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Napoli – SABATO DELLE IDEE: GEOPOLITICA E INFORMAZIONE – L’Italia e l’Europa dopo le elezioni americane a pochi giorni dall’insediamento del nuovo Presidente degli Stati Uniti.

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Napoli – Aula Pessina Università degli Studi di Napoli Federico II – Convegno – incontro, di estrema attualità,  per parlare della nuova politica di Trump – L’Italia e l’Europa dopo le elezioni americane a pochi giorni dall’insediamento del nuovo Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump. Alla discussione, coordinata dal presidente dell’Ordine dei Giornalisti della Campania, Ottavio Lucarelli, hanno preso parte  il Presidente della Commissione Difesa del Senato, Nicola Latorre, e due tra i giornalisti italiani più esperti di politica estera e questioni americane: Giampiero Gramaglia, editorialista de “Il Fatto Quotidiano”, già corrispondente dell’Ansa e consigliere per la comunicazione dell’Istituto Affari Internazionali, e Stefano Silvestri, da oltre trent’anni tra gli editorialisti de “Il Sole 24ore”, già sottosegretario al Ministero della Difesa con il governo Dini, autore di numerose pubblicazioni. “Il Sabato delle Idee”, un Ente  fondato da Marco Salvatore che unisce alcune delle migliori eccellenze della città di Napoli, che dedica l’anteprima della sua IX edizione ad una considerazione:  “Geopolitica e informazione: la nuova politica di Trump e il futuro dell’Italia e dell’Europa dopo le elezioni americane”. Ad partecipare  l’incontro sono stati il Rettore dell’Università Federico II, Gaetano Manfredi, il Rettore dell’Università Suor Orsola Benincasa, Lucio d’Alessandro e il fondatore de “il Sabato delle Idee”, Marco Salvatore, direttore scientifico dell’IRCCS SDN.  Nel  primo appuntamento del 2017 “Il Sabato delle Idee” riprende gli incontri di riflessione sulla geopolitica in collaborazione con l’Ordine dei Giornalisti della Campania  che li ha inseriti nel programma di formazione e aggiornamento professionale. Un iniziativa partita nell’ormai lontano 2015; gli incontri di geopolitica de “Il Sabato delle Idee” hanno prodotto numerose riflessioni su alcuni dei temi più complicati . “Con questo principio e con questa intenzione “Il Sabato delle Idee” ha scelto di ripartire proprio da questi temi che sono stati affrontati anche con uno sguardo più approfondito sul futuro della Campania”. “Il Sabato delle Idee” è un’iniziativa ideata nel 2009 dall’Istituto SDN di Ricerca Diagnostica e Nucleare e dall’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli .   L’auspicio è che la rete delle eccellenze campane che scelgono di lavorare insieme possa crescere sempre di più, per realizzare l’obiettivo fondante: promuovere l’impegno civile, la partecipazione ragionata e la realizzazione di progetti concreti per lo sviluppo di Napoli e del Mezzogiorno. Dunque nell’aula Pessina dell’Università degli Studi di Napoli Federico II ad aprire l’incontro c’erano oltre gli illustri ospiti, Marco Salvatore, direttore scientifico dell’IRCCS SDN, che ha iniziato il suo intervento dal ricordo dell’avvocato Gerardo Marotta, fondatore dell’Istituto Italiano per gli Studi Filosofici. Animata  la discussione sui ‘rischi’ delle nuove azioni internazionali di Trump.  Dunque un nuovo ordine mondiale si delinea! un argomento di ovvio interesse con al centro la città di Napoli. La città partenopea a centro dell’attenzione; questioni aperte e meritevoli: i suoi presidi euro- atlantici e al tempo stesso storica metropoli del Mediterraneo, come si apprende da una nota i presentazione. Un America che si delinea come oggetto dei propri interessi e che nello stesso tempo tende ad un aumento della spesa militare; qualcosa s’intuisce di contraddittorio. Afferma Stefano Silvestri, in sintesi, nel corso del suo articolato e complesso, molto approfondito, intervento: “Trump non ha creato lui i problemi, forse li governa. A questo si associa un pessimo controllo della globalizzazione. Non siamo riusciti a governare i processi, che sono andati avanti sui rapporti economici e commerciali, sulla circolazione delle informazioni, circolazione di capitali; il tutto continua a svilupparsi. Ci interessa il governo di questi fenomeni.  Abbiamo un grande mercato, una società più integrata ma quasi completamente incontrollata, in particolar modo per quel che concerne la sicurezza.  All’interno della globalizzazione manca un controllo della sicurezza anche dei confini.  Sarebbe semplice una soluzione ma ci sono interessi strategici molto forti che rendono impossibile questo tipo di accordi. Ha poi parlato di cibernetica in un contesto di bene comune. Sono sue parole: “Se c’è una rete d’interconnessione privata  che dipende dalle legislazioni dai controlli  come un canale per accrescere la propria forza”. Questo, il tutto su considerato, indebolisce anche gli Stati in termini di credibilità della politica.  In questo contesto ecco la spiegata crisi e le conseguenti minacce di terrorismo e problematiche di difficile soluzione come quelle migratorie. Trump è la risposta più semplice a tutto questo! Si arriva in tal modo al concetto di sovranità nazionale e rafforzo delle frontiere come strumento di controllo. Un ritorno al passato e un fenomeno dettato dalla paura; “dettato da fenomeni già sperimentati e che si ritengono vincenti”. “La realtà è diversa, penso che Trump sia sulla difensiva anche quando firma qualcosa è in contraddizione con il suo paese”. Un atteggiamento pericoloso che potrebbe alimentare il panico. Nel corso del suo intervento un riferimento alla Brexit al Presidente Putin alla svendita dei nostri interessi quali europei, il ruolo di avanzata della Cina quale nuova potenza. Si assiste ad un fenomeno nuovo una crescita esponenziale legata alla criminalità e il ritorno alle frontiere che aiuta la criminalità, paradossalmente. Certo aumenta la sicurezza alle frontiere diminuisce quella pubblica. Come europei abbiamo principi legati alla democrazia che di certo sono il contrario Trump. In questo discorso ci sono più modelli e il tutto porta a nessuna scelta!. Nel suo discorso anche un riferimento: L’Orologio dell’Apocalisse che  resta fermo: sono le 23:57 e non si muovono le lancette manovrate dal “Bulletin of the atomic scientists science and security board“. L’umanità rimane a 3 minuti dalla mezzanotte, la “fine del mondo di una guerra totale” a cui il pianeta sembra avvicinarsi. Ora sembra che i minuti siano diventati 2,5. Non è poco! afferma illustre relatore!”

Antonio Romano

 

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