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Napolitano da’ l’incarico. Amato in pole Dal Pd via libera al governo del Presidente

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Le consultazioni di Giorgio Napolitano per la formazione del nuovo governo si sono concluse con la delegazione del Pd. 

Napolitano ha dapprima incontrato i presidenti delle Camere, Pietro Grasso e Laura Boldrini, che non hanno rilasciato alcuna dichiarazione.

Da parte del Pd c’é “la disponibilità e la volontà a concorrere alla nascita di un governo sulla scia delle dichiarazioni del presidente” Napolitano ieri alle Camere. Lo ha detto Enrico Letta dopo il colloquio con Napolitano.

Il Pd è disponibile alla nascita di un governo, “sulla scia delle indicazioni del discorso di ieri del presidente della Repubblica e in particolare” su due punti: “quello dell’emergenza economico-sciale”, con la necessità di “far cambiare linea a una Ue che finora non ha dato risposte sufficienti” e quello delle riforme. In particolare Letta ha evidenziato come serva una “riforma della politica” e ha citato in questo senso la necessità di “risposte che necessitano scelte in tempi certi” su una riforma costituzionale, con la “riduzione numero parlamentari”, la creazione di un “Senato delle regioni”, l’abolizione delle province e “una nuova legge elettorale”. “Senza una riforma della politica – ha detto – non c’é via d’uscita dalla crisi”.

“Ci atterremo alle scelte che il presidente della Repubblica farà nella giornata di domani”, ha spiegato Letta dopo il colloquio della delegazione del Pd con il capo dello Stato. Senza una riforma della politica non c’é possibilità di uscire dalla crisi, ha detto il vicesegretario del Pd alla fine delle consultazioni con Napolitano, al quale ha espresso l’esigenza di una modifica della Costituzione con una riduzione dei parlamentari e l’abolizione delle Province, oltre ad una nuova legge elettorale.

“Aspettiamo che il presidente decida a chi affidare l’incarico poi, a quel punto, cercheremo di dare il maggior sostegno possibile a chi sarà incaricato”. Così Silvio Berlusconi, leader del Pdl, lasciando il Quirinale al termine delle consultazioni con Giorgio Napolitano. “Abbiamo confermato la nostra posizione manifestata tutte queste volte e cioé la necessità che ha il Paese, data la crisi in cui di trova, di un governo forte che possa prendere provvedimenti importanti che non sia di passaggio ma duraturo”. Lo afferma Silvio Berlusconi al termine del colloquio con Giorgio Napolitano.

“Siamo noi l’unica opposizione in questo paese” ma “non saremo contrari per principio ai provvedimenti che il governo varerà : valuteremo caso per caso”. Così i capigruppo del M5S al termine delle consultazioni con il presidente Giorgio Napolitano.

“Appare evidente che è stato tutto già programmato, anche per il modo in cui si è proceduto alla elezione del capo dello Stato”, spiegano i capigruppo, Roberta Lombardi e Vito Crimi. “La nostra sarà una opposizione seria e matura che non vota sempre contro ma a seconda delle le proposte, se avranno come fine il bene centrale dei cittadini e non quello dei partiti”, proseguono. “Siamo noi il prodotto di quelle stesse denunce di cui parlava il Capo dello Stato e su cui si sentiva un applauso da parte di chi in 20 anni le ha causate”, concludono.

“E’ l’ipotesi più sorprendente e meno probabile, non credo sia sul tappeto”. Così Matteo Renzi, entrando alla direzione del Pd, sull’ipotesi che sia lui il candidato premier. “E’ importante che ci sia un Governo, abbiamo grande fiducia nel presidente della Repubblica”, ha aggiunto il sindaco.

MARONI, LEGA VA ALL’OPPOSIZIONE – “Siamo all’opposizione ma auspichiamo che nasca un governo a guida politica, che solo può dare risposte alle emergenze” del Paese. “Non siamo interessati a partecipare a questo governo”. Così Roberto Maroni, segretario della Lega Nord, al termine delle consultazioni con il presidente Giorgio Napolitano.

“Un governo a guida Giuliano Amato o Mario Monti non avrebbe il via libera della Lega”, ha detto Maroni. “Impossibile per noi aderire a un governo se l’incarico sarà dato a Giuliano Amato o a chi rappresenta un governo tecnico come Mario Monti. Questi sono i due unici nomi che abbiamo fatto. Un governo con questi due nomi avrebbe il no pregiudiziale della Lega”, ha puntualizzato Maroni. “Non abbiamo fatto né nomi, né cognomi. Non sta a noi dare indicazioni. Abbiamo fatto presente la necessità di procedere urgentemente. Mi auguro che governo si formi entro la fine di questa settimana”, ha spiegato Maroni. Appoggio esterno? “Noi stiamo all’opposizione”. La posizione della Lega potrà cambiare “se ci sarà un governo che mette ai primi posti impegni espliciti e parlo di macroregione e che al Nord possa rimanere almeno il 75% dei contributi pagati dai suoi cittadini”, ha sottolineato. “Lo abbiamo detto in modo esplicito al presidente che ci ha ringraziato per la schiettezza”.

GRILLO, UN WEEKEND DI VOMITO, E’ STATO INCIUCIO CONCLAMATO – “In quest’ultimo tranquillo weekend di vomito è successo un fatto straordinario. Di fronte a Montecitorio era assiepata una folla inferocita per l’ennesimo sberleffo del potere. Per l’inciucio conclamato, per il matrimonio osceno tra due amanti, il pdl e il pdmenoelle, che copulavano da vent’anni. Per la nomina di un ottuagenario spacciata come ‘gesto di responsabilità’ “. Lo scrive Beppe Grillo sul proprio blog.

“L’estremo bacio della pantofola a un signore presente in Parlamento dal 1953 (un sessantennio, nozze di diamante con la politica) che cazzia i partiti come se lui non ne fosse la più alta e storica testimonianza. La Polizia, la Digos, i Carabinieri facevano barriera. Dalla porte principale del palazzo sono usciti i deputati e i senatori del MoVimento 5 Stelle per parlare con la gente, ascoltarla, dare delle risposte. Cittadini tra i cittadini. Crimi ha agito da Calmante Universale nuotando tra i presenti. La gente ha applaudito. I ragazzi del M5S si sono mescolati ai manifestanti senza alcun timore”. Lo scrive Beppe Grillo sul suo blog.

“Nel mentre ‘Tom Tom’ Gasparri mostrava il dito medio alla piazza in segno di riconciliazione, protetto da un nutrito numero di guardie del corpo, e arringava ‘Finisca la violenza di Grillo. Basta torniamo alla civilta”. Forse alludeva all’olio di ricino e al manganello. Il noto ‘economista’ Giovanardi (così è stato etichettato dal Corrierone) ha avuto le visioni. Ha visto i fascisti ‘Chi contesta i rappresentanti del popolo (lui e’ stato ‘nominato’ da Berlusconi grazie al Porcellum, non rappresenta nessuno, ndr), li insulta, li aggredisce è fascista. Del resto i deputati grillini ricordano i deputati fascisti che uscivano fuori sulla piazza a aizzare i manifestantì. L’esatto contrario della verità. I parlamentari del M5S hanno tranquillizzato gli animi di chi protestava contro l’ennesimo vaffanculo ricevuto dalla casta. Dovrebbero ringraziarli”, prosegue il leader del M5S. “Noi non abbiamo bisogno di una scorta, giriamo in tram, in autobus senza paura. Voi con le auto blu e con la scorta per difendervi dalla rabbia dei cittadini che dite di rappresentare. Forse è il caso che facciate un esame di coscienza invece di fuggire tra i vicoli e ignorare la protesta”, conclude Grillo.

AMATO, NO PATRIMONIALE E PRELIEVO CONTI CORRENTI – Giuliano Amato ha risposto con due secchi “no” alle domande dei cronisti sulla possibilità che, se fosse lui a guidare il prossimo governo, possano essere adottati provvedimenti che riguardino una patrimoniale sulle famiglie e il prelievo forzoso dai conti correnti bancari.

“Chiamarmi presidente? Sono stato presidente del Consiglio e per le regole italiane c’é un ‘semel semper’, mi chiamano sempre presidente. Io però preferisco pensare che sia per il tennis club di Orbetello, che presiedo da tempo”. Ha affermato Amato, presidente della Scuola Superiore Sant’Anna di Pisa, rispondendo alle domande dei cronisti su un suo possibile incarico di premier. Ai giornalisti che gli chiedevano se avesse sentito Napolitano nelle scorse ore, Amato ha detto: “Nessuno mi ha telefonato”.

MARONI, AMATO? NOSTRO NO NON E’ NEGOZIABILE  – “Il no della Lega al trapassato remoto della politica italiana è netto e non negoziabile”. Così su Twitter Roberto Maroni commenta un articolo del quotidiano ‘Libero’, di cui inserisce un link, a proposito della possibilità che sia Giuliano Amato l’incaricato di formare il nuovo Governo.

VENDOLA, NO GOVERNISSIMO ANCHE CON RENZI – Sel non voterà la fiducia a nessun governissimo, a nessun esecutivo “che veda la presenza del blocco berlusconiano al proprio interno”. E questo vale anche se il premier fosse Renzi. Lo ha spiegato il leader di sel Nichi Vendola al termine del colloquio con Giorgio Napolitano.

RENZI PREMIER? E’ TEMPO DI RESPONSABILITA’ – “Siamo in un momento in cui a chiunque fosse chiesta una responsabilità non ci si può sottrarre”. Così il deputato renziano Matteo Richetti a chi gli chiede se Matteo Renzi sarebbe disponibile a fare il premier.

PISICCHIO,SCELTA PREMIER IN POCHISSIME ORE  – La scelta del futuro premier da parte del presidente della Repubblica “si esprimerà nel giro davvero di pochissime ore”, ha assicurato il presidente del gruppo parlamentare misto della Camera, Pino Pisicchio, esponente del Centro Democratico. Al termine del colloquio con il presidente Napolitano ha detto ai giornalisti di “tenersi pronti ad un percorso molto, molto serrato”.

FORNERO, IMPOSSIBILE UNA MIA RICONFERMA – “Non è possibile”. Così il ministro del Lavoro Elsa Fornero risponde, nel corso di un forum del Sole 24 Ore, alla domanda se sia ipotizzabile una sua riconferma alla guida del dicastero. Fornero riconosce di “non essere un ministro popolare” avendo “fatto due riforme, molto più apprezzate all’estero” che in patria.

“Anche in Sicilia ormai il modello è quello dell’inciucio Pd-Pdl. Il governo Crocetta ha preso una strada di rottura col Movimento. La rivoluzione di Crocetta è finita prima di cominciare”. E’ l’analisi dei 15 deputati 5stelle dell’Assemblea regionale siciliana.

Pietro Fontanini (Lega Nord) è stato confermato alla presidenza della Provincia di Udine, senza dover ricorrere al turno di ballottaggio. Solo dopo l’ultima delle 621 sezioni si è avuta la certezza, con 109.334 voti su 218.557 voti validi, pari al 50,03% delle preferenze. DA RADIO PIAZZA POLITICA ITALIANA.

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