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Nasce sinistra italiana, “alternativi a happy days Renzi”

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 Roma, 8 nov. – E’ nata Sinistra Italiana, un nuovo soggetto politico che avra’ nuovi gruppi di Camera e Senato. Vi hanno aderito 31 deputati e una decina di senatori, che in questa prima fase rappresentanno una tappa del percorso che condurra’ all’assemblea costituente del nuovo soggetto politico, prevista per gennaio. Fra gli ex Pd Stefano Fassina e Alfredo D’Attorre, ma anche Folino e Gregori. “C’e’ una questione che riguarda la credibilita’ di una forza politica. Bisogna specificare cosa vogliamo fare e portarlo avanti con coerenza. I nostri emendamenti” alla legge di stabilita’ saranno messaggi all’Italia”, ha detto Stefano Fassina, dal palco del Quirino, sottolineando come il disegno della ex finanziaria sia “sinergico al Partito della nazione”, ed ha denunciato: “Si allargano le disuguaglianze, si impoverisce il welfare e si abbandona il mezzogiorno”, senza mancare di rivendicare sul fronte economico una cultura keynesiana alternativa “al liberalismo da Happy days del segretario del Pd”.
  “Oggi segnamo una tappa decisiva di un cammino impervio ma necessario per fare un ‘Italia piu’ giusta”, ha aggiunto Fassina. “Ci hanno detto che cosi’ facendo faremo il gioco della destra. No il gioco della destra lo fa chi fa la destra” con il jobs act, la scuola, la Rai, l’Italicum, con una visione del Senato e con la Rai, “noi siamo Sinistra Italiana”, dice Fassina rivendicando la collocazione di campo “esplicita” dei nuovi gruppi perche’, spiega, “un partito e’ sempre parte anche quando si proietta come partito della nazione. E quando si cerca di infondere la propria parzialita’ si e’ portatori degli interessi degli dei piu’ forti”. La nascita dei gruppi di Sinistra italiana “non e’ un gioco di palazzo, ma una scelta strategica per segnare un cammino politico”, ha spiegato l’ex Pd. “Non e’ la prima tappa perche’ c’e’ un percorso gia’ avviato fuori dalle aule e in questi mesi abbiamo lavorato insieme ad altre forze per costruire un partito coinvolgente, innovativo, largo e plurale che abbi ala centro il lavoro, il welfare, la scuola pubblica, la ricostruzione morale della politica”. Il leader di Sel, Nichi Vendola: “Oggi si costruisce un primo pezzo di ‘spazio pubblico’ di cio’ che potra’ e vorra’ essere la sinistra che non cede ne’ alle lusinghe del potere ne’ alle seduzioni dell’impotenza vestita di minoritarismo”.
  “Se il lavoro torna ad essere merce, se i diritti sociali spariscono poco a poco, se la dignita’ delle persone diviene una variabile dipendente del mercato, se la democrazia viene ingabbiata nella retorica della governabilita’ e nel fascino di un ‘uomo solo al comando’, allora vuol dire che ‘fare la sinistra’ e’ l’urgenza di un’Italia spaccata tra nord e sud, frammentata in clan e corporazioni, umiliata dal malaffare che abita tutti i palazzi del potere”, sottolinea

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