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Napoli – Dalla Spagna Il Circo de Los Horrores

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Napoli – Dopo la tournée in Spagna  per la precisione Barcellona, America Latina e a Miami, con ben  1.500.000 spettatori, approda a Napoli lo spettacolo più innovativo, d’avanguardia : Il Circo de Los Horrores. Uno show che ha sorpreso il pubblico e la critica con la sua varietà che spazia dal teatro al circo e infine  cabaret. Dopo Palermo, lo spettacolo è arrivato a Napoli  nello spazio della  Mostra D’Oltremare.  Il Circo de Los Horrores è stato prodotto nel racconto di una trama studiata,  un copione bel determinato. Lo show associa diverse componenti:  arte, teatro, circo e cabaret. Teatro perché si racconta una storia; le tecniche sono quelle del circo, molte storie sono mimate ed acrobaticamente presentate al pubblico; il cabaret si ritrova nella sensualità di alcune performance, nella concordanza con il pubblico, nel contatto diretto. L’ispirazione è chiaramente quella  proveniente dal cinema in materia del genere, del genere horror che assicura una suspense sorprendente. L’ambiente e paragonabile ad un set cinematografico, smarrito nella nebbia più che sulla pista di un circo dove si ricrea un antico cimitero gotico. L’ispirazione nasce da film rimasti nella memoria: da Nosferatu di Burnau che è il protagonista principale del Circo de Los Horrores e la sua messa in scena di  tenebra. Già nell’anteprima dello spettacolo per dire l’introduzione dello stesso vi è la ricreazione di un ambiente da tenebra dove uno degli attori circenzi impersona un essere mostruoso che armato di un motosega terrorizza gli spettatori. In realtà, è solo uno scherzo; il motosega è del tutto innocuo essendo sprovvisto di catena dentata e quindi incapace di arrecare neanche un minimo danno. Non è il solo personaggio a dare il benvenuto al pubblico. Ci sono, nello spettacolo, riferimenti anche a La Danza dei Vampiri di Roman Polansky: sarà eseguita in modo umoristico una danza classica di quel periodo, popolata da vecchi vampiri putridi e consumati ma di gran classe, che si muovono al ritmo di musica. Ecco Le bambine dell’ esorcista, realizzato e mimato da due straordinarie contorsioniste. Quindi  adrenalina pura, attraverso un innocente spavento, condita da una buona dose di umorismo. Il tutto è realizzato con gusto e sensibilità e sempre concentrato sull’intrattenimento. Anche la musica ha il suo compito speciale: melodie classiche trasportano nel mondo d’oltretomba. Colonne sonore da La Bambine del Esorcista di Mike Oldfield ed il suo Tabularsbells, Carmina Burana, le melodie di Damian, Il film, Una notte nel Monte Pelado di Musorgskij, l’Uomo Elefante, ed il suo valzer istrionico.  All’inizio dello spettacolo colpisce una frase del protagonista: “Il circo è morto. Qui lo facciamo resuscitare”: parole pronunciate da Nosferatu, il vampiro/showman interpretato da Suso Silva, ideatore e direttore del circo. Suso Silva va ricordato, è premio nazionale del circo 2003 premiato dal Ministero dell’Educazione, Cultura e sport. Diversi attori sono intervenuti alla prima di Gala: i protagonisti della serie tv  “Un Posto al Sole”, i protagonisti della seguitissima serie Gomorra, e poi comici, giornalisti e tante autorità tra assessori e deputati. Nell’enorme tendone, ovviamente, di colore nero si è svolto uno spettacolo di esibizioni circensi di altissima qualità. In scena solo acrobati e attori tra le scenografie: vampiri acrobati, ragazze indemoniate, clown assassini, mummie. Sul palcoscenico, per meglio dire l’area circolare tipica del circo e nello spazio d’ingresso: Debora, l’attraente vampira lanciatrice di coltelli; i pagliacci ; le bambine possedute, abili contorsioniste ispirate all’Esorcista; il demonio Belzebù, la mummia putrefatta, ispirata al film “La Mummia putrida”, le anime perse, la monaca macellaia, il boia, la sposa morta, il matto, la vedova nera e tanti altri personaggi da brivido. L’horror non è quello convenzionale ma quello dei romanzi e delle pellicole in bianco e nero, dove ironia ed “orrore” vanno di pari passo. Uno spettacolo, in sintesi, divertente e ironico. Nell’epilogo il saluto ai presenti: gli attori, artisti circensi, hanno fatto i saluti rituali e il pubblico è balzato in piedi per rendere omaggio agli interpreti dello spettacolo con un lungo applauso di unanime consenso.

Antonio Romano

 

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