Quotidiano di informazione campano

NAPOLI. Sepe, se Gesu’ nascesse oggi si iscriverebbe a Facebook

0

 “Se Gesu’ nascesse oggi, si iscriverebbe a Facebook”. Usa una frase a effetto l’arcivescovo di Napoli, Crescenzio Sepe, rivolgendosi alla platea degli studenti presenti in sala per il convegno ‘Valori e disvalori.
  Importanza e responsabilita’ della comunicazione’, organizzato dall’Unione cattolica stampa italiana della Campania e dall’arcidiocesi in occasione della festa di San Francesco di Sales, patrono degli operatori dell’informazione. “Non potrebbe essere altrimenti”, aggiunge il cardinale, sottolineando che “si costruisce sulla comunicazione l’identita’ stessa della Chiesa, chiamata ad annunciare la grande notizia. Non avrebbe avuto senso la venuta di Gesu’ se non avesse detto e fatto le cose che oggi narriamo”. Sepe ammette che “in alcuni periodi della storia la Chiesa non e’ stata all’altezza di questo compito” e che “nell’ultimo periodo non sempre e’ riuscita a stare al passo con i tempi, facendosi travolgere dal tecnicismo che avanza”. Gli fa eco il giornalista e autore televisivo Giovanni Minoli, che ricorda come durante il pontificato di Karol Wojtyla la Chiesa abbia raccontato “soprattutto la figura del Papa, perdendo il rapporto con l’evoluzione dei media e le opportunita’ che offrono”. Il punto fondamentale resta “la modalita’ con la quale ci si pone di fronte alle nuove tecnologie – spiega Sepe – e’ importante che la Chiesa prenda coscienza del fatto che bisogna essere parte attiva e non solo subirle”. A tal proposito cita un aneddoto personale, relativo alla sua decisione di iscriversi a Facebook. “Una scelta che allora suscito’ tanto clamore in Vaticano – ricorda – mentre oggi lo stesso Papa comunica attraverso Twitter”. L’appello del cardinale ai ragazzi e’ di “restare sempre liberi da chi cerca di condizinarvi”. Minoli evidenzia poi le “potenzialita’ offerte dai nuovi media”, ai quali i giovani devono accostarsi investendo “sulla preparazione e sulle competenze, comportandosi come i pionieri del Far West, che andavano verso l’ignoto, ma con la speranza di scoprire un nuovo mondo”. Lo studio e la verifica dei fatti diventano gli unici antidoti agli effetti distorsivi della comunicazione, come e’ accaduto con il caso Tortora, che per Minoli e’ “l’episodio simbolo di come il potentissimo mondo dell’informazione possa distresponsabilita’ per distrarre l’attenzione dell’opinione pubblica da altre vicende”. (AGI) ruggere vite senza  “Se Gesu’ nascesse oggi, si iscriverebbe a Facebook”. Usa una frase a effetto l’arcivescovo di Napoli, Crescenzio Sepe, rivolgendosi alla platea degli studenti presenti in sala per il convegno ‘Valori e disvalori.
  Importanza e responsabilita’ della comunicazione’, organizzato dall’Unione cattolica stampa italiana della Campania e dall’arcidiocesi in occasione della festa di San Francesco di Sales, patrono degli operatori dell’informazione. “Non potrebbe essere altrimenti”, aggiunge il cardinale, sottolineando che “si costruisce sulla comunicazione l’identita’ stessa della Chiesa, chiamata ad annunciare la grande notizia. Non avrebbe avuto senso la venuta di Gesu’ se non avesse detto e fatto le cose che oggi narriamo”. Sepe ammette che “in alcuni periodi della storia la Chiesa non e’ stata all’altezza di questo compito” e che “nell’ultimo periodo non sempre e’ riuscita a stare al passo con i tempi, facendosi travolgere dal tecnicismo che avanza”. Gli fa eco il giornalista e autore televisivo Giovanni Minoli, che ricorda come durante il pontificato di Karol Wojtyla la Chiesa abbia raccontato “soprattutto la figura del Papa, perdendo il rapporto con l’evoluzione dei media e le opportunita’ che offrono”. Il punto fondamentale resta “la modalita’ con la quale ci si pone di fronte alle nuove tecnologie – spiega Sepe – e’ importante che la Chiesa prenda coscienza del fatto che bisogna essere parte attiva e non solo subirle”. A tal proposito cita un aneddoto personale, relativo alla sua decisione di iscriversi a Facebook. “Una scelta che allora suscito’ tanto clamore in Vaticano – ricorda – mentre oggi lo stesso Papa comunica attraverso Twitter”. L’appello del cardinale ai ragazzi e’ di “restare sempre liberi da chi cerca di condizinarvi”. Minoli evidenzia poi le “potenzialita’ offerte dai nuovi media”, ai quali i giovani devono accostarsi investendo “sulla preparazione e sulle competenze, comportandosi come i pionieri del Far West, che andavano verso l’ignoto, ma con la speranza di scoprire un nuovo mondo”. Lo studio e la verifica dei fatti diventano gli unici antidoti agli effetti distorsivi della comunicazione, come e’ accaduto con il caso Tortora, che per Minoli e’ “l’episodio simbolo di come il potentissimo mondo dell’informazione possa distruggere vite senza responsabilita’per distrarre l’attenzione dell’opinione pubblica.

Lascia una risposta

L'indirizzo email non verrà pubblicato.

Su questo sito utilizziamo strumenti nostri o di terze parti che memorizzano piccoli file (cookie) sul tuo dispositivo. I cookie sono normalmente usati per permettere al sito di funzionare correttamente (cookie tecnici), per generare statistiche di uso/navigazione (cookie statistici) e per pubblicizzare opportunamente i nostri servizi/prodotti (cookie di profilazione). Possiamo usare direttamente i cookie tecnici, ma hai il diritto di scegliere se abilitare o meno i cookie statistici e di profilazione. Abilitando questi cookie, ci aiuti ad offrirti una esperienza migliore con noi.