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Marigliano, serata itinerante – “Le Loving” (I tre Soprani) incantano la platea di “Scenari Casamarciano”

ANTONIO FRANZESE PER RADIO PIAZZA EVENTI IN CAMPANIA

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MARIGLIANO (Na) – Tappa itinerante a Marigliano per “Scenari Casamarciano”. Il Palazzo Ducale, edificio risalente almeno al XII secolo, ha fatto da cornice ad una serata all’insegna della buona musica e teatro. Il comune di Casamarciano e quello Marigliano, si fondono per un evento di forte spessore culturale, con l’obiettivo di far riscoprire al pubblico, posti assolutamente sconosciuti. L’occasione dell’ennesimo appuntamento inserito nel ricco cartellone di “Scenari Casamarciano”- consolidata kermesse teatrale giunta alla sua sesta edizione – è il concerto di “Le Loving” (I tre Soprani), con la partecipazione di Fiorenza Calogero. Un progetto musicale ideato dal M° Antonello Cascone – compositore, pianista e direttore d’orchestra stabiese – che vede protagoniste tre giovani soprani: Dorothy Manzo, di Vietri sul Mare (Sa); Sonia Baussano, di Pagani (Sa) e l’americana Erin Wakeman. “Le Loving”, nate da circa due anni, hanno duettato con Andrea Bocelli; hanno partecipato alla trasmissione Rai “I Fatti Vostri”, collaborato inoltre con Demo Morselli e Marcello Cirillo. “Sono la versione femminile de “Il Volo””, ha spiegato il M° Antonello Cascone, che le ha scoperte ed ha pensato di farle cantare insieme. “Ventidue anni fa ho iniziato in Rai la mia carriera: ho diretto cantanti come Massimo Ranieri, Gino Paoli, Mia Martini, Gilbert Bécaud, Fausto Leali ed altri ancora. Dal 2006 collaboro come autore e arrangiatore, con Andrea Bocelli, Katia Ricciarelli e Gino Riveccio. Lavoro anche in alcune produzioni teatrali, come il musical “Pascià” con Peppe Lanzetta e Federico Salvatore. “Le Loving”, tre giovani promesse della lirica italiana, hanno proposto al numeroso pubblico presente, un repertorio di classici napoletani ed evergreen italiani ed internazionali: “Tu ca nun chiagne”; “Tutta pe’ me”; “Furturella”; “Domenica è sempre domenica”; “Voglio vivere così”; “Il nostro Concerto” di Umberto Bindi; “E penso a te” di Lucio Battisti; “Sabato pomeriggio” di Baglioni; “Granada” di Lara; “Nel blu dipinto di blu” (Volare), di Domenico Modugno; “Nuovo Cinema Paradiso”, di E. Morricone; “Mi manchi” di F. Leali; “Perdere l’amore” di Ranieri; “Memory”, dal musical “Cats” e brani tratti da opere, tra cui la celebre romanza “Nessun Dorma”, dalla “Turandot” di Puccini, che ha scatenato l’applauso spontaneo della platea. Partecipazione straordinaria di Fiorenza Calogero, cantante ed attrice partenopea. Il primo incontro determinante è quello con Roberto De Simone, che le affida ruoli significativi in spettacoli come “La Gatta Cenerentola” (1999), “L´Opera buffa del Giovedì santo” (2000), “Li Turchi viaggiano” (2000), “Dedicato a Giulia De Caro” (2001), “Omaggio a Giordano Bruno” (2002). “Antonello Cascone è una persona fantastica. Ho collaborato con tanti, ma forse lui è l’unico musicista che riesce a farmi emozionare”, ha affermato pubblicamente. Fiorenza ha collaborato con artisti del calibro di Enzo Avitabile, Rino Zurzolo, Roberto Pregadio, Peppe Vessicchio, Enzo Gragnaniello ed altri ancora. Nel corso della serata, l’artista napoletana, ha abbinato canto e recitazione ed omaggiato al termine, due artisti che da sempre rappresentano Napoli nel mondo: Eduardo De Filippo e Raffaele Viviani. Per circa due ore, si è assistito tuttavia, ad un concerto di levatura nazionale per qualità di prestazione e scelta dei brani.

Al termine del concerto, il M° Antonello Cascone, quale ideatore del progetto musicale e direttore, ci ha concesso una breve intervista:

In quest’occasione abbiamo avuto il piacere di ascoltare tre giovani promesse della lirica italiana. Ci parli innanzitutto in breve della loro biografia.                                                                                                                                                 «“Le Loving” sono tre soprani che vengono fuori da una lunga e faticosa selezione. Tre ragazze brave, di bella presenza, talentuose. Una è americana (Erin Wakeman) ed è sposata con un napoletano; Dorothy Manzo è una ragazza italo-nigeriana (Il padre è di Vietri. E’ nata a Cava de’ Tirreni); Sonia Baussano, di Torino, da poco si è trasferita in provincia di Salerno».

Dal progetto musicale “Le Loving”, nascerà prossimamente un album? Qualche informazione a riguardo.                                                                        «Si tratta di un album prodotto dal sottoscritto, dove i tre soprani duettano con diciotto cantanti, diciotto brani italiani e napoletani, realizzati con un’orchestra dal vivo. La particolarità di questo cd è che ogni brano è anticipato da un recitato breve di attori famosi. Prenderanno parte Monica Sarnelli, Antonello Rondi, Mario Rosini, Valentina Stella, Audio 2, Federico Salvatore, Gino Rivieccio ed altri ancora».

C’è qualche brano a cui è legato particolarmente? Questa sera un vasto repertorio, canzoni storiche, ma sempre di una straordinaria attualità.                                                                                                                                                                              «La canzone a cui sono più legato per un fatto affettivo ed anche un episodio storico, è “Il Nostro Concerto”, di Umberto Bindi. E’ il brano con il quale solitamente apriamo i nostri concerti. Userei dire che sono figlio d’arte, figlio di un musicista che purtroppo è venuto a mancare poco fa. “Il nostro concerto” di Bindi, l’ho conosciuta grazie a mio padre: esattamente sedici anni fa, abitavo a Bracciano, dove abitava anche Bindi; ho avuto il piacere e l’onore di conoscerlo. Mi resi subito conto dello spessore musicale e umano che aveva quest’uomo. La sua omosessualità è stata la sua rovina. Se nascesse oggi, sarebbe un punto a favore per Bindi. Ma molti non hanno capito che era un genio, come anche Bruno Martino, Sergio Endrigo, Luigi Tenco. Parliamo di artisti le cui canzoni non saranno più scritte, non raggiungeranno più quel livello. A parer mio, la canzone italiana, la discografia è finita. Basti pensare che ascoltiamo una canzone in radio ed appena dopo due ore, non la ricordiamo più».

Lei ha lavorato e lavora tuttora con artisti del calibro di Andrea Bocelli, Katia Ricciarelli, Massimo Ranieri ed altri ancora. Quali di questi, le ha trasmesso di più, sia umanamente che musicalmente?             «Umanamente mi ha trasmesso di più Bocelli poiché è rimasto un umile e quindi come tutti gli umili, è un grande. Gli umili sono destinati a non morire mai. Se anche non dovessero avere successo, gli umili lasciano sempre un bel ricordo. Se hai il parere positivo della gente, ricordati che ci sarà sempre qualcuno più bravo di te. Mai essere presuntuosi. Questo mestiere, il mio, come quello dei soprani, è fatto di studio, ma soprattutto di esperienze dove vai a “rubare” e a confrontarti con dei colleghi. Bocelli mi ha trasmesso davvero tanto. Per un cieco è difficile trasmettere ad una persona vedente come noi, serenità. Quando sto con lui, mi trasmette tanta serenità. In realtà dovrebbe essere al contrario!».

A cura di Antonio Franzese PER RADIO PIAZZA EVENTI

 

 

 

 

 

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