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Napoli – Teatro Augusteo- Consenso di pubblico per “Parenti serpenti”

Sul palcoscenico Lello Arena e Giorgia Trasselli in uno spettacolo per la regia di Luciano Melchionna

Napoli – Lello Arena In “PARENTI SERPENTI”  di Carmine Amoroso – Al Teatro Augusteo di Napoli, da venerdì 12 fino a domenica 21 gennaio 2018, Lello Arena sarà in scena con lo spettacolo “Parenti Serpenti”. Luciano Melchionna, costruisce uno spaccato di vita familiare assolutamente attuale.  È un crescendo di situazioni esilaranti, divertenti e spassose; speso velate nella loro spietata conclusione; tante forze oscure che concorrono gradualmente, alla inimmaginabile conclusione. Lello Arena, diretto da Luciano Melchionna, è il protagonista della divertente ma amara commedia di Carmine Amoroso, resa sì popolare dal film del 1992 di Mario Monicelli. Un Natale a casa dei genitori anziani, che aspettano tutto l’anno quel momento anche e soprattutto per rivedere i figli! Quest’ultimi sono andati a lavorare altrove lontano di luoghi abituali. Un arrivo di figli e parenti apparentemente affettuosi, premurosi che si riuniscono, ancora una volta e non sanno che è l’ultima in quelli condizioni. Un momento per accantonare un poco le nevrosi e le stanche dinamiche di coppia di cui è ormai intrisa la loro vita. La domanda che giunge improvvisa è se quest’anno gli amati genitori volessero cambiare il loro stato e chiedere qualcosa. Se volessero essere un poco al centro dell’attenzione;  non finir in un ospizio o per meglio dire in una casa di cura per anziani. Una richiesta legittima  e naturale che richiederà certamente un poco d’impegno non indifferente ma non sì da esser considerata una vera tragedia. Ed è proprio tale che si presenterà la situazione ai loro occhi. Chi di loro si farebbe carico della loro inaspettata richiesta.  Afferma lo stesso regista Luciano Melchionna : “Un Natale in famiglia, nel paesino d’origine, come ogni anno da tanti anni. Un Natale pieno di ricordi e di regali da scambiare, in questo rito stanco che resta l’unico appiglio possibile per tentare di ravviare i legami famigliari, come il fuoco del braciere che i genitori anziani usano, ancora oggi, per scaldare la casa: un braciere pericoloso ma rassicurante come tutte le abitudini e le tradizioni. Un Natale a casa dei genitori anziani che aspettano tutto l’anno quel momento per rivedere i figli cresciuti, e andati a lavorare in altre città. Uno sbarco di figli e parenti affettuosi e premurosi che si riuniscono, ancora una volta, per cercare di spurgare, in un crescendo di situazioni esilaranti e stridenti in cui tutti noi possiamo riconoscerci, le nevrosi e le stanche dinamiche di coppia di cui sono ormai intrisi. Immaginare Lello Arena, con la sua carica comica e umana, nei panni del papà – interpretato da Panelli nel film di Monicelli – mi ha fatto immediatamente sorridere, tanto da ipotizzare il suo sguardo, come quello di un bambino, intento a descrivere ed esplorare le dinamiche ipocrite e meschine che lo circondano, in quei giorni di santissima festività: è un genitore davvero in demenza senile o è un uomo che non vuol vedere più la realtà e si diverte a trasformarla e a provocare tutti? Andando via di casa, diventando adulti, ogni figlio ha dovuto fare i conti con la realtà, ha dovuto accettare i fallimenti e ha imparato a difendere il proprio orticello mal coltivato, spesso per incuria o incapacità, ma in quelle pause di neve e palline colorate ognuno di loro si impegna a mostrarsi spensierato, affettuoso e risolto. All’improvviso però, i genitori, fino ad allora autonomi punti di riferimento, esprimono l’esigenza di essere accuditi come hanno fatto anni prima con loro: uno dei figli dovrà ospitarli e prendersi cura della loro vecchiaia… a chi toccherà? All’improvviso, dunque, un terremoto segna una crepa nell’immobilità rassegnata di un andamento ormai sempre lo stesso e in via di spegnimento, una crepa dalla quale un gas mefitico si espanderà e inquinerà l’aria. Sarà la soluzione più spicciola e più crudele a prendere il sopravvento. Verità? Paradosso? Spesso, come si è soliti dire, la realtà supera la fantasia. Ciò mi ha spronato ad affrontare questo testo che ha la peculiarità rara di fotografare uno spaccato di vita famigliare sempre assolutamente attuale, purtroppo. Si può far ridere nel raccontarlo e sorridere nell’assistere alle spumeggianti gag ma, allo stesso tempo, non ci si può riflettere sopra senza una profonda amarezza, magari scoprendo – per contrasto – la possibilità di una maggior coerenza nei rapporti e negli affetti, così da ricordarsi le meravigliose responsabilità che un cordone ombelicale come quello tra genitori e figli impone. Viviamo in un’epoca in cui i valori, primo fra tutti il rispetto, stanno pian piano sparendo e l’egoismo sta prendendo decisamente il sopravvento sulla carità umana e sulla semplice, fondamentale, empatia. Prima o poi saremo tutti dei vecchi bambini bisognosi di cure, perché trasformarci in soprammobili polverosi, inutili e ingombranti?
In quest’epoca in cui tutto e il contrario di tutto sono la stessa cosa ormai, con questa commedia passeremo dalle risate a crepapelle per il tratteggio grottesco, e a tratti surreale, dei personaggi al più turpe cambiamento di quegli esseri che – chi di noi non ne ha conosciuto almeno uno? – da umani si trasformeranno negli animali più pericolosi e subdoli: i serpenti.” Uno spettacolo che nel 2016 riceve il premio Camera di Commercio delle Riviere di Liguria 2016, il riconoscimento che ogni anno, dal 2010, viene assegnato allo spettacolo del Festival di Borgio Verezzi che si sia distinto particolarmente, coniugando la qualità dell’allestimento e della recitazione al gradimento del pubblico e dimostrando la capacità di catalizzare l’interesse dei media per il nostro territorio, in quel felice connubio tra cultura e turismo che da anni contraddistingue la manifestazione“. Le scene dello spettacolo sono di  Roberto Crea i costumi Milla, musiche Stag, disegno luci Salvatore Palladino; assistente alla regia Sara Esposito; produzione Ente Teatro Cronaca Vesuvioteatro in collaborazione con Bon Voyage Produzioni e con il Festival Teatrale di Borgio Verezzi 2016. Meritano citazione gli Interpreti e personaggi: Fabrizio Vona interpreta Alfredo; Autilia Ranieri è Milena; Andrea De Goyzueta / Alessandro; Carla Ferraro / Gina; Annarita Vitolo / Lina; Raffaele Ausiello / Michele e infine i genitori protagonisti della vicenda:  Lello Arena  nel ruolo di Saverio e Giorgia Trasselli  nel ruolo della madre che ha il nome di una città; “Trieste”. Lello Arena si presenta in un dialogo aperto con il pubblico; il suo “Buona sera” introduttivo col quale si presenta in scena sembra esser coinvolgente! In diversi contesti gli attori scendono tra il pubblico in un contesto coinvolgente. All’inizio alcuni degli interpreti si affacciano da un palchetto in alto; tutto il teatro diviene un unico grande palcoscenico! La colonna sonora; una musica lieve cadenzata e dolce accompagna la scena; essa diviene magicamente elemento recitativo. Nei dialoghi finali la coppia principale racconta la loro fine inaspettata conseguenza l’esplosione di una stufa regalata dai loro stretti e amati parenti; parenti sì da divenir, gradualmente, “ Serpenti”; prosegue il loro rapporto di dialogo con il pubblico anche dopo la loro solo teorica uscita di scena! mentre un rumore di una forte esplosione cala gelante sul racconto scenico.

Antonio Romano

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