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Marigliano – “Palazzo Verna tra Storia, Cultura e Arte” – Recupero e restauro dell’ex chiesa.

ANTONIO ROMANO PER RADIO PIAZZA EVENTI

Marigliano – Si parla del recupero di uno storico edificio. L’argomento risale a quando nell’aula consiliare del Comune si svolse il convegno della I Edizione di “Palazzo Verna tra Storia, Cultura e Arte”, manifestazione che ha inaugurato il recupero dell’ex chiesa dell’Addolorata situata all’interno di Palazzo Verna.  Si trattava della riscoperta del patrimonio culturale anche con un programma di eventi. Un dato è emerso: Se si esclude la sala consiliare del Comune, la città di Marigliano non ha una sala convegni e il recupero dell’ex chiesa dell’Addolorata rimedierebbe a questa carenza. Diceva John Ruschin, famoso poeta, scrittore, pittore britannico: “ Una città senza storia e come un uomo senza memoria”. Un edificio che è vanto del patrimonio storico, artistico e culturale del centro cittadino. Il progetto è cofinanziato con il Piano Operativo Complementare (POC) per i Beni e le Attività Culturali della Regione Campania. Si sono succedute, qualche tempo fa, una serie d’iniziative tendenti a sì fare serate spettacolo ma anche a sollevare la questione recupero urbanistico, architettonico. Alcuni nomi meritano citazione: il progettista architettonico Arch. Oreste Belforte, il direttore dei lavori Arch. Giuseppe Devastato che riveste anche l’incarico di coordinatore della sicurezza: Rup. Arch. Sabato Esposito. Dall’ingresso di palazzo Verna, è lo stesso Arch. Devastato ad accompagnarci e spiegarci in questa visita conoscitiva, un indagine sommaria di valutazione,  si accede verso una corte centrale sopraelevata rispetto al piano stradale; Per capirne il motivo sarebbe opportuno dei saggi, dei carotaggi il loco.  Non a caso sono emersi, in un ambiente, ampio corridoio laterale, dei resti di antiche mura risalenti, probabilmente, all’antichità classica. La corte centrale presenta, visibilmente, degli archi quali elementi strutturali, portanti dell’intera struttura. Su di una parete centrale dominano ancora degli elementi di cornice che ospitavano un’immagine della Madonna Addolorata alla quale la chiesa è dedicata. Elementi si superfetazione appaiono all’attento osservatore; una testimonianza delle diverse epoche che ha attraversato il complesso in esame. Dall’esterno già sono visibili i segni di un recente restauro che formano, in più punti, delle strane forme metalliche di “X “poste sui muri; in una delle estremità, come nell’altra, è adattata una grossa vite. L’intero sistema, con le forme di “X”, costituisce dei tiranti per assicurare stabilità agli archi e muri portanti; in alcuni punti tali elementi metallici sono, visivamente, troppo esili; le ipotesi vertono su una funzione specifica; quella di “ sensori” per uno studio controllato. Il portone centrale oggi è in metallo di una fattura modernizzata; l’antico portone è adagiato, provvisoriamente, su di un lato dell’ingresso è appare in condizioni assai critiche con grossi parti tarlate; roso dalle tarme l’originale appare in condizioni decrepite; un restauro non certo agevole. Entrando nella Chiusa si notano, da subito, i resti della recente mostra” 100 anni e più Marigliano ai primi del 900” “un’esposizione tratta da una raccolta privata fotografica con foto elaborate da Maurizio Sena”: riproduzioni di vestiti d’epoca, d’immagini fotografiche di altri tempi quale segno di un’urbanistica che cambia, in una continua evoluzione. Inoltre sono visibili le tracce, dove erano posti gli antichi dipinti, i segni della disposizione dell’altare; tra altro quest’ultimo elemento è conservato in un ambiente laterale in attesa di un eventuale ricollocamento secondo i canoni ecclesiastici del Concilio Vaticano II. A ulteriore testimonianza della storicità del luogo sono ben visibili delle lapidi: in una si legge, a caratteri cubitali, sotto uno stemma nobiliare; “ A Maurizio Mastrilli “ seguono altre diciture, date in numeri romani. Non è l’unica lapide; un’altra e dedicata a una suora appartenente alla regola delle Mantellate e vi si possono leggere due date: 1818 e 1831. Altra lapide di testimonianza è quella dedicata a Paolo Anselmi; una testimonianza datata 1 settembre 1972 primo centenario della fondazione. Sembra che il tempo si sia fermato in un dato istante quando ci si addentra in un ambiente particolare. Ancora si riconoscono gli antichi banchi di legno; la lavagna; fantasmi di un’epoca passata alla storia. Sulla porta vi è l’insegna incisa sul vetro: “Asilo infantile e scuola elementare Madre A.M. Verna”. Dei restauri precedenti sono conservati alcuni resti quali campionature d’intonaci e altro custoditi in giusti contenitori di legno. Anche esternamente la facciata, sprovvista ormai d’intonaco, presenta, visivamente, i segni di epoche assai diverse oltre a rinforzi in mattoni pieni in alcuni punti, e putrelle poste verticalmente a supporto statico in alcuni luoghi critici: in alcuni punti la pietra appare irregolare, informe e in altra appare ben posizionata e squadrata a regola d’arte. Riguardo alle strutture orizzontali, propriamente i solai; in alcuni punti sono quelli delle tecniche d’epoca quando si usavano le opere murarie, secondo l’uso strutturale dell’arco quello costituito da conci con giunti disposti in maniera radiale, delle volte a botte e a crociera. Delle eccezioni sono riscontrate quando si notano dei solai in ferro, vale a dire elementi realizzati in profili di acciaio, cosiddette putrelle e tavelloni forati; un segno di eventuali, più recenti, restauri condotti secondo l’uso corrente di tecnologie edilizie dell’epoca.  Un restauro che, nelle intenzioni, partirà dalla Chiesa; circa l’intero complesso; un intervento non certo agevole.

Antonio Romano PER RADIO PIAZZA EVENTI

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