver chiesto provvedimenti più corposi al Prefetto. Ebbene, tolti i 53 contagi (solo alla Rsa di Madonna dell’Arco) e gli altri, pochi, casi in città, l’unica criticità che abbisogni di urgenti misure riguarda – e il governatore ne è informato quotidianamente – eventuali assembramenti in occasione delle festività pasquali. Ed ecco che ieri è giunta l’ordinanza numero 27 con la quale De Luca blinda per tre giorni (11, 12, 13 aprile) la frazione di Madonna dell’Arco. 

“Nei giorni 11, 12 e 13 aprile 2020 è interdetto l’accesso alla frazione di Madonna dell’Arco del Comune di Sant’Anastasia (NA), salvo che per comprovate esigenze di lavoro o di urgente necessità, nei limiti strettamente indispensabili. A tal fine, è fatto divieto agli esercenti del servizio di trasporto pubblico locale, anche non di linea, di effettuare fermate all’interno del territorio di detta frazione ed è disposta la chiusura delle strade di accesso alla frazione medesima, come individuate dal Comune, sentita la Prefettura competente”. Qui si può scaricare: ordinanza-27-def

Tutti i pellegrinaggi vietati, le funzioni religiose per la Pasqua sì, ma senza fedeli. Dovrebbe essere ormai pacifico che, a causa dell’emergenza sanitaria da coronavirus, anche il pellegrinaggio più imponente della Campania, quello del Lunedì in Albis a Madonna dell’Arco – circa quattrocentomila persone ogni anno, contando solo quel giorno – non si farà. Così è infatti, ma se gli irriducibili fedeli della Mamma dell’Arco sembrano aver accolto la notizia con dispiacere ma buon senso, ve ne sono alcuni – una sparuta minoranza – che non ha alcuna intenzione di rinunciarvi. Alcuni commenti sui social ma soprattutto numerosi messaggi inviati in privato alla pagina facebook del Santuario mariano, non promettono nulla di buono. C’è chi incalza, criticando la nota del priore padre Alessio Maria Romano il quale invita i devoti ad un «pellegrinaggio dell’anima», scrivendo: «Aprite le porte della chiesa e state voi a casa, noi quel giorno ci saremo con tutte le porte chiuse». C’è chi tenta di mettere in guardia il priore inviandogli chat private dalle quali si evince che in tanti si stanno organizzando per raggiungere il Santuario nella notte tra il 12 e il 13 aprile.

«Dice la Messa a porte chiuse? E noi andiamo e restiamo fuori, ascoltiamo dagli altoparlanti». Ancora, c’è chi tenta di strappare una promessa e propone un pellegrinaggio ristretto: non tutte le squadre di fujenti ma solo i presidenti con i gonfaloni. Alcuni, più ragionevoli ma in ogni caso mai convinti che per il 2020 il pellegrinaggio debba essere definitivamente annullato, pretendono di conoscere una data diversa, entro maggio, il mese della Madonna. Altri propongono il 12 settembre, la festa dell’Incoronazione nonché onomastico di Maria.  «C’è una piccola speranza?» – ripetono, messaggio dopo messaggio. «Non sono spaventata per il virus – prega una donna, ma per il fatto che il Lunedì in Albis sia annullato, ne sto morendo». A Madonna dell’Arco, poco più in là del Santuario Mariano, nella residenza sanitaria per anziani dei Domenicani, insignita con il premio Buona Sanità 2018, i morti da Covid – 19 ci sono stati davvero. Dieci, un anziano dopo l’altro non ha retto al contagio. Tutta la struttura è in quarantena obbligatoria e ormai da sei giorni la situazione sembra essere normalizzata, con report quotidiani che fanno ben sperare. Di contro, nella diretta streaming di ieri, il governatore Vincenzo De Luca ha citato proprio Sant’Anastasia e i cinquantatré contagi nella casa per anziani, parlando di «punte di contagio preoccupanti» e annunciando di aver chiesto al Prefetto interventi di particolare fermezza. «Il presidente De Luca mi ha fatto contattare ieri – conferma il priore Alessio Romano – e mi è stato chiesto se avessi sentore di eventuali disordini. Non ho potuto che confermare, visti i messaggi che quotidianamente smistiamo e che ci fanno ipotizzare come non sarà un divieto scritto a fermare alcuni irriducibili. Spiace molto a noi tutti ma non è certo la presenza fisica in Santuario a confermare o smentire la devozione per la Madonna, noi faremo in modo di coinvolgere tutti con celebrazioni mandate in streaming ma abbiamo chiesto aiuto al presidente affinché non ci sia alcuna possibilità che, tanti o pochi che siano, l’ostinazione di alcuni possa mettere in pericolo altri». La cittadella Mariana, si evince anche dall’appello del governatore al Prefetto, dovrà essere blindata, come è in effetti poi accaduto con la firma di De Luca all’ordinanza numero 27. Tutti i riti pasquali sarà possibile seguirli dalla pagina facebook «Santuario Madonna dell’Arco», dalla domenica delle Palme al rito della bambagia lunedì 6 aprile, dalla solenne Messa di Pasqua, fino all’apertura delle porte del Santuario – un rito che stavolta rimarrà solo virtuale – alle 3 del mattino del Lunedì dell’Angelo. «Non è possibile sostituire quel giorno – dice il priore – ma quando torneremo alla normalità della vita quotidiana, ciascuno dei devoti potrà venire, adesso sia solo uno spirito di vicinanza e preghiera, basterà per farci sentire, come siamo, tutti fratelli e dunque responsabili gli uni degli altri. Proprio per questo mi rivolgo ancora a tutti i pellegrini, ai fujenti: onorate la Mamma dell’Arco ciascuno a casa propria. Lei ascolta tutti e dovunque».SPERIAMO CHE NON SUCCEDE NULLA OGGI

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