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Nola – Cardio day. Un Convegno sullo sport – Doping e prevenzione cardiovascolare

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Nola Si è tenuto, di recente, a Nola allHotel dei Platani, un interessante convegno nel quale sono intervenuti personalità amministrative e personaggi del mondo medico scientifico. Il coordinatore del corso è il dott. Nunzio Curcio al quale abbiamo rivolto alcune domande così sintetizzate: Doping e prevenzione cardiovascolare. Dott. Nunzio Curcio; un commento a questo recente convegno, definito nelle sue linee programmatiche?  Cardio day è un congresso ormai giunto alla sua quarta edizione. Dal 2009 organizzo con puntualità questo congresso puntando molto sulla prevenzione cardiovascolare. Tale prevenzione è secondo me, ma non solo secondo me, ma secondo le più autorevoli riviste sia economiche che sanitare, lunico modo che ha il servizio sanitario nazionale  per uscire dalla grave  situazione di impasse economica. Negli ultimi anni abbiamo; negli ultimi 10 anni abbiamo avuto un aumento delle patologie cardio vascolari che non è giustificato semplicemente dallaumento della popolazione ultra sessantacinquenne ne tanto meno dal fatto che si sopravvive oggi allinfarto mentre prima linfarto era una patologia che portava allictus. Oggi si sopravvive, quindi abbiamo un maggior numero di malati cronici. Questo da solo non basta a giustificare laumento della malattia stessa. Lunico modo che abbiamo per uscire da questo grave problema, che oltre di natura sanitaria è anche di natura economica: il costo dei ricoveri, delle invalidità legate allincidenza della malattia, è non più sostenibile dal servizio sanitario nazionale; quindi bisogna puntare alla prevenzione di tutti quelli che sono i fattori di rischio. Molto si è fatto e si può continuare a fare riguardo al fumo di sigaretta, ma ci sono altri fattori di rischio che possono aver una maggior incidenza, in primis il diabete, che è la malattia che secondo le ultime stime registra un aumento costante; nel 2030 dovremo avere un aumento del 99% rispetto allattuale incidenza. Ma poi lipertensione, ipercolesteroremia, lobesità, tutti fattori di rischio che attualmente vengono sottostimati, sotto trattati e che meriterebbero di essere trattati meglio, tutto sommato con un impegno economico relativamente basso rispetto a quello che può essere il risparmio per il servizio sanitario della società, sul medio e lungo tempo. Nel corso del convegno, durante un intervento di un relatore, si affermò un concetto importante: con una frase detta, ovviamente, ironicamente, provocatoriamente per addentarsi meglio nella tematica: Lo sport fa male!. Un commento su questo tema? Si è una citazione del prof. Marcellino Monda che è attualmente il direttore della scuola di specializzazione di medicina dello sport della seconda Università di Napoli. Insieme abbiamo fatto una tavola rotonda che è poi lelemento che caratterizza questo congresso e ne sono orgoglioso. Una tavola rotonda aperta anche al pubblico non medico perché se tra noi medici facciamo i congressi, cè la possiamo cantare e suonare in tutte le maniere! Poi, se non portiamo fuori le nostre conoscenze, se non facciamo in modo che dallinformazione si passi alla conoscenza e da lì alla coscienza del problema, noi il problema non lo possiamo mai affrontare in maniera seria. La tavola rotonda che faccio annualmente unitamente al congresso, fa sì che anche le persone non addette ai lavori, non medici, non infermieri, possano partecipare e rendersi conto delle problematiche. Spesso invitiamo anche amministratori pubblici. Questanno cè stato il Sindaco di Nola che ha colto nel segno perché ha recepito benissimo il messaggio della nostra tavola rotonda. Quando abbiamo parlato di sport e prevenzione cardiovascolare lo abbiamo fatto perché sono due aspetti della stessa medaglia. Se da una parte è facilmente intuibile come lattività fisica, lo sport sia un momento di prevenzione della patologia cardiovascolare dallaltra parte dobbiamo tenere presente che per praticare in sicurezza, tre virgolette, lattività sportiva è importante avere alle spalle una buona preparazione atletica e un buon controllo di tutti quelli che sono fattori di rischio cardiovascolare. Purtroppo la cronaca ci riempie di problematiche legate purtroppo a morti improvvise sul campo, e non mi riferisco tanto su quello che succede sui campi di serie A o di basket. Nel corso del convegno si è parlato di quello che è luso di unapparecchiatura quale il defibrillatore. Installare questo mezzo della tecnologia medica è importante, soprattutto dove è necessario. Purtroppo, nel caso settore trasporti aereo si regista il caso che aerei di linea ne siano sprovvisti. Definiamo meglio questa tematica?  È uno di quegli strumenti che noi dobbiamo avere fissi la dove si fa attività sportiva. Oltre alla presenza del defibrillatore ci deve stare personale addetto cha abbia avuto la dovuta formazione alluso dello stesso perché gli arresti cardiaci possono essere improvvisi; non possiamo preventivarli. Daltra parte cè stato un decreto Balduzzi che a ottobre  – novembre dello scorso anno ha sancito che la dove si pratica attività sportiva, è fondamentale la presenza del defibrillatore. Ovviamente ci sono altri luoghi, dove il defibrillatore dovrebbe essere presente il modo fisso la dove cè un gran numero di persone: stazioni ferroviarie ma anche sugli aerei. LItalia fu la prima ha suggerire luso di un defibrillatore sui nostri aeroplani dove non è come il treno dove tiro la maniglia di emergenza, ci si ferma e si chiama il 118. Intervento del 118 che non può essere mai immediato perché è necessario, nel frattempo, salvaguardare le funzioni vitali dellorganismo. Lei è Presidente dei Lions di Marigliano. In qualche maniera cerca di coinvolgere tale associazione in questo campo? Assolutamente si! Grazie a Lions riusciamo a essere più incisivi sul territorio. Adesso proprio con laiuto dei Lions stiamo gettando le basi per portare un defibrillatore nel palazzetto dello sport di Marigliano e formare il personale allutilizzo dello stesso. I Lions sono diffusi in tutto il mondo ma devono assolutamente essere più incisivi da questo punto di vista. Con il mio club di Marigliano siamo uno dei primi a muoverci sulla prevenzione cardiovascolare.

Antonio Romano

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