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Migranti: l’Ue convoca un vertice Croazia, “stop arrivi siamo saturi”

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Roma, 18 set. – Migliaia di migranti continuano a varcare il confine tra Serbia e Croazia, per raggiungere l’Europa, dopo la chiusura della frontiera ungherese e la dura repressione della polizia di Budapest. Dopo ore di estenuante attesa al confine i rifugiati hanno sfondato il cordone della polizia e ci sono state scene di caos quando gli agenti, in assetto antisommossa, hanno tentato di respingere centinaia di persone che premevano per entrare inCroazia, stanche di attendere sotto il sole e senza viveri. Di fronte a un’emergenza senza precedenti, il premier croato, Zoran Milanovic, ha annunciato che le capacita’ del Paese di accettare e registrare i migranti sono “limitate”. “non siamo piu’ in grado di riceverli, ha aggiunto il ministro dell’Interno Ranko Ostojic. La Croazia prevede che nelle prossime due settimane arriveranno piu’ di 20mila migranti.

Nelle ultime 24 ore sono giunti nel Paese 6.200 profughi, provenienti dalla Serbia. La meta finale per i migranti e’ la Germania, Paese in cui ieri ne sono arrivati 9.100, a fronte dei 6mila di martedi’ e nonostante il ripristino dei controlli ai confini. L’emergenza profughi e’ anche sbarcata al Salone dell’auto a Francoforte, dove Angela Merkel ha rivolto un appello ai colossi del mercato. “Il nostro e’ un paese allettante e molti rifugiati si aspettano che noi li aiutiamo nel percorso di integrazione”, ha detto dal palco il cancelliere tedesco sollecitando i produttori di auto a fornire occasioni di lavoro e di formazione a chi fugge dalle guerre o dalle dittature.
  Intanto l’Ue ha convocato un nuovo sumit straordinario, questa volta a livello di capi di Stato e di governo, a Bruxelles il prossimo 23 settembre. L’Ue ha anche smentito l’intenzione trapelata nelle scorse ore di ritirare la proposta su una ripartizione “obbligatoria e urgente” di 120mila rifugiati, che intanto e’ stata approvata a larga maggioranza dal Parlamento Ue.

L’Ungheria, all’indomani della repressione al confine, si e’ detta disposta a sostenere il sistema di ricollocamento per quote dei migranti se sara’ creata una forza Ue che protegga le frontiere, alla quale contribuirebbe in modo significativo con poliziotti, soldati e soldi”, ha assicurato il ministro degli Esteri, Peter Szijjarto.
  Budapest ha inoltre respinto le critiche per l’uso di idranti e lacrimogeni al confine serbo. Szjjarto le ha definite “bizzarre e scioccanti”. Il governo bulgaro sta schierando 1.000 soldati al confine con la Turchia, mentre due Paesi contrari alle quote Ue hanno aperto alla possibilita’ di accogliere i rifugiati: la Danimarca e’ disposta a dare asilo a mille persone, ma su base volontaria; la Repubblica Ceca, per far fronte alle forti esigenze di manodopera nel Paese, potrebbe accoglierne 15.000.

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