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Manovra, La legge e’ chiusa i Comuni potranno pignorare conti per tasse non pagate

Secondo un emendamento alla Legge di Bilancio 2020 contro l'evasione fiscale, i conti potranno essere pignorati anche dai Comuni in caso di mancato pagamento delle imposte locali come Imu e Tari. Salvini: "Roba da Urss". Conte e Misiani smentiscono

Anche i Comuni potranno arrivare a pignorare i conti correnti in caso di mancato pagamento dei tributi o di imposte, a esclusione delle multe stradali. Lo prevede l’articolo 96 della manovra dedicato alla Riforma della riscossione degli enti locali. Dal 2020 sarà infatti esteso anche agli enti locali l’istituto dell’accertamento esecutivo, già previsto per le entrate erariali, che consentirà la riscossione coattiva non solo di tributi ma anche delle entrate patrimoniali degli enti, ad esclusione delle contravvenzioni stradali. All’interno della riscossione coattiva, una delle procedure esecutive in caso di mancato pagamento può essere il pignoramento del conto corrente e dei beni. I Comuni saranno autorizzati anche ad accedere alle informazioni dei debitori presenti in Anagrafe Tributaria, tramite l’ente creditore affidante. Ma sulla norma si è già creato un giallo, il premier Conte e il viceministro all’Economia Misiani smentiscono, mentre Salvini attacca: “Roba da Urss… “.

L’atto potrà essere esecutivo senza attendere la cartella di pagamento

Lo scopo della norma è di accelerare i tempi di riscossione rendendo l’atto immediatamente esecutivo senza attendere la cartella di pagamento. L’avviso di accertamento e il provvedimento connesso di irrogazione delle sanzioni dovranno contenere anche l’intimazione ad adempiere al pagamento entro il termine di presentazione del ricorso, ovvero entro 60 giorni dalla notifica dell’atto. Atto che dovrà espressamente indicare al contribuente che si tratta di un titolo per l’avvio delle procedure esecutive e cautelari. Decorso il tempo utile per il ricorso, ovvero 60 giorni dalla notifica, l’atto di accertamento diventa immediatamente esecutivo, senza la preventiva notifica della cartella di pagamento e dell’ingiunzione fiscale. Trascorsi 30 giorni dal termine ultimo per il pagamento, scatta la riscossione forzata. L’agente della riscossione forzata informerà con raccomandata semplice o posta elettronica il debitore di aver preso in carico le somme per la riscossione. SI VA SEMPRE A PEGGIORARE PER GLI ITALIANI

 

 

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