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Musica, Gilmour a Pompei 45 anni dopo

Nella città degli scavi in quasi 3200. "Qui ha fatto la storia"

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NAPOLI 8 LUG – L’eterna Pompei regala emozioni millenarie e rende eterni i suoi protagoniti. É una sensazione di eterno, infatti quella che David Gilmour avverte per sé, ora che da cittadino pompeiano sta per esibirsi nella grande arena dell’Anfiteatro della città antica, tornando qui quarantacinque anni dopo l’evento “Pink Floyd live at Pompei”, quando le sue erano le sembianze di un angelo. Promette, infatti di ripetere in futuro questa esperienza e qualcuno si chiede se abbia fatto un patto con la clessidra. L’età ne ha modificato il volto, il corpo, i capelli… ma i suoi 3.170 fan, che a Pompei hanno pagato un biglietto molto più caro dei seguaci romani e di Verona, per assistere al concerto di questa sera si sono messi in fila più di due ore prima dell’ingresso agli Scavi. Giovani ed ex giovani dal Cile, dall’Egitto, dal Brasile, dal Giappone e da tutta Italia che hanno scelto Pompei perché “è qui che i Pink Floyd nel 1971 hanno fatto la storia”.

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