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Massacrato dal branco: “Un’aggressione brutale”

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“Ho predisposto accertamenti per verificare se ci sono i presupposti per l’invio degli ispettori, come si fa sempre quando c’è un elemento di presunta abnormità”. Lo ha detto il ministro della Giustizia Andrea Orlando a Piazza Pulita su La7, a proposito della scarcerazione, poche ore prima del delitto, di uno dei due giovani fermati per l’omicidio di Alatri nonostante fosse stato trovato in possesso di droga e fosse recidivo. Occorre, ha detto il Ministro, “valutare se ci sono state delle enormità nella valutazione del caso da parte del giudice”.

Il colpo che ha ucciso Emanuele Morganti è stato sferrato con violenza alla testa con un oggetto. A stabilirlo è l’autopsia sul corpo del giovane pestato la notte tra venerdì e sabato ad Alatri conclusasi questa sera presso l’istituto di medicina legale della Sapienza. “La lesione maggiore l’abbiamo riscontrata al capo – riferisce il medico legale Saverio Potenza -. L’ipotesi ricostruttiva è stata consegnata al pm ma abbiamo bisogno di ulteriori analisi per avere un quadro più preciso. Abbiamo effettuato un lungo ed oculato accertamento per identificare la caratteristica di ogni singola lesione. Sicuramente sono state provocate da mezzi di natura contusiva”. Parole che confermano le dichiarazioni di alcuni testimoni che hanno riferito di aver visto un manganello ed un tubolare d’acciaio durante il pestaggio. “Ora avvieremo gli esami di laboratorio e le analisi tossicologiche disposte dal magistrato – conclude il medico -. Il caso è molto grave e numerose le lesioni”.

 

Il consigliere del Csm Pierantonio Zanettin ha chiesto l’ apertura di una pratica sul giudice del tribunale di Roma che ha disposto la scarcerazione di Mario Castagnacci, uno dei due giovani poi arrestato (poche ore dopo il rilascio) con l’accusa di aver partecipato all’ omicidio di Emanuele Morganti ad Alatri.

“300 dosi di cocaina, 150 di crack e 600 di hashish non possono essere considerate quantità non punibili. Quel che emerge dalle indagini sul feroce omicidio del ventenne di Alatri non può passare sotto silenzio: Mario Castagnacci, uno dei due presunti killer di Emanuele Morganti, era infatti stato arrestato il giorno prima dell’omicidio per possesso di 300 dosi di cocaina, 150 di crack e 600 di hashish, ma rilasciato, senza l’osservanza di nessun tipo di obbligo, perché il gip aveva riconosciuto la tesi difensiva del ‘consumo di gruppo’. Una decisione assurda, considerato anche il fatto che per gli inquirenti all’origine della insensata ferocia scatenata dai due fratellastri contro Emanuele c’è stata proprio l’assunzione di un mix di droghe e alcol. Per questo ho presentato un’interrogazione al ministro della Giustizia per chiedere di procedere, pur nel rispetto delle competenze proprie della magistratura inquirente, ad un’ispezione che accerti per la correttezza procedurale e le motivazioni che hanno portato alla scarcerazione di Castagnacci, nonostante l’ingente quantità di droga in suo possesso”. Così Barbara Saltamartini vicecapogruppo della Lega-NcS alla Camera, firmataria dell’interrogazione

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