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Napoli, maxi-incendio nei capannoni della zona Est, sei persone intossicate. Paura e nube di fumo sulla città

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La colonna di fumo. Una colonna di fumo è stata visibile a diversi chilometri di distanza dal luogo dell’incendio. Molti uffici del cento direzionale sono stati letteralmente “invasi” dalla nube nera. L’alta colonna di fumo denso, visibile a distanza di chilometri, ha suscitato allarme tra i residenti. Sul posto sono intervenuti Vigili del Fuoco e Polizia.

L’esplosione. Il rogo ha coinvolto due capannoni, uno di vendita di bibite gestito da italiani e l’altro gestito da cinesi. All’interno di una delle due strutture sono state rinvenute alcune bombole di gas, che hanno provocato un’esplosione. Le operazioni di spegnimento delle fiamme sono state agevolate dalla pioggia. Non risultano feriti.

I depositi. I due depositi ospitavano una ditta di casalinghi, la BH, di cui risulta titolare un cittadino cinese, e un’azienda attiva nella distribuzione automatica di bibite e snack, la Italmatic Group Srl. Ancora da definire le cause del rogo: tanta la plastica andata in fumo il che alimenta il rischio diossina. Proprio su questo sono impegnati in queste ore i tecnici dell’Arpac cui spettano le verifiche ambientali. Tre o quattro le bombole di gas all’interno dei depositi che sono esplose provocando delle forti detonazioni. Sei persone, due vigili del fuoco e quattro poliziotti, sono rimasti intossicati dalle esalazioni. Diverse le squadre dei vigili del fuoco impegnate per ore per spegnere il rogo: a dare una mano ci ha pensato anche la pioggia, caduta copiosa tra le 17 e le 18. Meno di un mese fa un incendio di minore portata interesso’ un capannone gestito da cinesi in via Galileo Ferraris, nella stessa area in cui si è sviluppato il rogo di oggi.

Il maltempo. Nel frattempo su Napoli, dopo il caldo asfissiante di questi giorni, è arrivato un temporale. Il vento e la pioggia hanno fatto estendere le fiamme anche ad altri capannoni. Quando le fiamme hanno colpito un’area dov’erano depositate bombolette di pittura spray c’è stata grande paura: le bombolette sono esplose schizzando ovunque come proiettili e in quel momento l’intera zona è stata temporaneamente evacuata. Subito dopo l’allarme è tornata la calma e le persone allontanate sono state fatte rientrare in case e negozi.

I treni. Il blocco del traffico ferroviario per circa mezzora sulla linea 2 della Metropolitana (Pozzuoli-San Giovanni/Barra) all’altezza della stazione di Gianturco è stata una delle conseguenze del vasto incendio. Le fiamme hanno lambito i binari della linea ferroviaria. Probabile che ad esplodere sia stata una bombola di gas. Il traffico ferroviario è rimasto bloccato dalle 15.40 alle 16.10 prima di riprendere regolarmente. Curiosa la scena dei treni in transito attraversati da una coltre nera di fumo. Vuota la stazione di Gianturco, poco distante dalla stazione Centrale di Napoli, con gli utenti che alla vista della nuvola nera hanno abbandonato la struttura per non correre il rischio di rimanere intossicati. 

Le analisi. Due squadre dell’Arpac, l’Agenzia regionale di Protezione ambientale, si sono recate sul luogo dell’incendio per effettuare un’analisi sul materiale bruciato. In particolare per verificare la presenza di diossine o altri elementi tossici nell’aria. La forte pioggia che si è abbattuta sulla città ha agevolato una dispersione delle scorie. «L’Arpac – si apprende da una nota della Regione Campania – sta procedendo con l’attivazione di una sofisticata centralina mobile che da stanotte – condizioni meteo permettendo – e per tutta la giornata di domani, controllerà gli elementi presenti nell’aria. La centralina mobile si aggiunge a quelle fisse di via Argine e di piazza Garibaldi che stanno monitorando e che domani restituiranno una prima fotografia».

Il commento. «L’incendio ha colpito anche la vicina Italmatic – raccontano il consigliere regionale di Davvero Verdi Francesco Emilio Borrelli e Gianni Simioli della radiazza – specializzata nella fornitura di servizi di ristoro mediante distributori automatici di generi alimentari. Disperati gli operai appena sfollati preoccupati per il loro futuro. Si tratta del secondo grosso incendio sviluppatosi nella stessa area in un mese. Infatti il 26 giugno scorso i vigili del fuoco dovettero contrastare un vasto incendio alla Chinatown di Gianturco dove, dalle 7 di mattina, divampavano le fiamme, sviluppatesi per cause da accertare sul retro di un grande capannone a via Ferraris 117». 

«Si tratta di un’area cruciale per una serie di motivi. L’altissima presenza di commercianti cinesi e la vicinanza del centro operativo della direzione investigativa antimafia. E’ abbastanza improbabile che si tratti casualità – continuano Borrelli e Simioli – mentre invece temiamo che si tratti di episodi legati o all’intervento della camorra nei confronti di imprenditori cinesi o di faide interne a quella comunità o ancora a roghi dovuti a scarsa sicurezza nei capannoni e alla presenza di prodotti illegali facilmente infiammabili. Per questo è importante che le autorità preposte indaghino a fondo su questi roghi che avvelenano e inquinano l’aria di Napoli e provincia. Un vero disastro ambientale che aumenta lo smog e l’inquinamento come nella terra dei fuochi».

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