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Malato di SLA racconta: “Così ho vinto io!”

Caldoro, suo coraggio ci aiuta ad assistere meglio 500 pazienti

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NAPOLI, 01 OTT – Un libro per conoscere la Sla e la sfida che un uomo malato le lancia ogni giorno. E’ “Ogni volta che chiudo gli occhi”, il libro di Antonio Tessitore, 38enne di Villa Literno ammalato da undici anni. “Sogni e incubi di un leone nella gabbia della Sla”, il sottotitolo scelto per il volume, edito da Tullio Pironti e scritto con la collaborazione di Pietro Cuccaro e la presentazione di Mina Welby.
Il libro è stato presentato oggi alla Camera di Commercio di Napoli, con l’intervento di Stefano Caldoro, presidente della Giunta regionale della Campania, che ebbe modo di conoscere Tessitore tre anni fa, in occasione di un’iniziativa politica a Caserta. “Da allora Antonio – ha detto – ci ha stimolato ad affrontare il tema della sla sul piano sociale, con un piano diretto ai Comuni per alcuni milioni di euro e che riguarda più di cinquecento pazienti, che hanno sostegno anche da parte delle tecnologie. Ma ci ha aiutato anche a capire le nuove tecnologie, ad indicarci quali possono essere le tecniche migliori per utilizzarle. Sappiamo che servono fondi per la ricerca, come quelli raccolti meritoriamente quest’estate con le docce gelate, ma anche per l’assistenza. Ha fatto un lavoro con noi soprattutto verso gli altri e per conoscere questa malattia. Per questo invito tutti a comprare il libro”.
Al dibattito è intervenuto anche il presidente della Camera di Commercio di Napoli Maurizio Maddaloni, che ha sottolinato come il libro di Tessitore “accende – ha detto – una nuova luce sulla necessità di potenziare l’impegno concreto nel miglioramento delle condizini di vita di chi soffre, attraverso anche la sensilbilizzazione del sistema delle impresenze nei confronti della malattia e della ricerca applicata”. Un attegiamento sottolineato anche dal capo della sede campana dell’agenzia ANSA, Alfonso di Leva, che ha presentato il volume insieme al capo della sede Rai di Napoli Antonello Perillo. “Il libro – ha spiegato Di Leva – ci fa ricordare che bisogna impegnarsi perché agli ammalati di sla venga riconosciuto il diritto a una vita decente”, evidenziando anche come il mondo dei media “racconti sempre meno – ha detto – l’umanità dolente e di questo bisogna chiedere scusa”.
Tessitore, che viveva con i suoi genitori ma che ora vive da solo con l’assistenza domiciliare ma anche rendendosi indipendente grazie alla tecnologia, ha assistito al dibattito accanto a Pietro Cuccaro che ha ringraziato il portavoce del presidente Caldoro. “Gaetano Amatuda – ha detto – che ha reso possibile questa giornata”, sottolineando come Tessitore nel libro “ha misurato la sla, paragonandola alla sua vita alla sua dignità e ha saputo che lui è più forte”. M.N.

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