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No al taglio delle province

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 Prosegue, tra resistenze e ricorsi, il lavoro dei Consigli per le autonomie locali (Cal) per accorpare le province secondo quanto è previsto dalla spending review voluta dal governo Monti. Oggi le decisionisono state assunte in quattro Regioni: Lombardia, Toscana, Lazio e Campania. Nelle Regioni a statuto ordinario, le Province dovrebbero passare da 86 a 44.
Lazio, ricorso alla Corte costituzionale. Il Consiglio delle autonomie locali del Lazio ha oggi preso atto a maggioranza, con 3 voti contrari e un astenuto, della delibera della Giunta regionale con la quale si è deciso di ricorrere alla Corte Costituzionale contro le norme emanate dal Parlamento sul riordino delle Province. La decisione della Regione era stata assunta in coerenza con analoga richiesta, formulata all’unanimità al Cal e alla stessa Regione, da parte dell’assemblea dei sindaci e dei presidenti delle Province del Lazio, riunita a Roma lo scorso 18 settembre. Nella seduta odierna, il Cal, oltre a condividere la scelta della Giunta regionale, ha registrato l’impossibilità di formulare una ipotesi alternativa di accorpamento delle province laziali. «Qualora la Corte non dovesse accogliere le obiezioni della Regione, sarà il Governo a doversi assumere la responsabilità di suddividere una delle Regioni più grandi d’Italia in due sole Province oltre la città metropolitana, mentre si va definendo un assetto che vedrà, in regioni molto più piccole, la presenza di 4, 5 o addirittura 6 o più province», ha detto Fabio Melilli, presidente del Cal.
Domani sarà il turno della riunione del Cal del Piemonte e di quello dell’ Umbria. Ieri l’iter è stato definito in Emilia Romagna, Veneto, Abruzzo, Liguria e Marche. La prima fase del processo di riordino delle Province si concluderà in settimana: entro domani, infatti, infatti, i Cal o, dove non siano presenti, le Conferenze permanenti delle autonomie, voteranno le prime ipotesi di riordino da consegnare alle Regioni, cui spetterà entro il 25 ottobre di chiudere la proposta definitiva da inviare al Governo.
Otto province in Lombardia. Una Lombardia con otto Province e Milano città metropolitana. È la nuova mappa tracciata dal Consiglio delle autonomie locali (Cal) presieduto da Guido Podestà, che ha approvato la proposta di riordino con i nuovi confini delle province lombarde dopo il decreto legge sulla spending review. Sul tavolo l’accorpamento di Como, Lecco e Varese e di Cremona e Lodi, con la richiesta di deroga per Monza-Brianza, Mantova e Sondrio. Dunque, secondo la proposta del Cal, le nuove Province della Lombardia sarebbero: Pavia; Lodi-Cremona; Mantova; Brescia; Bergamo; Sondrio; Como – Lecco – Varese; Monza Brianza. Attualmente le Province sono 12.
Il Cal Toscana non ha preso posizione ed ha deciso di inviare al Consiglio Regionale due diverse proposte. La prima, presentata dall’Upi regionale, prevede la riduzione delle Province dalle attuali 10 a 5 più la Città metropolitana di Firenze. Secondo questa ipotesi le Province della Toscana sarebbero: Massa-Lucca; Prato-Pistoia; Siena-Grosseto; Arezzo; Pisa-Livorno. La seconda ipotesi, redatta dal presidente del Cal e sindaco di Pisa Marco Filippeschi, prevede la riduzione delle Province da 10 a 4 più la Città metropolitana di Firenze. Secondo questa ipotesi le Province della Toscana diventerebbero: Massa-Lucca-Pisa-Livorno; Prato-Pistoia, Siena-Grosseto, Arezzo.
In Campania il destino della Provincia di Benevento è in bilico. Nessun comune, di quelli confinanti con il territorio sannita, ha dato la propria disponibilità per passare da una Provincia all’altra. La proposta della Conferenza permanente Regione Campania-Autonomie locali è di chiedere alla Giunta Caldoro di proporre al Governo centrale una deroga all’accorpamento della provincia di Benevento, l’unica (le altre sono Salerno, Caserta e Avellino, oltre a Napoli che diventa città metropolitana) che non risponde ai requisiti previsti dal decreto convertito in legge sulla spending review. Una deroga motivata dalla storia del territorio sannita e dalla centralità della Campania nel Mezzogiorno. Parallelamente verrà presentato ricorso alla Corte Costituzionale contro il testo per violazione dell’articolo 133 della Costituzione.
Le Regioni Molise, Calabria, Puglia e Basilicata non hanno istituito il Cal. Pertanto in queste Regioni il dibattito si sta svolgendo nelle Conferenze delle Autonomie locali. Qualora le Conferenze delle autonomie non si pronunciassero entro domani, saranno le Regioni a dovere configurare ipotesi di riordino. Se neanche le Regioni presentassero la proposta, sarà il Governo a definire il nuovo assetto delle Province, secondo quanto stabilito dalla legge 135/2012.

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