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Negli ultimi giorni in Italia è un fiore di conferenze sul fenomeno del femminicidio.

Gianni Toffoli per la gazzetta campana

Negli ultimi giorni in Italia è un fiore di conferenze sul fenomeno del femminicidio. Per condannare gli atti di violenza, una buona percentuale di relatori accosta le espressioni femminicidio e violenza di genere. Vocabili simili, non significa uguali. Il femminicidio è l’atto di violenza contro la donna. Violenza di genere invece ha un significato molto ampio e impreciso che però, se analizzato nei dettagli, occulta (o potrebbe occultare) la “teoria del gender”, vale a dire quell’ideologia che vorrebbe eliminare le differenze tra genere maschile e femminile. La strategia di penetrazione svela i suoi arcani soprattutto nella scuola, cioè laddove le menti sono meno allenate a resistere agli attacchi ideologici. Dai tristemente noti libretti diffusi dal Dipartimento delle pari opportunità, alle proposte alternative di formazione extracurriculare, alle conferenze tutte orientate a diffondere in modo unilaterale la “cultura” di una sessualità fluida, intercambiabile e indefinita. Ritornando al nocciolo della questione, cioè la violenza sulle donne, vale la pena ricordare che fino ad oggi la sociologia aveva utilizzato l’equazione potere&violenza per spiegare quegli eventi in cui, all’interno di una relazione di amore, l’uomo è aggressore e la donna vittima. La violenza contro le donne in ambito familiare è stata portata alla luce dai movimenti di emancipazione femminile che, denunciando l’asimmetria dei ruoli attribuiti a uomo e donna nella società e nella famiglia italiana, spiegavano la violenza domestica come conseguenza del potere maschile. Negli anni Settanta tale spiegazione era plausibile, quarant’anni dopo, essa trascura i cambiamenti avvenuti nella condizione della donna e nella parallela evoluzione (o meglio, devoluzione) dell’identità maschile. Sarebbe interessante comprendere il nesso tra caduta dell’identità maschile (virilità) e simultaneo picco di aggressività maschile verso le donne. La questione è complessa e andrebbe approfondita, ma senza filtri ideologici.
Gianni Toffali

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