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Napoli – Teatro Augusteo: Paolo Caiazzo con lo spettacolo “Non mi dire te l’ho detto”.

TEATRO PER RADIO PIAZZA

Napoli – Al Teatro Augusteo di Napoli, da venerdì 8 a domenica 17 marzo 2019, è in scena Paolo Caiazzo con lo spettacolo “Non mi dire te l’ho detto”, commedia in due atti scritta e diretta da Paolo Caiazzo, con Ciro Ceruti, Yuliya Mayarchuck, Franco Pennasilico, Ettore Massa, Felicia del Prete e Feliciana Tufano. Grande consenso di pubblico per una tematica molto attuale che ci appartiene e che segna il nostro tempo.  Si apprende da un comunicato: “Il testo è stato scritto nel 1994, quando le prime chat e il corteggiamento anonimo cominciavano ad affascinare il popolo di internet. L’esplosione della rete ha poi investito le generazioni successive, portandole spesso a vivere su due livelli: quello reale e tranquillo, e quello virtuale e spericolato dei leoni da tastiera.  Oggi più che mai non sei al passo con i tempi se non sei ‘social’. E’ l’inevitabile progresso con i suoi effetti collaterali: le principali vittime, al contrario di quanto si possa pensare, non sono gli adolescenti che conoscono bene lo strumento, ma i loro genitori. Le generazioni degli ‘anta’ sono quelle maggiormente in pericolo. Così l’eterno gioco della seduzione, unito al fascino del rischio, investe il precario equilibrio di una coppia borghese, e il maldestro utilizzo dei social li condurrà in una complicata e imbarazzante situazione.  Lo spettacolo è un’attualissima commedia degli equivoci, con un ritmo frenetico di gag, battute e colpi di scena. La trama e gli intrecci si ingarbugliano sempre più, fino a trasformare una piccante serata in una tragedia tutta da ridere. “Non mi dire te l’ho detto” risulta infine il tormentone dello spettacolo, che ha il semplice scopo di sottolineare, con leggerezza, che cambiano i tempi, le mode e gli strumenti, ma restano invariate le umane debolezze”. In scena la rappresentazione dei, contemporanei  cinquantenni “vittime dei social”. Di certo il mondo virtuale dei social è un grande potenziale ma ha i classici risvolti della medaglia. Un epilogo dello spettacolo che pone diverse soluzioni finali nella spiegazione di un personaggio che interpreta un prete: il senso del discorso scenico è che diverse storie hanno linee di demarcazione ben definite e distinte  ma che in fondo c’è sempre un qualcosa di immutabile che spinge ad affermare  che le umane debolezze siano sempre le stesse. Un linguaggio scenico di ironia e comicità: la trama trova il suo svolgersi in un elegante appartamento. I personaggi sono delle coppie, amici, un prete, un assistente sociale dallo spiccato accento pugliese e infine un ispettore di polizia.  Un personaggio trova il modo di assumere i panni della nota Wonder Woman in un vortice di dinamico racconto scenico.

Antonio Romano

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