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Mafia: Riina intercettato, “Berlusconi non e’ all’altezza di Andreotti”

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 “Hanno tentato di sperimentare con Andreotti, cose, ed hanno fallito… Sono andati molto piu’ alti pero’ la’… no come Berlusconi, Berlusconi non e’ niente di confronto ad Andreotti”: Parola di Toto’ Riina che, intercettato il 20 settembre 2013 durante il “passeggio” condiviso con il mafioso della Sacra Corona Unita, Alberto Lorusso, continua a prendersela con i magistrati. E Lorusso lo incalza: “Berlusconi di fronte ad Andreotti non e’ niente. E’ come la formica nell’olio”. E il boss corleonese condivide: “Come le formiche nell’olio… nell’olio… Minchia quello era grosso”. Dunque Lorusso insiste: “Era a livello mondiale Andreotti, altro che. Con i presidenti di tutti i Paesi europei mondiali, era un personaggio Andreotti -prosgue Lorusso- Berlusconi e’ un cerca mutande e basta, un imprenditore cerca mutande che si e’ buttato in politica”. Riina ha poi manifestato la sua soddisfazione per le stragi di Capaci e Via d’Amelio. “Se l’e’ meritato fino all’ultimo… Ho vinto proprio, ho vinto proprio cosi’… da strafare… ho vinto da strafare”. Il riferimento del capomafia presumibilmente e’ all’attentato in cui il 23 maggio 1992 morirono Giovanni Falcone, la moglie Francesca Morvillo e gli agenti della scorta. Lo si intuisce ascoltando il seguito: “Poi ci fu che gli ha combinato quella barzelletta di quei 57 giorni (il 19 luglio ci fu la strage di via D’Amelio), quella fu una barzelletta che giro’ tutto il mondo… Quella fu propria la forza di dire… ma questo ha una forza strabiliante? 57 giorni sono… che fa scherziamo o diciamo vero?”: Alberto Lorusso dice al boss “ancora erano storditi dal primo rumore” e Riina di rimando: “…c’erano morti dappertutto (ride)? ancora andavano raccogliendo i morti… Pero’, lo sapete perche’ e’ stato bello? Perche’ quando non ci saro’ piu’ -prosegue Riina- ed i ragazzi si vogliono sfirniciari (sforzare) di pensare, possono pensare sempre? ma guarda che razza di persona che c’era”. Non contento ne ha, Riina, anche per la sorella del giudice trucidato il 23 maggio ’92, Maria: “Minchia la sorella dice: mio fratello troppo ingenuo… troppo, troppo minchia, troppo bavuso? tuo fratello troppo scimunito. Tuo fratello – rivendica Riina – se la pigliava con uno che il dito glielo infilava nel c… e lo faceva girare in una volta con il dito… du du du”: per descrivere la scena, annotano gli investigatori, alza il braccio destro facendo ruotare la mano”.
  RIINA, IO SONO UN GUERRIGLIERO “Sono un guerrigliero”: si definisce cosi’ il boss Toto’ Riina, intercettato nel carcere di Opera mentre parla col ‘compagno di passeggio’, il detenuto pugliese Alberto Lorusso il 5 novembre del 2013. “Ieri l’avvocato Cianferoni a mia moglie dice ho il nulla osta firmato per fargli fare una telefonata… Il diavolo. Cosi’ gli faccio vedere che sono vivo, che sono un guerrigliero, un guerrigliero”, dice il capomafia corleonese. E Lorusso: “Lo sanno gia’, vi contrastano sempre ma lo sanno che siete un guerrigliero”. Riina annuisce: “Lo sanno, lo sanno, pero’ ci tentano sempre, per vedere se possono sbarcare il lunario”. Lorusso afferma che gli rendono la vita dura, e Riina completa la frase: “Per vedere se si arrende, se abbandona”. RIINA, QUANDO SARO’ MORTO NON TROVERANNO PIU’ MIO CORPO “Ha tempo Salvatore Riina di aspettare che gli danno la clemenza… La clemenza gliela danno. Dopo morto vanno a vedere se sono la’ da noi, nella cappella che abbiamo familiare, se veramente si trova ancora la’. Perche’ pensano che me ne posso andare da li’. Perche’ dopo morto voglio vedere se vanno a controllare la cappella familiarre, cosi’ non non mi faccio trovare piu’ la’”. “Da morto esce l’articolo, e’ scappato Salvatore Riina”, gli dice Loruzzo. Il capomafia corleonese ride e replica: “Minchia, se lo immagina cosa dovrebbe succedere? Il finimondo”. Il boss poi ricorda il sequestro delle spoglie di Mike Bongiorno

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