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Ncd: la scelta di Angelino, “E’ doloroso ma e’ la cosa giusta”

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Roma, 16 nov. – Da via dell’Umilta’ a via dell’Umilta’.
  Dal Pdl di Berlusconi al Nuovo centro destra. Angelino Alfano ha presentato ufficialmente il nuovo partito a poche decine di metri dalla vecchia sede del Popolo delle liberta’, che proprio oggi e’ sparito, cancellato dal consiglio nazionale che ha rifondato Forza Italia. Chissa’ se la sede dell’Associazione della stampa estera e’ stata scelta solo per risolvere un problema logistico o per calcolo politico, per lanciare un messaggio ai vecchi colleghi, e anche alle Cancellerie preoccupate di altre fibrillazioni e rischi di crisi di governo. Come a dire a tutti, “noi restiamo qui”.  

Con Angelino Alfano, c’erano anche Renato Schifani, Fabrizio Cicchitto, Gaetano Quagliariello, Beatrice Lorenzin, Antonio D’Ali’, e ancora tanti altri deputati e senatori che hanno preferito prendere una strada diversa. Hanno lasciato il leader Berlusconi ma non lo abbandoneranno, promettono, al suo destino: “Lotteremo contro la decadenza del senatore Silvio Berlusconi”, dice senza giri di parole Alfano davanti a un muro di telecamere che rimandano in diretta la conferenza. “Annunciare la nascita dei gruppi parlamentari di Ncd – spiega – e’ una decisione che mai avremmo creduto di dover assumere e che nasce dalla scelta di non aderire a Forza Italia, una scelta dolorosa e amarissima” ma fatta “con amore per l’Italia, a cui serve un grande centro destra” che sia “radicato sul territorio e che sia in grado di battere sinistra che non ha cambiato i propri connotati”. Alfano ricorda le ultime ore prima della decisione finale: “La scelta e’ avvenuta quando abbiamo avuto la sensazione che nel partito stesse per prevalere l’idea del voto anticipato”.

L’opzione peggiore per il Paese, secondo il vicepremier. “Non potevamo accettare di far precipitare il Paese in una grande incertezza. Abbiamo tante famiglie che non mettono insieme il pranzo con la cena, genitori che perdono il lavoro, giovani che non lo trovano. A questi non potevamo dire ‘facciamo cadere il governo per risolvere i problemi'”. E cosi’ si e’ rafforzata l’idea di cambiare rotta. “Abbiamo fatto scelta giusta nell’assicurare che il governo possa andare avanti – insiste Alfano – Berlusconi ci ha portati in questa grande alleanza e ora vogliamo portare avanti quella intuizione. Abbiamo realizzato la straordinaria riforma di Equitalia, cancellato l’Imu e ridotto le tasse. Siamo riusciti a fare da scudo alle politiche della sinistra che avrebbero aggredito il patrimonio, la casa”. “Fare da scudo alla sinistra” e rilanciare il Paese. L’ormai ex segretario del Pdl lo ripete piu’ di una volta prima di presentare il lavoro che il neonato movimento si ripromette di portare a compimento.

Chiede di dare un anno di tempo al Governo Letta, “sei mesi e mezzo sono pochi per giudicarlo – afferma – Sarebbe come assegnare lo scudetto alla decima giornata, o il Giro alla quarta tappa”. Propone un “patto agli italiani e alla forze in Parlamento”: cambiare la legge elettorale “salvaguardando il bipolarismo”, “chiudere definitivamente con due Camere che fanno la stessa cosa”, eleggere direttamente il premier, tagliare ancora le tasse, e ridurre la spesa e il debito.
  Progetti e obiettivi pero’ saranno illustrati nel dettaglio nelle prossime settimane in una convention nel corso della quale sara’ presentato anche il logo del nuovo movimento “che spero entri presto nel cuore degli italiani”, scandisce poi Alfano prima di rispondere alle domande sullo strappo con Berlusconi. “Continuo a coltivare un rapporto di profondo affetto nei confronti di Silvio Berlusconi. Mi ha dato tanto, tantissimo, e io gli ho dato tutto”, dice evidentemente emozionato. “Il rapporto che ho avuto con il presidente Berlusconi e’ sempre stato di grandissima vicinanza. Mi capitato tantissime volte di litigare con mio papa’, su vicende anche importanti della mia esistenza lavorativa e personale. Mi e’ capitato di dissentire.
  Spesso aveva ragione lui, altre volte avevo ragione io, ma nonostante tutto, abbiamo sempre avuto un rapporto di amore e rispetto. Mutatis mutandis, con Berlusconi mi auguro che il vincolo di affetto rimanga saldo come e’ stato in questi anni”.La prima prova si avra’ tra pochi giorni in Senato
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